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Articolo 625 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Circostanze aggravanti

Dispositivo dell'art. 625 Codice penale

La pena per il fatto previsto dall'art. 624 è della reclusione da 2 a 6 anni e della multa da 927 euro a 1.500 euro (1):

  1. [1) se il colpevole, per commettere il fatto, si introduce o si trattiene in un edificio o in un altro luogo destinato ad abitazione] (2);
  2. 2) se il colpevole usa violenza sulle cose (3) o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento (4);
  3. 3) se il colpevole porta indosso armio narcotici, senza farne uso (5);
  4. 4) se il fatto è commesso con destrezza (6), [ovvero strappando la cosa di mano, o di dosso alla persona] (7);
  5. 5) se il fatto è commesso da tre o più persone[112 n. 1] (8), ovvero anche da una sola, che sia travisata o simuli la qualità di pubblico ufficiale [357] o d'incaricato di un pubblico servizio [358] (9);
  6. 6) se il fatto è commesso sul bagaglio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni, negli scali o banchine, negli alberghi o in altri esercizi ove si somministrano cibi o bevande [c. nav. 1148];
  7. 7) se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro[c.c. 1798, 2905, 2793; c.p.c. 670-673; c. nav. 682; c.p. 189-190; c.p.p. 354, 253, 317, 320] o a pignoramento [c.p.c. 491], o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede (10), o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza [635 n. 3] (11);
  8. 7-bis) se il fatto è commesso su componenti metalliche o altro materiale sottratto ad infrastrutture destinate all'erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici e gestite da soggetti pubblici o da privati in regime di concessione pubblica (12);
  9. 8) se il fatto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria (13);
  10. 8-bis) se il fatto è commesso all’interno di mezzi di pubblico trasporto (14);
  11. 8-ter) se il fatto è commesso nei confronti di persona che si trovi nell’atto di fruire ovvero che abbia appena fruito dei servizi di istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al prelievo di denaro(14).

Se concorrono due o più delle circostanze prevedute dai numeri precedenti, ovvero se una di tali circostanze concorre con altra fra quelle indicate nell'articolo 61, la pena è della reclusione da tre a dieci anni e della multa da duecentosei euro a millecinquecentoquarantanove euro.

Note

(1) Si tratta di circostanze di natura oggettiva, che operano dunque secondo lo schema predisposto dagli artt. 70, comma primo, e 118, e che possono anche concorrere tra loro. Le pene sono state così modificate dalla L. 23 giugno 2017, n. 103.
(2) Tale numero è stato soppresso dall'art. 2, della l. 26 marzo 2001, n. 126.
(3) L'aggravante della violenza richiama i comportamenti di danneggiare, trasformare o mutare la destinazione di una cosa previsti all'art. 392.
(4) Il quid pluris del mezzo fraudolento consiste in un'azione straordinaria del soggetto caratterizzata da astuzia e scaltrezza, idonea a soverchiare o sorprendere la volontà contraria dell'offeso e quindi a rendere vani gli accorgimenti e le cautele da questi predisposte. Tale fraudolenza deve sempre accompagnarsi all'attività di impossessamento, diversamente si integrerebbe il reato di truffa ex art. 640.
(5) L'aggravante in esame richiede che il soggetto porti indosso armi o narcotici o che per lo meno li abbia nella sua immediata disponibilità, venendo infatti a configurarsi il più grave reato di rapina (v. 628) qualora invece tali mezzi lesivi vengano concretamente utilizzati.
(6) La destrezza rimanda al furto commesso con abilità e sveltezza, non necessariamente di carattere eccezionale, essendo dunque sufficiente che l'agente abbia eluso l'attenzione della persona offesa per sottrargli le cose che ha indosso o comunque nella sua sfera di disponibilità, come nell'ipotesi tipica del cosiddetto borseggio.
(7) Le parole riportate in parentesi sono state soppresse dall'art. 2, della l. 26 marzo 2001, n. 126.
(8) La dottrina maggioritaria ritiene che nel calcolo del numero di persone che hanno partecipato al furto debbono considerarsi anche i cosiddetti concorrenti a titolo di concorso morale ex art. [n110cp]], nonchè i soggetti non imputabili, non punibili, nonché coloro i quali hanno posto in essere una partecipazione soltanto morale [v. 110].
(9) Il travisamento consiste in qualsiasi alterazione delle proprie sembianze che renda difficile il riconoscimento del soggetto, mentre la simulazione riguarda l'assunzione indebita della qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio.
(10) Si intendono cose esposte alla pubblica fede che si trovano in una situazione per cui un numero indeterminato di persone possono venirne in contatto per un aspecifica causa, per necessità, per consuetudine o per destinazione naturale (si pensi ad esempio alla sabbia della spiaggia).
(11) Sono beni destinati a soddisfare le esigenze della collettività come ad esempio le linee telefoniche, i treni, le biblioteche e gli elettrodotti. Nello specifico vengono definiti di pubblica difesa le caserme, i veicoli militari, etc., mentre la pubblica reverenza è il tratto caratterizzante di sepolcri, glorie storiche, ma anche statue e dipinti.
(12) Tale numero è stato inserito dall’art. 8, comma 1, lett. a), del D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito dalla l. 15 ottobre 2013, n. 119.
(13) Viene incriminato il cosiddetto abigeato, particolarmente diffuso in Sicilia e Sardegna, avente ad oggetto il bestiame riunito, che però non deve trattarsi di un insieme accidentalmente formatosi.
(14) Tale numero è stato aggiunto dall’art. 3, comma 26, della l. 15 luglio 2009, n. 94.

