Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 63 Testo unico sul pubblico impiego (TUPI)

(D.lgs. 30 marzo 2001, n. 165)

[Aggiornato al 30/06/2020]

Controversie relative ai rapporti di lavoro

Dispositivo dell'art. 63 TUPI

1. Sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, ad eccezione di quelle relative ai rapporti di lavoro di cui al comma 4, incluse le controversie concernenti l'assunzione al lavoro, il conferimento e la revoca degli incarichi dirigenziali e la responsabilità dirigenziale, nonché quelle concernenti le indennità di fine rapporto, comunque denominate e corrisposte, ancorché vengano in questione atti amministrativi presupposti. Quando questi ultimi siano rilevanti ai fini della decisione, il giudice li disapplica, se illegittimi. L'impugnazione davanti al giudice amministrativo dell'atto amministrativo rilevante nella controversia non è causa di sospensione del processo.

2. Il giudice adotta, nei confronti delle pubbliche amministrazioni, tutti i provvedimenti, di accertamento, costitutivi o di condanna, richiesti dalla natura dei diritti tutelati. Le sentenze con le quali riconosce il diritto all'assunzione, ovvero accerta che l'assunzione è avvenuta in violazione di norme sostanziali o procedurali, hanno anche effetto rispettivamente costitutivo o estintivo del rapporto di lavoro. Il giudice, con la sentenza con la quale annulla o dichiara nullo il licenziamento, condanna l'amministrazione alla reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro e al pagamento di un'indennità risarcitoria commisurata all'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto corrispondente al periodo dal giorno del licenziamento fino a quello dell'effettiva reintegrazione, e comunque in misura non superiore alle ventiquattro mensilità, dedotto quanto il lavoratore abbia percepito per lo svolgimento di altre attività lavorative. Il datore di lavoro è condannato, altresì, per il medesimo periodo, al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

2-bis. Nel caso di annullamento della sanzione disciplinare per difetto di proporzionalità, il giudice può rideterminare la sanzione, in applicazione delle disposizioni normative e contrattuali vigenti, tenendo conto della gravità del comportamento e dello specifico interesse pubblico violato.

3. Sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, le controversie relative a comportamenti antisindacali delle pubbliche amministrazioni ai sensi dell'articolo 28 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni ed integrazioni, e le controversie, promosse da organizzazioni sindacali, dall'ARAN o dalle pubbliche amministrazioni, relative alle procedure di contrattazione collettiva di cui all'articolo 40 e seguenti del presente decreto.

4. Restano devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie in materia di procedure concorsuali per l'assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, nonché, in sede di giurisdizione esclusiva, le controversie relative ai rapporti di lavoro di cui all'articolo 3, ivi comprese quelle attinenti ai diritti patrimoniali connessi.

5. Nelle controversie di cui ai commi 1 e 3 e nel caso di cui all'articolo 64, comma 3, il ricorso per cassazione può essere proposto anche per violazione o falsa applicazione dei contratti e accordi collettivi nazionali di cui all'articolo 40.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterā seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Consulenze legali
relative all'articolo 63 TUPI

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

MIRKO V. chiede
mercoledė 22/07/2020 - Abruzzo
“Buongiorno, mia moglie è vincitrice di concorso presso la ASL di omissis come OSS. Trattandosi di concorso Regionale, possono attingere dalla graduatoria tutte le varie ASL ect ect della Regione Puglia. Mia moglie si è classificata tra la 300 esima e 400 esima posizione risultando vincitrice. Fatta la scelta della ASL di preferenza è stata assegnata presso il policlinico di omissis. Lo stesso però emette una delibera in data 20.07.2020 con elenco dei primi candidati assunti (circa 104 dagli "esterni"e mia moglie ci rientrava benissimo visto che hanno attinto fino alla posizione 900 circa) escludendola. La motivazione plausibile sarebbe la mancanza di una verifica che dovevano fare con la Regione di residenza circa la validità dell'attestazione OSS (premesso che l'ASL di competenza ha regolarmente tramesso a mezzo PEC la validità dalla fine di giugno all'ASL emanante la procedura concorsuale).Possono deliberare una cosa del genere e quindi scavalcarla oppure è impugnabile dal momento che nessuno l'ha contattata ?”
Consulenza legale i 28/07/2020
Al fine di dare una risposta esaustiva al quesito, è opportuno specificare che la cosiddetta “privatizzazione” del pubblico impiego ha comportato l’attribuzione delle controversie che coinvolgono i dipendenti pubblici alla giurisdizione ordinaria (ossia ai Tribunali in funzione di giudici del lavoro).
L’unico ambito che rimane ancora oggi di competenza del Giudice amministrativo è la fase relativa allo svolgimento della procedura concorsuale (art. 63, D. Lgs. n. 165/2001) e, in generale, lo spartiacque che delimita la giurisdizione dell’uno o dell’altro Giudice è l’approvazione della graduatoria finale.
In breve, una volta concluso il concorso, tutte le controversie relative allo scorrimento della graduatoria sono considerate connesse al diritto all’assunzione e sono, quindi, attribuite al Giudice ordinario (ex multis, T.A.R. Palermo, sez. II, 08 gennaio 2020, n. 24).

