Brocardi.it - L'avvocato in un click! REDAZIONE

Testamento Berlusconi, i figli accettano l'eredità: la grande sorpresa riguarda Luigi

Testamento Berlusconi, i figli accettano l'eredità: la grande sorpresa riguarda Luigi
I figli del Cavaliere accettano l'eredità senza beneficio d'inventario: e adesso?
Sono trascorsi tre mesi dalla morte di Silvio Berlusconi e, in questo periodo, abbiamo potuto seguire passo passo gli eventi relativi alla successione dell'ex Presidente del Consiglio che, nel proprio testamento, aveva statuito che il patrimonio andasse diviso tra i cinque figli: Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi. Il Cavaliere, inoltre, ha disposto legati in favore del fratello Paolo, della compagna Marta Fascina e dell'amico Marcello Dell'Utri.
Negli ultimi giorni, i figli di Berlusconi hanno proceduto all'accettazione dell'eredità, acquistando quindi effettivamente quanto ricevuto dal defunto padre, nonché acquisendo così il titolo di erede.
Secondo il Codice Civile, difatti, alla morte del de cuius, si apre la successione e sono individuati, sulla base del testamento o della legge, nel caso in cui il defunto non abbia redatto testamento, i chiamati all'eredità.
Ma chi è il chiamato all'eredità? È il soggetto legittimato, in virtù del testamento o della legge, ad accettare l'eredità e quindi ad acquistare altresì il titolo di erede. Ai sensi dell'art. 459 del Codice Civile l'accettazione (eredità) è necessaria all'acquisto dell'eredità stessa e l'effetto dell'accettazione retroagisce al momento di apertura della successione.

Ma in cosa consiste l'accettazione dell'eredità? Ex art. 474 del Codice Civile, l'accettazione può essere espressa o tacita. L'accettazione espressa avviene, ai sensi dell'art. 475 del Codice Civile, con atto pubblico o scrittura privata, mentre l'accettazione tacita si ha, ex art. 476 del Codice Civile, quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede.
Inoltre, l'art. 470 del Codice Civile dispone che l'accettazione può essere pura e semplice, o con beneficio d'inventario. In quest'ultimo caso, si produce l'effetto di tenere distinto il patrimonio dell'erede da quello del defunto, con la conseguenza che l'erede è tenuto a pagare i debiti e i pesi ereditari nei limiti di quanto ricevuto.

Orbene, nel caso dei Berlusconi, l'eredità è stata accettata senza beneficio d'inventario. Presso la Villa San Martino di Arcore, i cinque figli del Cavaliere, che in questi mesi pare abbiano agito coesi e in armonia, hanno apposto la firma, acquistando così il patrimonio di oltre cinque miliardi, tra società quotate, titoli, investimenti immobiliari, opere d'arte e liquidità.

Fininvest rappresenta la parte più consistente del patrimonio, con 2,8 miliardi di capitalizzazione di Borsa delle partecipate, che salgono a quasi quattro miliardi se si considerano le quote detenute da Mfe-Mediaset in altri gruppi, ossia Ei Towers e Prosieben. Come comunicato dalla famiglia in una nota, saranno i figli maggiori dell'ex Premier, Marina e Pier Silvio, ad assumere congiuntamente il controllo indiretto su Fininvest Spa.
Pare che, sulla base dell'accordo raggiunto tra i fratelli, Marina e Pier Silvio deterranno rispettivamente il 29,1% (e quindi insieme oltre il 58%) delle quattro holding lasciate in eredità dal Cavaliere. Di conseguenza, la loro partecipazione complessiva e in trasparenza in Fininvest ammonterà al 26% ciascuno (e quindi insieme al 52%). Per quanto riguarda, invece, Barbara, Eleonora e Luigi, deterranno ciascuno circa il 14% delle quattro Holding (e quindi insieme circa il 42%), risultando così la loro partecipazione complessiva e in trasparenza in Fininvest pari al 16% ciascuno, e al 48% insieme.
In merito al patrimonio immobiliare, invece, questo ammonta a circa 700 milioni, concentrato per lo più nella holding Dolcedrago. A ciò si aggiunge la liquidità, yacht ed opere d'arte acquistate negli anni dal Cavaliere. Pare che per tutte le proprietà sia previsto un regime di comunione di almeno 5 anni.

I cinque eredi hanno stipulato un patto parasociale e pare che, tra le intese a cui sarebbero pervenuti, vi sarebbe la previsione di una clausola di "lock-up", contenente l'impegno a non modificare, per 5 anni, le quote possedute nelle proprie holding e di conseguenza in Fininvest.
I patti parasociali sono disciplinati dall'art. 2341 bis del Codice Civile e, sostanzialmente, consistono in accordi atipici in forza dei quali taluni soci si impegnano ad eseguire prestazioni a beneficio della società, integrando la fattispecie del contratto a favore di terzo, disciplinato dall'art. 1411 del Codice Civile, il cui adempimento può essere chiesto sia dalla società terza beneficiaria, sia dai soci stipulanti.
Il patto parasociale stipulato dai Berlusconi, inoltre, pare preveda anche la convocazione di assemblee straordinarie delle holding, finalizzate ad approvare modifiche statutarie che recepiscano le intese raggiunte.

Per quanto riguarda i lasciti a Paolo Berlusconi, Marta Fascina e Marcello Dell'Utri, pare che i cinque i figli dell'ex Premier pagheranno secondo la ripartizione di tutto il patrimonio le cifre previste da tali legati lasciati dal padre, ammontanti a 230 milioni complessivi, così suddivisi: 100 milioni per Paolo, 100 milioni per la Fascina e 30 milioni per Dell'Utri. Marina e Pier Silvio vi contribuiranno per il 26% ciascuno, e quindi per 60 milioni a testa, mentre Barbara, Luigi ed Eleonora per il 16% ciascuno, e quindi per 37 milioni a testa. La vera sorpresa è che anche Luigi, il più giovane dei figli, contribuirà ai lasciti. Non era tenuto a farlo, visto che non era stato nemmeno citato nell'ultimo dei tre testamenti custodito da Fascina, dove appunto sono descritti tali legati.

Nonostante il consistente patrimonio da gestire, pare che tra i Berlusconi vi sia massima coesione, fondamentale per affrontare il futuro. Fininvest, difatti, detiene il 48,6% di Mfe-Mediaset, blindata con circa il 50% dei diritti di voto, il 53,3% di Mondadori e il 30% di Banca Mediolanum. Il gruppo televisivo conserva tra le partecipate il 40% di Ei Towers, in relazione alla quale si discute di una fusione con Rai Way, e quasi il 30% della Prosieben. Tra le questioni che restano aperte, vi è la possibile cessione del Monza Calcio.

Questi gli ultimi aggiornamenti sul vasto patrimonio lasciato da Silvio Berlusconi. La morte del Cavaliere risale a tre mesi fa, eppure è con l'accettazione dell'eredità da parte dei figli che può dirsi effettivamente cominciata una nuova era.


Notizie Correlate

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.