Ratio Legis

La disposizione prevede una serie di circostanza aggravanti oggettive e trova la sua ratio giustificatrice nella particolare modalità della condotta.

Spiegazione dell'art. 625 Codice penale

La norma in esame disciplina circostanze aggravanti specifiche del furto (art. 624.

Il furto è aggravato:

  • se il colpevole usa violenza sulle cose o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento, in cui la minorata difesa delle cose che vengono aggredite giustifica l'aumento di pena. Per violenza sulle cose si intende il danneggiamento, la trasformazione o il mutamento di destinazione. Va invece considerato mezzo fraudolento qualsiasi accorgimento che soverchi con insidia la volontà contraria del detentore, vanificando le difese approntate, distinguendosi dall'ipotesi di truffa (art. 640) per il “prendere” invece che per il “farsi dare”. Il furto è infatti una aggressione unilaterale al patrimonio della vittima;

  • se il colpevole porta in dosso armi o narcotici, senza farne uso. Se ne fa uso la condotta configura il delitto di rapina;

  • se il fatto è commesso con destrezza, ovvero manifestando una particolare abilità, astuzia o sveltezza nel commettere la sottrazione. A differenza dell'uso di un mezzo fraudolento (in cui si fa venir meno la vigilanza), la destrezza mira a superare la vigilanza;

  • se il fatto è commesso da tre o più persone, ovvero anche da una sola, che sia travisata o simuli la qualità di pubblico ufficiale o d'incaricato di pubblico servizio, in cui il maggior disvalore penale è da riscontrarsi nella maggiore efficacia dell'azione e nella correlativa diminuzione della difesa privata;

  • se il fatto è commesso sul bagaglio dei viaggiatori nei luoghi indicati dalla norma. Anche qui la ratio dell'aggravamento di pena si rinviene nella minore difesa della vittima;

  • se il fatto è commesso su componenti metalliche o altro materiale sottratto ad infrastrutture destinate all'erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici e gestite da soggetti pubblici o da privati in regime di concessione pubblica;

  • se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, o destinata a pubblico servizio o pubblica utilità, difesa o reverenza. Per esposizione alla pubblica fede si intende l'esistenza della cosa in un luogo necessitato dalla natura dalla cosa (ad es. bicicletta parcheggiata all'esterno o autovettura parcheggiata negli appositi spazi);

  • se il fatto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su bovini o equini, anche non raccolti in mandria. Trattasi della antica figura dell'abigeato;

  • Se il fatto è commesso all'interno di mezzi di pubblico trasporto, in cui la necessaria vicinanza tra i viaggiatori rende più insidiosa la condotta;

  • se il fatto è commesso nei confronti di persona che si trovi nell'atto di fruire o che abbia appena fruito dei servizi di istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al prelievo di denaro, aggravante inserita al fine di approntare una risposta sanzionatoria più incisiva a fenomeni di particolare allarme sociale.

Massime relative all'art. 625 Codice penale

Cass. pen. n. 20476/2018

In tema di furto, sussiste l'aggravante della violenza sulle cose anche qualora l'energia fisica sia rivolta dal soggetto non sulla "res" oggetto dell'azione predatoria, ma verso lo strumento posto a sua protezione, purché sia stata prodotta una qualche conseguenze su di esso, provocando la rottura, il guasto, il danneggiamento, la trasformazione della cosa altrui o determinandone il mutamento di destinazione. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato con rinvio la sentenza che aveva ravvisato l'aggravante nella condotta dell'imputato che aveva colpito con calci il portone d'ingresso di un'abitazione, senza accertare le conseguenze di questa azione sul bene).