L’unica eccezione riguarda il caso in cui la pubblica amministrazione decida di non utilizzare una graduatoria esistente, ma di indire un nuovo concorso per la copertura dei posti vacanti.
In tale particolare ipotesi, viene in rilevo un interesse legittimo correlato all’esercizio di un potere discrezionale della P.A., che come tale deve essere impugnato davanti al G.A. (Cassazione civile, SS.UU., 22 agosto 2019, n. 21607).

Da quanto sopra discende che nella fattispecie in esame, qualora si decidesse di agire per le vie giudiziali, non si dovrebbe ricorrere innanzi al TAR avverso la deliberazione del 20.07.2020, bensì sarebbe necessario rivolgersi al Tribunale per far valere direttamente il diritto all’assunzione.
Infatti, il provvedimento oggetto del quesito non riguarda più la procedura concorsuale, in quanto ha disposto l’assunzione di operatori socio sanitari a copertura di una parte del fabbisogno di personale relativo a tale qualifica, utilizzando la graduatoria emessa all’esito di un concorso unico svolto a livello regionale e già concluso con la pubblicazione della graduatoria definitiva, la quale non è oggetto di alcuna contestazione.

Esaurita tale necessaria premessa, è ora utile svolgere alcune ulteriori considerazioni sul contenuto della deliberazione in discorso.
Da quanto si legge nell’atto, la prima tranche degli assunti è costituita dai candidati che avevano optato, quale sede preferenziale, per l’ASL che ha proceduto all’assunzione; l’elenco di tali nominativi è stato trasmesso il 10.07.2020 dall’ASL che aveva a suo tempo svolto la procedura di concorso (pag. 3 deliberazione).
Il residuo fabbisogno di n. 69 posti sarà oggetto di un futuro ulteriore provvedimento, che verrà adottato attingendo ancora dalla suddetta graduatoria regionale.

L’ASL “di destinazione”, comunque, non ha compiuto alcuna nuova valutazione dei titoli posseduti dagli idonei, posto che nulla risulta in proposito dalla motivazione della deliberazione in discorso, ma si è limitata a prendere atto di quanto comunicato dall’Amministrazione che aveva bandito il concorso (pag. 8 deliberazione).
Di regola, inoltre, la verifica dei requisiti e dei titoli viene svolta al momento dell’iscrizione al concorso e/o al momento nel quale il candidato viene chiamato per l’assunzione e eventuali mancanze o irregolarità vengono comunicate personalmente.
È, dunque, improbabile che il motivo della mancata assunzione risieda nelle circostanze indicate nel quesito.

Tanto chiarito, si rileva poi che non viene specificato quale sia l’ASL di preferenza scelta dalla candidata e, pertanto, la spiegazione della mancata inclusione tra i primi assunti potrebbe essere semplicemente che Ella abbia indicato come preferenziale una sede diversa dall’ASL che ha provveduto all’assunzione.
Come sopra scritto, infatti, la prima quota di assunti è stata individuata considerando solo gli idonei che avevano specificamente prescelto tale sede; in tal caso è probabile che la candidata verrà inserita nel futuro provvedimento con il quale si copriranno i posti residui, con scorrimento della graduatoria secondo le regole già predeterminate nel bando.

Nell’ipotesi in cui, invece, la candidata non sia stata inclusa nell’elenco, pur avendone i requisiti ed avendo indicato la preferenza per l’ASL che ha adottato la deliberazione in esame, si pone il problema della violazione del diritto all’assunzione tutelabile davanti al Giudice ordinario.
Tuttavia, dato che in presenza di un numero così elevato di partecipanti è sempre possibile che l’esclusione sia dovuta a un mero errore materiale, prima di ricorrere all’intervento del Giudice è consigliabile contattare per iscritto sia l’ASL che ha bandito il concorso e sia l’ASL che si è avvalsa della graduatoria, esponendo i fatti e chiedendo che l’elenco venga corretto mediante autotutela.