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Articolo 416 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Costituzione del convenuto

Dispositivo dell'art. 416 Codice di procedura civile

Il convenuto deve costituirsi almeno dieci giorni prima della udienza (1), dichiarando la residenza o eleggendo domicilio nel comune in cui ha sede il giudice adito.

La costituzione del convenuto si effettua mediante deposito in cancelleria di una memoria difensiva, nella quale devono essere proposte, a pena di decadenza, le eventuali domande in via riconvenzionale e le eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d'ufficio(2).

Nella stessa memoria il convenuto deve prendere posizione, in maniera precisa e non limitata ad una generica contestazione (3), circa i fatti affermati dall'attore a fondamento della domanda, proporre tutte le sue difese in fatto e in diritto ed indicare specificamente, a pena di decadenza, i mezzi di prova dei quali intende avvalersi ed in particolare i documenti che deve contestualmente depositare [disp. att. 74].

Note

(1) Come indicato dalla norma in esame, il convenuto deve costituirsi depositando una memoria difensiva in cancelleria almeno dieci giorni prima dell'udienza di discussione. nel computo del predetto termine che viene effettuato a ritroso, il giorno dell'udienza viene considerato come termine iniziale(dies a quo) e, pertanto, va escluso dal calcolo stesso, mentre il decimo giorno anteriore all'udienza stessa viene calcolato essendo dies a quem. che non è libero si computa a ritroso, assumendo, cioè, come punto di partenza il giorno dell'udienza.
(2) Secondo l'opinione prevalente in dottrina, il convenuto ha la possibilità di costituirsi fino alla prima udienza nonostante la perentorietà del termine di costituzione. La perentorietà comunque esplica i suoi effetti relativamente alle preclusioni in ordine alle domande riconvenzionali, eccezioni processuali e di merito non rilevabili, mezzi di prova, documenti del convenuto. Infatti, nel caso di una sua costituzione tardiva, il convenuto potrà esercitare la sua attività difensiva nell'ambito delle allegazioni e delle prove prodotte dall'attore, a meno che venga rimesso in termini.
(3) Il convenuto ha l'onere di prendere posizione sui fatti costitutivi allegati dall'attore in modo specifico poichè la contestazione soltanto generica risulta incompatibile con la negazione del fatto e rende inutile provarlo perchè non controverso.

Massime relative all'art. 416 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 16893/2018

L'ordinanza conclusiva del procedimento sommario di cognizione può essere appellata, dalla parte contumace, nel termine "breve" di cui all'art. 702 quater c.p.c., decorrente dalla notificazione della stessa, in difetto della quale trova applicazione il termine "lungo" di cui all'art. 327 c.p.c. che opera per tutti i provvedimenti a carattere decisorio e definitivo.

Cass. civ. n. 14274/2017

L’inammissibilità della prova per testimoni della simulazione non può essere rilevata dal giudice in assenza di un’espressa eccezione di parte, la quale, tuttavia, non soggiace al regime di preclusioni previsto dall’art. 416 c.p.c. per la proponibilità delle eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio, ma al diverso limite della prima istanza o difesa successiva all’eventuale assunzione della prova, atteso che la violazione dell’art. 1417 c.c., al pari di quella delle disposizioni di cui agli artt. 2721 e 2722 c.c., dà luogo ad una nullità relativa, soggetta al regime di cui all’art. 157, comma 2, c.p.c.

Cass. civ. n. 11417/2017

Nel processo del lavoro, il principio di non contestazione si applica anche ai diritti a prestazioni previdenziali, senza che rilevi il loro carattere indisponibile, dovendosi ritenere che la mancata contestazione operi in relazione alla prova dei fatti costitutivi del diritto - ancorché non necessariamente comuni alle parti in causa - e non alla disponibilità del diritto medesimo. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione impugnata rilevando che l’avvenuta allegazione, nel ricorso giudiziale di primo grado, della presentazione del ricorso amministrativo, con indicazione specifica della data e dell’autorità cui era stato proposto, costituiva un fatto che l’INPS non aveva altrettanto specificamente contestato in memoria difensiva, con conseguente vincolo per il giudice di merito, tenuto a considerare la circostanza come avvenuta, senza necessità di convincersi della sua esistenza).

Cass. civ. n. 7784/2017

Nel rito del lavoro, il principio di non contestazione può essere invocato, al fine di riconoscere come non controverso un fatto costitutivo non dedotto in funzione meramente probatoria, solo se quest'ultimo abbia costituito oggetto di specifica allegazione nel ricorso introduttivo, ma non anche qualora sia stato precisato dalla parte unicamente con l’atto di appello. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, reiettiva di una domanda di indennità di maternità, ai sensi dell’art. 24, comma 4, del d.lgs. n. 151 del 2001, in quanto esclusivamente in sede di gravame la ricorrente aveva precisato circostanze, relative al periodo di fruizione dell’indennità di disoccupazione, rilevanti per la decorrenza della prestazione richiesta).

Cass. civ. n. 8070/2014

In tema di lavori socialmente utili, la quantificazione del relativo trattamento economico è stabilito direttamente dalla legge, sicché non può trovare applicazione il principio di non contestazione, in quanto espressione del principio dispositivo delle parti, rilevante solo ove non in contrasto con norme imperative di legge.

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