Cass. pen. n. 17391/2018

Sussiste la circostanza aggravante del fatto commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, nel caso in cui il furto sia commesso in un ospedale, inserito nel servizio nazionale e, pertanto, stabilimento pubblico.

Cass. pen. n. 40829/2017

In tema di furto, ai fini della configurabilità dell'aggravante di cui all'art. 625, comma primo, n. 6 cod. pen. (fatto commesso sul bagaglio dei viaggiatori), si qualifica "viaggiatore" anche colui che utilizzi per gli spostamenti il proprio veicolo, essendo rilevante in tal senso non già l'entità della distanza percorsa o le ragioni del percorso ma lo spostamento in sé; costituiscono "bagaglio" le cose che il viaggiatore porta per le proprie necessità, comodità o utilità personali o, comunque, attinenti alla propria attività lavorativa o alla finalità del viaggio. (Fattispecie in cui si è ritenuta sussistente l'aggravante in relazione ad una borsetta sottratta da un'auto parcheggiata, durante il periodo in cui il proprietario si era allontanato per una passeggiata).

Cass. pen. n. 37212/2017

La sussistenza della circostanza aggravante prevista dall'art. 625, comma primo, n. 3 cod. pen. con riferimento al porto di un'arma, non determina l'assorbimento nel reato di furto di quelli di illecita detenzione della predetta arma o di porto ingiustificato di essa, previsto dall'art. 4, legge 18 aprile 1975, n. 110, atteso che la circostanza aggravante non postula l'illiceità della detenzione o del porto dell'arma ed è finalizzata a tutelare un bene giuridico diverso, stigmatizzando la predisposizione di strumenti volti a rendere più agevole la sottrazione e l'impossessamento dei beni mobili.

Cass. pen. n. 34090/2017

In tema di furto, la circostanza aggravante della destrezza sussiste qualora l'agente abbia posto in essere, prima o durante l'impossessamento del bene mobile altrui, una condotta caratterizzata da particolari abilità, astuzia o avvedutezza ed idonea a sorprendere, attenuare o eludere la sorveglianza del detentore sulla "res", non essendo invece sufficiente che egli si limiti ad approfittare di situazioni, non provocate, di disattenzione o di momentaneo allontanamento del detentore medesimo.

Cass. pen. n. 26857/2017

Non integra l'ipotesi di danneggiamento aggravato, ai sensi dell'art. 635, comma secondo, n. 1, in relazione all'art. 625, comma primo, n. 7 cod. pen. (fatto commesso su cose esposte alla pubblica fede), la forzatura della porta di ingresso di un locale pubblico all'interno del quale sia presente il titolare, considerato che la "ratio" della maggiore tutela accordata alle cose esposte per necessità, per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede va individuata nella minorata possibilità di difesa connessa alla particolare situazione dei beni, in quanto posti al di fuori dalla sfera di diretta vigilanza del proprietario e, quindi, affidati interamente all'altrui senso di onestà e di rispetto.

Cass. pen. n. 26447/2017

Ai fini della configurabilità dell'aggravante prevista dall'art. 625, n. 7-bis, cod. pen. è necessaria la sussistenza di due requisiti, uno riferito al soggetto passivo del reato di furto, che deve assumere la qualifica di soggetto pubblico o di privato che gestisce un servizio pubblico in regime concessorio; l'altro oggettivo e collegato al nesso funzionale che deve connettere la cosa sottratta all'erogazione del servizio pubblico, nel senso che quest'ultima deve essere parte di un'infrastruttura effettivamente destinata all'erogazione del servizio pubblico. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la sussistenza dell'aggravante dal momento che le tubazioni oggetto di furto erano parte di un'infrastruttura in disuso di proprietà di Poste Italiane s.p.a.).

