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Articolo 42 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Regolamento necessario di competenza

Dispositivo dell'art. 42 Codice di procedura civile

L'ordinanza (1) che, pronunciando sulla competenza anche ai sensi degli articoli 39 e 40 (2), non decide il merito della causa [279] e i provvedimenti che dichiarano la sospensione del processo ai sensi dell'articolo 295 (3) possono essere impugnati soltanto con istanza di regolamento di competenza [disp. att. 187].

Note

(1) Articolo così modificato dalla Legge 18 giugno 2009, n. 69.
(2) L'ordinanza che statuisce esclusivamente sulla competenza deve essere impugnata con istanza di regolamento di competenza. Nel caso in cui sia proposto un altro mezzo di impugnazione questo deve essere dichiarato inammissibile. Con la nuova formulazione dell'articolo in esame anche l'ordinanza con cui il giudice si pronuncia in relazione alla litispendenza, continenza o connessione, trascurando tutte le altre questioni, anche pregiudiziali o preliminari, che si riferiscono al diritto sostanziale, deve essere impugnata con il regolamento di competenza.
(3) Si tratta di un'ipotesi di sospensione necessaria disposta in attesa della definizione di una controversia da cui dipende la decisione della causa. Questo comma è stato aggiunto dalla l. 26-11-1990, n. 353, e non è estensibile ai provvedimenti di rigetto della relativa istanza, come pure ai provvedimenti di sospensione non disposti ai sensi dell'art. 295 del c.p.c..
(4) In relazione a quanto sancito dalla lettera della norma, questo rimedio è pacificamente ritenuto un vero mezzo di impugnazione, salva l'ipotesi del regolamento elevato d'ufficio (45) proponibile non in via preventiva, ma solo dopo che sia stato emanato un provvedimento a riguardo.

Ratio Legis

Con tale rimedio la questione sulla competenza giunge immediatamente innanzi alla Corte di Cassazione per ottenere una pronuncia definitiva sulla competenza e in termini brevi. Si tratta di un mezzo di impugnazione ordinario a differenza del regolamento di giurisdizione (v.art. 323 del c.p.c.); anzi, ai sensi della norma in esame, appare quale unico mezzo di impugnazione della sentenza che abbia statuito sulla competenza

Massime relative all'art. 42 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 16089/2018

La sentenza di primo grado che abbia dichiarato la nullità del decreto ingiuntivo opposto in quanto emesso da giudice territorialmente incompetente ha natura di decisione esclusivamente sulla competenza, essendo la dichiarazione di nullità un mero effetto di diritto di tale declaratoria; essa, pertanto, è impugnabile solo con regolamento necessario di competenza, ex art. 42 c.p.c., e non mediante appello, la cui inammissibilità, se non dichiarata dal giudice di secondo grado, è rilevabile anche d'ufficio in sede di legittimità.

Cass. civ. n. 22446/2017

In sede di regolamento di competenza proposto contro un'ordinanza di sospensione del giudizio adottata dal giudice di merito, la Corte di Cassazione, qualora annulli tale ordinanza e rilevi che il nesso fra il giudizio sospeso e quello in ragione del quale è stata disposta la sospensione si connota come relazione di identità, deve d'ufficio, dopo avere annullato l'ordinanza, rilevare la litispendenza e, quindi, disporre, ai sensi dell'art. 49 c. p.c., la cancellazione dal ruolo, a norma dell’art. 39, comma 1, c.p.c., del giudizio di merito in cui è stata pronunciata l’ordinanza.

Cass. civ. n. 17025/2017

Le pronunce sulla sola competenza, anche se emesse in grado di appello e pur quando abbiano riformato per incompetenza la decisione di primo grado riguardante anche il merito, sono impugnabili soltanto con il regolamento necessario di competenza, giusta l'art. 42 c.p.c., il quale non distingue tra sentenza di primo e secondo grado e configura, quindi, il regolamento suddetto come mezzo d'impugnazione tipico per ottenere la statuizione definitiva sulla competenza. Ne consegue che, in tale ipotesi, è inammissibile l'impugnazione proposta nelle forme del ricorso ordinario per cassazione, salva la possibilità di conversione in istanza di regolamento di competenza qualora risulti osservato il termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione della sentenza impugnata sancito dall'art. 47, comma 2, c.p.c.

Cass. civ. n. 15347/2017

La sentenza che abbia pronunciato soltanto sulla competenza e che rechi anche una statuizione di condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c., deve essere impugnata con il regolamento (necessario) di competenza, quale mezzo necessario per discutere anche su detta statuizione, che, invece, è suscettibile di autonoma impugnazione, proposta nei modi ordinari, quando la parte soccombente sulla competenza, ed a carico della quale sia stata pronunciata condanna ai sensi della detta norma, intenda censurare soltanto quest’ultimo capo.

Cass. civ. n. 6330/2017

Il regolamento di competenza d’ufficio, proposto dalla corte d’appello in sede di impugnazione, è inammissibile, perché l’istituto ha la funzione di dirimere un conflitto negativo di competenza insorto tra due giudici di primo grado e non può essere utilizzato quando, a seguito di dichiarazione di incompetenza del giudice di primo grado, il secondo giudice, dichiarato competente, si sia ritenuto effettivamente tale.

Cass. civ. n. 3665/2017

Il provvedimento del giudice adito che, nel disattendere l’eccezione di incompetenza territoriale, affermi la propria competenza e disponga la prosecuzione del giudizio innanzi a sé, previo invito alle parti ad esperire la procedura di mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5 del d.lgs. n. 28 del 2010, è insuscettibile di impugnazione con il regolamento ex art. 42 c.p.c., ove non preceduto dalla rimessione della causa in decisione e dal previo invito alle parti a precisare le rispettive integrali conclusioni anche di merito, non ricorrendo, in mancanza della rimessione in decisione della causa, un provvedimento a carattere decisorio sulla competenza.

Cass. civ. n. 7191/2014

È inammissibile il regolamento di competenza promosso contro l'ordinanza con cui il giudice istruttore, concedendo la provvisoria esecuzione al decreto ingiuntivo opposto, si sia limitato a delibare la questione di competenza sollevata dall'opponente, disponendo la prosecuzione del giudizio, atteso che, anche successivamente alla modifica degli artt. 42 e 279, comma primo, cod. proc. civ. operata con l'art. 45 della legge 18 giugno 2009, n. 69 (applicabile "ratione temporis"), è necessario che il giudice abbia adottato - sia pure con la forma dell'ordinanza, da emettersi a seguito della rimessione della causa in decisione - un provvedimento di carattere decisorio.

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