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Articolo 475 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Accettazione espressa

Dispositivo dell'art. 475 Codice civile

(1) L'accettazione è espressa quando, in un atto pubblico [2699 c.c.] o in una scrittura privata [2702 c.c.], il chiamato all'eredità ha dichiarato di accettarla oppure ha assunto il titolo di erede [2648, 2685 c.c.] (2).

È nulla la dichiarazione di accettare sotto condizione o a termine (3).

Parimenti è nulla la dichiarazione di accettazione parziale di eredità (4).

Note

(1) Si definisce espressa l'accettazione che risulti da una dichiarazione scritta del chiamato in cui vi sia la manifestazione della volontà di accettare l'eredità, assumendo il titolo di erede.
(2) Gli effetti dell'accettazione retroagiscono a partire dal momento dell'apertura della successione (v. art. 459 c.c.).
(3) L'accettazione è un negozio giuridico puro, a cui cioè non possono essere apposti termini o condizioni. Ove l'accettazione sia condizionata o sottoposta a termini, questa è nulla e, pertanto, non produttiva di alcun effetto.
(4) Si ha accettazione parziale qualora l'erede dichiari di accettare solo una parte o alcuni beni dell'eredità, o rifiuti di accettare una o più disposizioni contenute nel testamento. In tali ipotesi l'accettazione è nulla.

Ratio Legis


Considerati i rilevanti effetti che produce l'assunzione della qualità di erede, è necessario disciplinare in maniera specifica quali siano gli atti e le dichiarazioni del chiamato da cui consegue l'accettazione dell'eredità.

Brocardi

Hereditas pro parte adiri nequit
Qui totam hereditatem adquirere potest, is pro parte eam scindendo adire non potest
Semel heres, semper heres

Spiegazione dell'art. 475 Codice civile

L’accettazione espressa dell’eredità è la dichiarazione con cui il chiamato esprime la propria volontà di accettare l’eredità e assumere la qualità di erede.
Detta dichiarazione integra un negozio unilaterale di adesione all'offerta dell’eredità che deriva dalla delazione.
Si tratta di un:
  • actus legitimus o negozio giuridico puro che, in quanto tale, non ammette l’apposizione di condizioni o termini;
  • negozio formale in quanto deve essere fatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata a pena di nullità;
  • negozio irrevocabile sulla base del principio generale del semel heres semper heres che tutela la certezza dei rapporti giuridici. Si garantisce in tal modo che una volta assunta la qualità di erede la stessa non possa venire meno per l’arbitraria volontà dello stesso e non si possano dunque determinare interruzioni relativamente alla titolarità dei rapporti facenti capo al de cuius.

L’accettazione dell’eredità non può essere parziale essendo la delazione unica e inscindibile.
Al riguardo, secondo la dottrina prevalente, qualora concorrano la successione legittima e quella testamentaria la delazione deve intendersi unica ancorché complessa trovando la sua fonte nella legge e nel testamento.
Ne consegue che, per il principio di unicità della delazione e stante impossibilità di accettazione parziale prevista dalla norma in esame, l’accettazione della successione legittima determinerà anche l’accettazione di quella testamentaria e viceversa.
Ciò è confermato dall'art. 483 del codice civile che prevede che colui che ha accettato quale erede legittimo nel caso di ritrovamento di un testamento sconosciuto all'apertura della successione sia considerato automaticamente anche erede testamentario.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 475 Codice civile

Cass. civ. n. 4426/2009

A norma dell'art. 475 cod. civ, l'atto pubblico o la scrittura privata in cui il chiamato all'eredità assume il titolo di erede deve consistere in un atto scritto che provenga personalmente dal chiamato stesso o nella cui formazione questi abbia avuto parte; ne consegue che non comporta accettazione dell'eredità la mera circostanza che l'erede abbia sottoscritto la relazione di notificazione di un atto giudiziario a lui notificato "nella qualità" di erede.

Cass. civ. n. 3021/1969

Ai sensi dell'art. 934 c.c. 1865, come ai sensi dell'art. 475 c.c. vigente, si ha accettazione espressa dell'eredità ogni qualvolta il chiamato assuma il titolo di erede in una scrittura privata. Trattasi di autonomo negozio giuridico unilaterale e non ricettizio, che conserva appieno la sua validità, ancorché, per effetto della mancata registrazione ai sensi del r.d.l. 27 settembre 1941, n. 1015, sia stata colpita da nullità la distinta convenzione, eventualmente contenuta nello stesso documento.

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