Cass. pen. n. 24821/2017

In tema di furto aggravato da destrezza, qualora questa sia correlata all'approfittamento di una situazione di distrazione della vittima, occorre verificare, sotto un primo profilo, se la stessa possa essere considerata il prodotto di una ordinaria attitudine di ciascuno ad attirare o allontanare l'attenzione altrui da un oggetto ovvero se possa essere ricondotta ad una condotta dell'agente caratterizzata da non comune abilità e, quindi, da “destrezza”; sotto un altro profilo, se, in costanza della distrazione della vittima, l'agente, nell'approfittarne, si sia limitato ad utilizzare un'attitudine naturalmente riferibile a ciascuno oppure se, anche in questo caso, abbia tenuto una condotta avente la suddetta caratterizzazione di particolare abilità, prontezza fisica, sveltezza e, quindi, ancora una volta, di “destrezza”. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha annullato con rinvio, per difetto di motivazione, la sentenza di merito con la quale era stata ritenuta la sussistenza dell'aggravante sulla base della sola considerazione che l'agente aveva operato il furto approfittando di un momento di distrazione della vittima, laddove sarebbe stato necessario specificare se si fosse trattato di un semplice approfittamento di detta distrazione o se fossero state invece adottate modalità specifiche denotanti destrezza, intesa come abilità fuori dell'ordinario).

Cass. pen. n. 21158/2017

Integra il reato di furto aggravato dall'esposizione della cosa alla pubblica fede la sottrazione, all'interno di un esercizio commerciale, di prodotti dotati di placca antitaccheggio, in quanto tale dispositivo, consistendo nella mera rilevazione acustica della merce occultata al passaggio alle casse, non ne consente il controllo a distanza che esclude l'esposizione della merce alla pubblica fede.

Cass. pen. n. 18655/2017

Integra il delitto di furto aggravato dall'uso del mezzo fraudolento - e non quello di truffa - la condotta di colui che, simulando la qualità di incaricato di pubblico servizio, adduca esigenze di inesistenti verifiche o controlli per ottenere la consegna di beni da parte della persona offesa al fine di impadronirsene, in quanto tale consegna non è sintomo della sua volontà di spossessarsene definitivamente, consentendo ad una definitiva uscita del bene dalla propria sfera patrimoniale, in virtù di un atto di disposizione viziato dagli altrui artifizi e o raggiri. (Nella specie l'agente, fingendosi un tecnico dell'acquedotto incaricato di verificare il grado di inquinamento dell'acqua, aveva chiesto alle vittime, persone anziane, di depositare il denaro contante, di cui si sarebbe poi impossessato, nel frigorifero e, allarmandole con un inesistente rischio di incendio, si era fatto consegnare i gioielli, assumendo di doverli portare al di fuori dell'abitazione per campionarli e bonificarli).

Cass. pen. n. 12590/2017

In tema di furto, sono compatibili e concorrono le circostanze aggravanti del furto commesso su bagaglio del viaggiatore (art. 625, comma primo, n. 6) e quella della destrezza (art. 625, comma primo, n. 4), trattandosi di aggravanti aventi un diverso ambito di operatività, in quanto la destrezza attiene al quomodo o alla modalità della condotta di sottrazione mentre il fatto commesso sul bagaglio del viaggiatore si caratterizza per la species della "res" e, quindi, per la particolarità dell'oggetto di sottrazione, stante la scelta legislativa di ritenere le cose trasportate nei viaggi maggiormente vulnerabili e assimilabili alle cose esposte per necessità o per consuetudine alla pubblica fede.

Cass. pen. n. 4200/2017

In tema di reati contro il patrimonio, sussiste l'aggravante di cui all'art. 625, comma primo, n. 7 cod. pen. - "sub specie" di esposizione per necessità alla pubblica fede - nel caso in cui si verifichi il furto di una bicicletta parcheggiata sulla pubblica via, la quale deve intendersi esposta, per necessità, e non già per consuetudine, alla pubblica fede quando il detentore la parcheggi per una sosta momentanea lungo la strada.

Cass. pen. n. 55227/2016

Il delitto di furto di cui all'art. 624-bis cod. pen. può essere aggravato, ai sensi dell'art. 625, comma primo, n. 7, dello stesso codice, dalla esposizione alla pubblica fede, essendo tale aggravante configurabile anche quando la cosa si trova in luogo privato, ma aperto al pubblico o comunque facilmente accessibile. (Fattispecie relativa al furto di un'autovettura lasciata all'interno di un cortile, liberamente accessibile, di un'abitazione).

Cass. pen. n. 44976/2016

In tema di furto, l'aggravante della destrezza si caratterizza per la spiccata rapidità di azione nell'impossessamento della cosa mobile altrui, mentre lo "strappo", di cui all'art. 624 bis cod. pen., è una condotta connotata da un qualche grado di violenza, seppur esercitata sulla cosa e non sulla persona, direttamente finalizzata allo spossessamento del bene. (In applicazione del principio, la S. C. ha riqualificato come furto con destrezza la condotta di tre giovani -originariamente contestata come furto con strappo - che, dopo aver avvicinato la vittima ed averla distratta, facendole perdere l'equilibrio con uno sgambetto, gli avevano sfilato il telefono dalla tasca posteriore dei pantaloni).

