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Articolo 499 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Intervento

Dispositivo dell'art. 499 Codice di procedura civile

Possono intervenire nell'esecuzione i creditori che nei confronti del debitore hanno un credito fondato su titolo esecutivo, nonche' i creditori che, al momento del pignoramento, avevano eseguito un sequestro sui beni pignorati ovvero avevano un diritto di pegno o un diritto di prelazione risultante da pubblici registri ovvero erano titolari di un credito di somma di denaro risultante dalle scritture contabili di cui all'articolo 2214 del codice civile(1).

Il ricorso(2) deve essere depositato prima che sia tenuta l'udienza in cui e' disposta la vendita o l'assegnazione ai sensi degli articoli 530, 552 e 569, deve contenere l'indicazione del credito e quella del titolo di esso, la domanda per partecipare alla distribuzione della somma ricavata [509] e la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilionel comune in cui ha sede il giudice competente per l'esecuzione [489 2] (3). Se l'intervento ha luogo per un credito di somma di denaro risultante dalle scritture di cui al primo comma, al ricorso deve essere allegato, a pena di inammissibilita', l'estratto autentico notarile delle medesime scritture rilasciato a norma delle vigenti disposizioni.

Il creditore privo di titolo esecutivo che interviene nell'esecuzione deve notificare al debitore, entro i dieci giorni successivi al deposito, copia del ricorso, nonche' copia dell'estratto autentico notarile attestante il credito se l'intervento nell'esecuzione ha luogo in forza di essa.

Ai creditori chirografari, intervenuti tempestivamente, il creditore pignorante ha facolta' di indicare, con atto notificato o all'udienza in cui e' disposta la vendita o l'assegnazione, l'esistenza di altri beni del debitore utilmente pignorabili, e di invitarli ad estendere il pignoramento se sono forniti di titolo esecutivo o, altrimenti, ad anticipare le spese necessarie per l'estensione. Se i creditori intervenuti, senza giusto motivo, non estendono il pignoramento ai beni indicati ai sensi del primo periodo entro il termine di trenta giorni, il creditore pignorante ha diritto di essere loro preferito in sede di distribuzione.

Con l'ordinanza con cui e' disposta la vendita o l'assegnazione ai sensi degli articoli 530, 552 e 569 il giudice fissa, altresi', udienza di comparizione davanti a se' del debitore e dei creditori intervenuti privi di titolo esecutivo, disponendone la notifica a cura di una delle parti. Tra la data dell'ordinanza e la data fissata per l'udienza non possono decorrere piu' di sessanta giorni. All'udienza di comparizione il debitore deve dichiarare quali dei crediti per i quali hanno avuto luogo gli interventi egli intenda riconoscere in tutto o in parte, specificando in quest'ultimo caso la relativa misura. Se il debitore non compare, si intendono riconosciuti tutti i crediti per i quali hanno avuto luogo interventi in assenza di titolo esecutivo. In tutti i casi il riconoscimento rileva comunque ai soli effetti dell'esecuzione. I creditori intervenuti i cui crediti siano stati riconosciuti da parte del debitore partecipano alla distribuzione della somma ricavata per l'intero ovvero limitatamente alla parte del credito per la quale vi sia stato riconoscimento parziale. I creditori intervenuti i cui crediti siano stati viceversa disconosciuti dal debitore hanno diritto, ai sensi dell'articolo 510, terzo comma, all'accantonamento delle somme che ad essi spetterebbero, sempre che ne facciano istanza e dimostrino di avere proposto, nei trenta giorni successivi all'udienza di cui al presente comma, l'azione necessaria affinche' essi possano munirsi del titolo esecutivo(4).

