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Articolo 83 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Procura alle liti

Dispositivo dell'art. 83 Codice di procedura civile

Quando la parte sta in giudizio col ministero di un difensore, questi deve essere munito di procura [125] (1) (2).

La procura alle liti può essere generale (3) o speciale (4), e deve essere conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata.

La procura speciale può essere anche apposta in calce o a margine della citazione, del ricorso, del controricorso[370], della comparsa di risposta [167, 416] o d'intervento[267], del precetto [480] o della domanda d'intervento nell'esecuzione, ovvero della memoria di nomina del nuovo difensore, in aggiunta o in sostituzione del difensore originariamente designato [499, 525, 551, 563]. In tali casi l'autografia della sottoscrizione della parte deve essere certificata dal difensore (5). La procura si considera apposta in calce anche se rilasciata su foglio separato che sia però congiunto materialmente all'atto cui si riferisce o su documento informatico separato sottoscritto con firma digitale e congiunto all'atto cui si riferisce mediante strumenti informatici, individuati con apposito decreto del Ministero della giustizia. Se la procura alle liti è stata conferita su supporto cartaceo, il difensore che si costituisce attraverso strumenti telematici ne trasmette la copia informatica autenticata con firma digitale, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e trasmessi in via telematica.

La procura speciale si presume conferita soltanto per un determinato grado del processo, quando nell'atto non è espressa volontà diversa(6).

Note

(1) Accanto ai casi in cui il difensore è munito di procura per volontà della parte, vi sono dei casi in cui è la stessa legge a designare il difensore. Si pensi al caso dell'amministrazione dello Stato che viene difesa ex lege dall'Avvocatura dello Stato (artt. 1-3 r.d. 30-10-1933, n. 1611 sull'ordinamento dell'Avvocatura dello Stato), oppure al caso del gratuito patrocinio, in cui il difensore viene nominato da un'apposita commissione.
(2) Generalmente, il rilascio della procura deve precedere il compimento degli atti processuali. Tuttavia, il codice prevede che l'attore possa rilasciare la procura al difensore anche successivamente alla notificazione dell'atto, essendo sufficiente per sanare l'originario difetto di rappresentanza, che sia la procura venga conferita anteriormente alla costituzione della parte rappresentata (si cfr. l'art. 125, II comma).
(3) La procura può essere generale o speciale. Si definisce generale quando viene conferito al difensore il potere di rappresentare il cliente, come attore e convenuto, in tutte le cause in cui sarà parte. Diversamente, la procura si dice speciale quando si conferisce la rappresentanza soltanto per una o più liti, determinate o meno. Ad esempio il ricorso diretto alla Corte di Cassazione e la citazione con la quale si propone la revocazione delle sentenze devono essere necessariamente sottoscritti da un difensore munito di procura speciale (artt.365 e 398, 3).
(4) Si parla invece di procura complessa nel caso della procedura fallimentare, la quale si perfeziona con tre distinti atti, che devono essere compiuti nel seguente ordine: autorizzazione a stare in giudizio concessa dal giudice delegato al curatore fallimentare, nomina da parte del giudice delegato dell'avvocato del fallimento, rilascio da parte del curatore della procura al difensore designato dal giudice.
(5) Al momento della sottoscrizione della procura da parte del cliente, il difensore assume la veste di pubblico ufficiale, il quale certifica che la firma è stata apposta da quel determinato soggetto. Pertanto, sia la sottoscrizione del cliente che la certificazione fatta dal difensore fanno piena prova fino a querela di falso (si cfr. l'art.221).
(6) Di norma si ritiene che ogni impugnazione rappresenti un grado del processo. Se però il conferimento in primo grado della procura alle liti avviene mediante frasi come «nella presente procedura» o «nel presente giudizio» (processo, controversia etc.) senza specificazioni ulteriori, deve intendersi riferito all'intero giudizio, che si sviluppa nei suoi diversi gradi. Pertanto, l'effetto è quello di produrre l'estensione della procura ad un successivo grado, abilitando quindi il difensore alla proposizione dell'appello.