Cass. pen. n. 33557/2016

In tema di aggravanti del reato di furto, la nozione di "necessità" dell'esposizione alla pubblica fede, non ricomprende soltanto i beni esposti per destinazione o consuetudine, ma anche quei beni che in tale condizione si trovino in ragione di impellenti bisogni della vita quotidiana ai quali l'offeso è chiamato a far fronte. (Fattispecie riguardante il furto di un portafogli lasciato in un furgone con la portiera aperta, parcheggiato al fianco di una barca nella quale la persona offesa effettuava le pulizie, al fine di permettere il diretto collegamento delle apparecchiature necessarie, all'imbarcazione medesima).

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D. B. chiede
giovedì 25/05/2017 - Lombardia
“Buongiorno. Dovevo prendere il volo per Amsterdam. Ai controli qualcuno dimentica un portatile. Lo prendo io. Al ritorno mi ferma la polizia di frontiera e mi fa vedere la foto. ho subito restituito il portatile e mi hanno fatto le carte per art 624 e 625 cp e dato un avvocato d'ufficio.la persona che aveva dimenticato il portatile non era presente quando ho preso il portatile(in precedenza ho avuto un altro provedimento penale)
grazie”
Consulenza legale i 25/05/2017
Il fatto così come descritto nel quesito potrebbe essere ascritto al reato di appropriazione di cosa smarrita prevista dall’art. art. 647 del c.p. del c.p.

Il condizionale è d’obbligo perché la Giurisprudenza ritiene che la cosa sia “smarrita” se è fuoriuscita dalla sfera di dominio e di controllo del proprietario e perché la cosa smarrita non deve contenere alcun segno o distintivo che possa ricondurla al proprietario.

Appare utile, per chiarire quanto sopra, citare due sentenze della Suprema Corte.
Cass.Pen. n. 23626, sez. II del 10 maggio 2011, “ai fini della sussistenza del reato di cui all'art. 647 c.p., cosa smarrita è quella rispetto alla quale il possessore non ha di fatto alcun rapporto o potere materiale e psicologico; una volta accertato l'avvenuto smarrimento, l'agente, per essere ritenuto responsabile del reato, deve avere la coscienza e volontà che la cosa di cui si appropria è, appunto, stata smarrita da un terzo. Ne consegue che laddove non vi sia smarrimento ma abbandono (ovvero "derelictio" della cosa) la cosa diventa "res nullius" e quindi chi la trova e se ne appropria ne diventa proprietario senza commettere alcun reato.”

Cass.Pen. n. 2148, sez. II dell’11 ottobre 2016, “Integra il reato di appropriazione di cose smarrite e non quello di furto l'impossessamento di un telefono cellulare altrui oggetto di smarrimento, in quanto il codice IMEI stampato nel vano batteria dell'apparecchio identifica la cosa, ma non la proprietà del bene”.

Il reato di appropriazione di cosa smarrita è procedibile a querela e pertanto in tal caso sarebbe possibile cercare un accordo con la persona offesa (il proprietario legettimo del computer) per addivenire alla remissione della querela.

Nel caso in cui il P.M. mantenga l’attuale qualificazione giuridica di furto aggravato, tale reato è, invece, procedibile d’ufficio.
In tale ipotesi, il soggetto potrebbe scegliere o di affrontare il processo, anche nella forma del rito abbreviato, per tentare di derubricare il fatto e poi raggiungere un accordo con la persona offesa, oppure potrebbe chiedere un rito alternativo quale il patteggiamento e, previo risarcimento del danno, subordinarlo alla pena sospesa. Come ulteriore scelta difensiva potrebbe chiedere di essere "ammesso alla prova" e, in caso, di esito positivo ottenere la dichiarazione di estinzione del reato.

La messa alla prova può essere chiesta solo una volta. Quindi se il porcedente reato era stato dichiarato estinto in seguito all'esito positivo della messa alla prova, non sarà possibile anche nell'attuale procedimento penale.
In ogni caso, appare concedibile la sospensione condizionale della pena, in tal caso si eviterebbe comunque la pena detentiva.
Trattandosi di un caso che presenta delle difficoltà (il precedente reato) il P.M. e/o il Giudice potrebbe concedere subordinare la sospensione condizioale della pena al risarcimento del danno alla persona offesa.

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