Note

(1) L'attuale formulazione della norma in commento è dettata dal D.L. 35/2005, convertito nella Legge n.263/2005 con decorrenza dal 1 marzo 2006.
In seguito a tale modifica, sono soggetti legittimati ad intervenire i creditori che vantano, nei confronti del debitore, un credito risultante da un titolo esecutivo; quelli che, al momento del pignoramento, avevano eseguito un sequestro sui beni pignorati o avevano sui beni pignorati un diritto di pegno o un diritto di prelazione risultante dai pubblici registri. Ancora, possono intervenire coloro che, al momento del pignoramento, erano creditori di una somma di denaro risultante dalle scritture contabili obbligatorie.
(2) Nonostante la norma indichi che il ricorso vada depositato prima che sia tenuta l'udienza in cui è disposta la vendita o l'assegnazione, parte della dottrina ritiene che l'intervento possa essere effettuato anche oralmente in udienza. Il ricorso deve comunque contenere tutti gli elementi indicati nel secondo comma della norma in commento.
Nel caso in cui il creditore interveniente sia privo di titolo esecutivo dovrà notificare al debitore, entro 10 giorni dal deposito del ricorso, copia del ricorso e dell'estratto autentico notarile attestante il credito, se l'intervento nell'esecuzione ha luogo in forza di questa. Tale copia dovrà poi essere depositata in cancelleria.
(3) Il creditore interveniente deve indicare il credito vantato caratterizzato dagli elementi necessari dello stesso, quali certezza, liquidità ed esigibilità. Si tratta, infatti, di elementi necessari nell'espropriazione mobiliare e in quella presso terzi. Diversamente, nell'espropriazione immobiliare non è necessaria l'esigibilità del credito e possono, quindi, intervenire anche i creditori il cui diritto sia sottoposto a termine o condizione. Infatti, se non si ammettesse l'intervento di un creditore per la mancanza di tale requisito la sua garanzia andrebbe perduta a causa dell'effetto purgativo della vendita.
Infine, la dichiarazione di residenza e l'elezione di domicilio servono ad individuare il luogo in cui devono farsi le notificazioni ai creditori intervenuti.
(4) All'udienza a cui il comma in esame si riferisce, il debitore dovrà rendere la dichiarazione sui crediti senza titolo, affinchè questi possano essere classificati ai fini del riparto o formino oggetto di accantonamento.
Nell'ipotesi in cui il debitore non compaia i crediti si intendono riconosciuti ai fini dell'esecuzione in corso. I crediti riconosciuti partecipano alla distribuzione, mentre quelli contestati vengono accantonati previa sia richiesta del creditore sia dimostrazione di aver proposto, entro i trenta giorni successiva all'udienza, l'azione per accertare la formazione del titolo esecutivo o di aver già proposto l'azione. Pertanto, la norma affida ad una semplice dichiarazione del debitore, sfornita di qualunque principio di prova, la sorte dei crediti.
Se, infatti, i crediti vengono contestati, tutti gli interventi senza titolo perdono il diritto al concorso e acquistano quello all'accantonamento e la distribuzione avverrà in favore dei soli intervenuti muniti di titolo.

Massime relative all'art. 499 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 13163/2017

In tema di espropriazione immobiliare, il creditore che interviene in base ad un titolo esecutivo acquisisce una posizione processuale analoga a quella del creditore pignorante ed è dunque onerato, nel termine all’uopo fissato dal giudice, di depositare l’originale del titolo medesimo (o la copia del provvedimento, regolarmente spedita in forma esecutiva, se si tratti di un titolo giudiziale), che deve restare acquisito al fascicolo della procedura esecutiva quanto meno sino al momento in cui essa si conclude con il provvedimento di assegnazione delle somme dovute, salva la possibilità di restituzione (previa sostituzione con copia conforme), su disposizione del giudice, nell’ipotesi in cui il titolo stesso richieda ulteriore attività esecutiva.

Cass. civ. n. 3656/2013

In tema di espropriazione forzata, il creditore pignorante, che intenda far valere nel processo già instaurato un ulteriore credito nei confronti del medesimo debitore, può intervenire nell'esecuzione ai sensi degli artt. 499 e segg. c.p.c., purché in possesso dei generali requisiti occorrenti ai fini della relativa legittimazione.

Cass. civ. n. 6885/2008

La surrogazione legale ex art. 1203, n. 3 c.c. opera solo dopo il pagamento fatto al creditore originario, costituendo l'adempimento dell'obbligazione altrui l'elemento concettualmente pregiudiziale del subingresso del terzo nella posizione del creditore soddisfatto. È pertanto inammissibile l'intervento nella procedura esecutiva prima del pagamento al terzo.

Cass. civ. n. 15219/2005

Ai fini dell'intervento nel processo esecutivo e della partecipazione alla distribuzione della somma ricavata, è sufficiente la titolarità di un credito liquido, cioè determinato nel suo ammontare, esigibile, ossia non soggetto a termine o condizione, e certo, nel senso generico di individuato in tutti i suoi elementi; non è invece necessario il possesso di un titolo esecutivo, di cui il creditore ha bisogno soltanto per poter compiere atti di impulso, e che può quindi acquisire anche in un momento successivo all'intervento, purché prima del compimento dell'atto di impulso.

Cass. civ. n. 4525/1998

La determinazione della somma di denaro in cui può essere convertito il pignoramento implica una valutazione soltanto sommaria delle pretese dei creditori, senza stabilire il diritto ad agire in executivis di quelli intervenuti, e senza estinzione dei crediti, per il cui accertamento sull'an e quantum il debitore esecutato può in qualsiasi momento instaurare autonomo processo cognitivo, senza attendere la fase di distribuzione; pertanto il creditore che sia intervenuto ai sensi dell'art. 499 c.p.c., finché non è instaurata la controversia per il relativo accertamento, ha interesse ad ottenere decreto ingiuntivo anche se il credito per cui è intervenuto è il medesimo, e a resistere all'opposizione del debitore, onde ottenere un titolo esecutivo giudiziale, mentre non sussiste né continenza, né litispendenza tra il giudizio di opposizione ad ingiunzione e la procedura esecutiva.

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