Ratio Legis

Secondo la giurisprudenza prevalente l'elencazione di cui alla norma in analisi deve ritenersi tassativa, diversamente la dottrina esclude tale tassatività ritenendo che la legge richiede solo che la procura venga apposta su un atto da depositarsi prima della costituzione. Tuttavia, non mancano orientamenti giurisprudenziali in base ai quali la procura conferita su un atto diverso da quelli elencati che venga depositata all'atto della costituzione è ugualmente valida purchè la controparte non sollevi specifiche contestazioni.
Ai sensi della l. 141/1997 la procura può essere rilasciata su foglio separato e viene considerata come apposta in calce.

Brocardi

Procurator

Massime relative all'art. 83 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 26338/2017

È affetta da mero errore materiale la procura speciale ad impugnare che, sebbene non congiunta materialmente all’atto, individui la pronuncia impugnata, sia corredata di data certa successiva alla stessa e provenga inequivocabilmente dalla parte ricorrente, in quanto l’art. 83, comma 3, c.p.c., non può essere interpretato in modo formalistico, avendo riguardo al dovere del giudice, ex art. 182 c.p.c., di segnalare alle parti i vizi della procura affinché possano porvi rimedio e, più in generale, al diritto di accesso al giudice, sancito dall’art. 6, par. 1, della CEDU, che può essere limitato soltanto nella misura in cui sia necessario per perseguire uno scopo legittimo. (Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha cassato la pronuncia del CNF che aveva ritenuto invalido, ai sensi dell’art. 83 c.p.c., l’atto di nomina del difensore di fiducia non congiunto materialmente al ricorso, avente data successiva alla decisione impugnata e depositato contestualmente alla stessa ed all’impugnazione).

Cass. civ. n. 20950/2017

Ove più parti abbiano conferito il mandato difensivo al medesimo professionista, la situazione di conflitto d'interessi idonea a provocare l'invalidità del mandato può essere non solo attuale, ma anche potenziale; tale potenzialità, tuttavia, va intesa non come astratta eventualità, bensì in stretta correlazione con il concreto rapporto esistente tra le parti i cui interessi risultino suscettibili di contrapposizione. (Nella specie, relativa a mandato conferito allo stesso difensore dal progettista e dal direttore dei lavori convenuti dal committente nel giudizio di responsabilità per danni strutturali ad un edificio, la S.C. ha escluso la ricorrenza di detto conflitto, essendo in contestazione non già il riparto di responsabilità tra i due professionisti ma, con difese comuni ad entrambi,la fondatezza della pretesa attorea).

Cass. civ. n. 17216/2017

Il mutamento dell'organo investito della rappresentanza processuale della persona giuridica è irrilevante rispetto alla regolarità del procedimento iniziato in forza di procura rilasciata dal precedente rappresentante, e ciò vale ad escludere l'idoneità del mutamento stesso a privare della sua perdurante efficacia un mandato “ad litem” originariamente concesso dall'organo effettivamente investito del potere rappresentativo. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto irrilevante che, al momento della notifica del ricorso per cassazione, il legale rappresentante dell’INPS fosse diverso da quello che aveva conferito la procura).

Cass. civ. n. 16634/2017

La procura speciale alle liti rilasciata, per conto di una società esattamente indicata con la sua denominazione, con sottoscrizione affatto illeggibile, senza che il nome del conferente, di cui si alleghi genericamente la qualità di legale rappresentante, risulti dal testo della stessa, né dall’intestazione dell’atto a margine od in calce al quale sia apposta, ed altresì priva, nell’uno o nell’altra, dell’indicazione di una specifica funzione o carica del soggetto medesimo che lo renda identificabile attraverso i documenti di causa o le risultanze del registro delle imprese, è affetta da nullità relativa, che la controparte può tempestivamente opporre ex art. 157, comma 2, c.p.c., onerando, così, l’istante d'integrare con la prima replica la lacunosità dell’atto iniziale, mediante chiara e non più rettificabile notizia del nome dell’autore della suddetta sottoscrizione, difettando la quale, così come in ipotesi di inadeguatezza o tardività di tale integrazione, si verifica invalidità della procura ed inammissibilità dell’atto cui essa accede.

