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Articolo 470 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Accettazione pura e semplice e accettazione col beneficio d'inventario

Dispositivo dell'art. 470 Codice civile

(1) L'eredità può essere accettata puramente e semplicemente [475, 476 c.c.] o col beneficio d'inventario [484 ss. c.c.] (2).

L'accettazione col beneficio d'inventario può farsi nonostante qualunque divieto del testatore [634 c.c.] (3).

Note

(1) L'accettazione dell'eredità è un negozio unilaterale non recettizio attraverso il quale il chiamato all'eredità acquista la qualità di erede con effetto dal momento dell'apertura della successione (v. art. 459 del c.c.).
All'accettazione non possono essere apposti termini o condizioni. Trattandosi, infatti, di un negozio puro, l'accettazione condizionata, a termine o parziale sarebbe nulla.
L'accettazione non è revocabile (semel heres, semper heres).
Di norma, per effetto dell'accettazione dell'eredità i patrimoni del defunto e dell'erede si confondono: l'erede, quindi, è chiamato a rispondere delle obbligazioni e dei pesi ereditari anche oltre il valore dei beni che gli sono pervenuti per successione (si parla in proposito di damnosa haereditas), salvo non vi sia stata accettazione con beneficio di inventario (v. artt. 484 ss. del c.c.).
(2) L'accettazione con beneficio d'inventario è disciplinata dagli articoli 484 ss. del c.c..
L'effetto principale che consegue al beneficio di inventario consiste nell'evitare la confusione tra il patrimonio del de cuius e quello dell'erede (v. art. 490 del c.c.).
In genere l'accettazione beneficiata è una facoltà del chiamato, mentre per alcuni soggetti, ossia per i minori (v. art. 2 del c.c.), gli interdetti (v. art. 414 del c.c.), i minori emancipati (v. art. 390 ss. del c.c.), gli inabilitati (v. art. 415 ss. del c.c.), le persone giuridiche (v. art. 11 ss. del c.c.), le associazioni (v. art. 14 ss. del c.c.), le fondazioni (v. art. 14 ss. del c.c.) e gli enti non riconosciuti (v. art. 36 ss. del c.c.), è invece obbligatoria. Si vedano in proposito gli articoli 471, 472, 473 del c.c.. Per l'erede legittimario che voglia esercitare l'azione di riduzione di legittima nei confronti di chi non sia un coerede è, invece, un onere (v. art. 564 del c.c.).
(3) Ai sensi dell'art. 634 del c.c. è nulla la condizione apposta dal testatore mediante cui si vieti di accettare l'eredità con beneficio di inventario.

Ratio Legis

Per divenire erede è necessaria l'accettazione da parte del chiamato. L'eredità, a differenza del legato, non si acquista automaticamente perchè l'erede è chiamato a rispondere ultra vires delle obbligazioni e dei pesi ereditari, salvo non vi sia stata accettazione con beneficio di inventario.

Brocardi

Acceptilatio sub conditione fieri non potest
Cum semel adita est hereditas, omnis defuncti voluntas rata constituitur

Spiegazione dell'art. 470 Codice civile

Ai sensi dell'art. 459 del codice civile l'eredità si acquista con l'accettazione.
Uniche eccezioni al suddetto principio sono costituite: dal possesso dei beni ereditari (art. 485 2° e 3° comma del codice civile), dalla sottrazione dei beni ereditari (art. 527 del codice civile) e dall'acquisto dell'eredità da parte dello Stato (art. 586 del codice civile).

L'accettazione dell'eredità è l'atto giuridico con cui il chiamato all'eredità, titolare di una delazione attuale, acquista la qualità di erede e con essa l'eredità stessa.

All'apertura della successione il delato non è, infatti, automaticamente erede.

Egli è titolare di due distinte situazioni giuridiche:
  1. il diritto di accettare l'eredità;
  2. i diritti di amministrare il patrimonio ereditario ai sensi dell'art. 460 del codice civile.
La norma in esame prevede che l'eredità possa essere accettata puramente e semplicemente o col beneficio di inventario.
La differenza tra le due modalità di accettazione rileva sotto il profilo della responsabilità dell'erede per i debiti ereditari.
  • L'accettazione pura e semplice determina la confusione tra il patrimonio dell'erede e quello del de cuius, che diventano un tutt'uno inscindibile. L'erede sarà di conseguenza tenuto al pagamento dei debiti ereditari ultra vires e dunque anche qualora il loro valore superi quello dell'attivo ereditario.
  • L'accettazione col beneficio di inventario impedisce l'effetto della confusione tra i patrimonio dell'erede e quello ereditario, con conseguente limitazione della responsabilità dell'erede intra vires e quindi nei limiti del valore dell'attivo ereditario.

L'acquisto dell'eredità retroagisce all'apertura della successione (art. 459 del codice civile) garantendosi in tal modo la continuità dei rapporti giuridici tra defunto ed erede.

Il fondamento giuridico che sta alla base dell'istituto dell'accettazione beneficiata è quello di agevolare l'accettazione dell'eredità al fine di soddisfare l'interesse generale a che vi sia un erede che permetta la continuazione dei rapporti giuridici del de cuius dopo la sua morte.
Per tale motivo ai sensi del 2° comma della norma in oggetto il testatore non può in alcun modo vietare che la propria eredità sia accettata con beneficio d'inventario.

Il testatore è infatti libero di determinare i soggetti e l'oggetto della delazione mentre ogni ulteriore profilo della disciplina della delazione è indisponibile.
Ne discende la nullità della clausola che preveda espressamente il divieto di accettare col beneficio di inventario così come di ogni ulteriore clausola che implicitamente disponga tale divieto.

Al riguardo in virtù del principio del favor testamenti (art. 634 del codice civile) detta nullità non si estenderà all'intero testamento, ma opererà esclusivamente in relazione alla clausola stessa secondo il brocardo vitiatur sed non vitiat.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 470 Codice civile

Cass. civ. n. 9842/1993

Poiché l'erede subentra nei rapporti attivi e passivi del de cuius con gli stessi poteri e con gli stessi limiti o vincoli di quest'ultimo, nel caso in cui nel patrimonio del de cuius vi siano beni di una eredità da questo accettata con beneficio di inventario, il regime giuridico al quale questi beni sono stati assoggettati (artt. 490 e seguenti c.c.) in seguito a questa accettazione non cessa a causa della successiva delazione neppure quando la relativa eredità sia stata accettata puramente e semplicemente.

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