Cass. civ. n. 14276/2017

In tema di attività professionale svolta da avvocati, mentre la procura "ad litem" è un negozio unilaterale con il quale il difensore viene investito del potere di rappresentare la parte in giudizio, il mandato sostanziale costituisce un negozio bilaterale (cd. contratto di patrocinio) con il quale il legale viene incaricato, secondo lo schema negoziale che è proprio del mandato, di svolgere la sua opera professionale in favore della parte; conseguentemente, ai fini della conclusione del contratto di patrocinio, non è indispensabile il rilascio di una procura "ad litem", essendo questa richiesta solo per lo svolgimento dell'attività processuale, né rileva il versamento di un fondo spese o di un anticipo sul compenso, atteso che il mandato può essere anche gratuito e che, in ipotesi di mandato oneroso, il compenso ed il rimborso delle spese possono essere richiesti dal professionista durante lo svolgimento del rapporto o al termine dello stesso.

Cass. civ. n. 10937/2017

In virtù del principio di strumentalità delle forme di cui all’art. 156, comma 3, c.p.c. e dell’esigenza di interpretare il mandato alle liti alla luce dell’intestazione del ricorso, è valida la procura conferita da una società e dal suo legale rappresentante in proprio, benchè priva dell’indicazione del nominativo del soggetto conferente, ove in calce alla medesima sia apposto un timbro recante la denominazione della società e l’indicazione “l’amministratore unico”, sulla quale si rinvenga una sottoscrizione per sigla, dovendosi ricondurre detta sottoscrizione al legale rappresentante anche in proprio.

Cass. civ. n. 8821/2017

La procura conferita al difensore dall'amministratore di una società di capitali "per ogni stato e grado della causa" è valida anche per il giudizio di appello, e resta tale anche se l'amministratore, dopo il rilascio della stessa e prima della proposizione dell'impugnazione, sia cessato dalla carica, in conformità al principio secondo cui la sostituzione della persona titolare dell'organo avente il potere di rappresentare in giudizio la persona giuridica non è causa di estinzione dell'efficacia della procura alle liti, la quale continua ad operare a meno che non sia revocata dal nuovo rappresentante legale.

Cass. civ. n. 986/2014

La procura del difensore del Comune rilasciata dal sindaco e autenticata dal segretario comunale del medesimo ente, è valida atteso che a norma dell'art. 83, secondo comma, cod. proc. civ., la procura alle liti può essere rilasciata anche con scrittura privata autenticata e l'art. 97, comma 4, lettera c), del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, in tema di funzioni dei segretari comunali e provinciali, prevede che il segretario «può rogare tutti i contratti nei quali l'ente è parte ed autenticare scritture private e atti unilaterali nell'interesse dell'ente».

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Consulenze legali
relative all'articolo 83 Codice di procedura civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Guglielmo chiede
martedì 18/08/2015 - Veneto
“SE UN AVVOCATO, SOTTOSCRIVE IN AUTENTICA DELLA FIRMA, UNA PROCURA ALLA LITE, NON AVENDO MAI INCONTRATO IL CLIENTE, SAPENDO CHE LA FIRMA E' COMUNQUE DEL CLIENTE, IN QUANTO ALTRO LEGALE INDICATO NELLA PROCURA LO HA GARANTITO A QUESTI, INVECE DI FIRMARLA LUI L'AUTENTICA, COME PENSAVA VOLEVA IL CLIENTE, LA PROCURA E' VALIDA.
IL MOTIVO SEMBRA CHE DERIVI DAL FATTO CHE IL LEGALE REALMENTE INCARICATO NON SIA CASSAZIONI STA E SEMBRA NON ABBIA FIRMATO NEMMENO IL RICORSO PER CASSAZIONE.
MA E' STATO PAGATO. QUINDI NON HA RESPONSABILITÀ' DELL'ATTO CHE HA PREPARATO ? DEDUCO CHE DEBBA RESTITUIRE I DENARI ? CONSIDERANDO CHE VI E' UN ACCORDO TRA IL CLIENTE E IL LEGALE NON CASSAZIONI STA CHE PREVEDE CHE NULLA SPETTI AGLI ALTRI LEGALI EVENTUALMENTE FIRMATARI DEL CONTRO RICORSO. CONSIGLI ?
GRAZIE”
Consulenza legale i 25/08/2015
La situazione descritta nel quesito si verifica con una certa frequenza nella prassi e, nonostante alcuni profili sospetti dal punto di vista deontologico, non emerge un fondato motivo per sostenere che il legale incaricato dal cliente non abbia diritto al compenso.

La "validità" della procura, per come la si intende nel quesito, può essere letta da due punti di vista:
- verso l'esterno, la procura appare valida, in quanto sono presenti sia la sottoscrizione del cliente che quella dell'avvocato che poi ha firmato il ricorso per Cassazione. La firma del cliente è stata autenticata da un altro avvocato presente in procura, quindi sotto questo punto di vista non vi possono essere contestazioni. Si configura una situazione in cui, in presenza di più procuratori, opera la presunzione di conferimento disgiunto dell'incarico, pertanto, è sufficiente che un solo difensore sottoscriva poi il ricorso (ai sensi dell'art. 365 del c.p.c.);
- nei rapporti interni tra le parti, la scelta di un avvocato cassazionista effettuata senza avvisare il cliente, non tanto della persona prescelta, ma quanto del fatto stesso che l'avvocato incaricato non aveva l'abilitazione alle corti superiori, può essere fonte di responsabilità disciplinare.
Dal punto di vista disciplinare, se l'avvocato ha instillato nel cliente la fiducia nel fatto di essere egli stesso cassazionista, agendo quindi con dolo, si potrebbe ravvisare un comportamento censurabile, basato sulla violazione dei doveri di trasparenza e informazione alla parte assistita.

Per quanto concerne i pagamenti effettuati al legale non cassazionista, non si ravvisano ragioni per cui l'accordo/preventivo sottoscritto dal cliente non sia valido: il cliente, quindi, è tenuto a pagare solo il legale incaricato. Se si è effettivamente svolta attività giudiziale, al di là dall'esito della causa, i pagamenti sono dovuti, salvo il diritto al risarcimento del danno che possa essere provato in un separato e autonomo giudizio civile contro l'avvocato.

Il pagamento dell'onorario degli altri avvocati coinvolti è a carico dell'avvocato incaricato, sia in base allo stesso accordo sottoscritto tra le parti, sia ai sensi dell'art. 30 del codice deontologico forense, il quale stabilisce che è l'avvocato, che abbia scelto e incaricato direttamente altro collega di esercitare le funzioni di rappresentanza o assistenza, a doverlo retribuire, se non lo fa l'assistito, per le più diverse ragioni (compreso un accordo concluso in tal senso).

Se si desidera che l'avvocato venga sanzionato dall'Ordine di appartenenza, si potrà presentare una segnalazione a quest'ultimo, indicando i fatti così come si sono svolti e chiedendo all'organo preposto di analizzare la situazione ed individuare eventuali responsabilità disciplinari del collega. Il procedimento disciplinare si potrà concludere con una sanzione per l'avvocato (avvertimento, censura, sospensione, radiazione), ma non con un risarcimento del danno da corrispondere al cliente: si ponderi, pertanto, con attenzione l'opportunità di presentare la segnalazione, in quanto potrebbe comunque non portare a nessun risultato utile per l'ex cliente, considerato altresì il fatto che - salvo situazione di straordinaria negligenza o dolo - gli Ordini degli Avvocati tendono a limitare le sanzioni a semplici avvertimenti scritti nei confronti i propri iscritti.