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Articolo 650 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n.1398)

Inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità

Dispositivo dell'art. 650 Codice penale

Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità (1) per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o d'igiene (2), è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato [337, 338, 389, 509] (3), con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a duecentosei euro (4).

Note

(1) Si intende per provvedimento legalmente dato dall'autorità qualsiasi atto autoritativo unilaterale proveniente da un soggetto pubblico e diretto a perseguire dei pubblici interessi, nonchè idoneo ad incidere direttamente sulla sfera soggettiva del singolo.
(2) Si tratta di un'elencazione tassativa, giustificata dalla particolare rilevanza di tali interessi. Nello specifico le ragioni di giustizia si riferiscono ai casi di applicazione del diritto da parte del p.m. o della polizia giudiziaria. Mentre, essendo le ragioni di sicurezza pubblica riferite ai casi in cui l'attività di polizia viene posta in essere in funzione repressiva o preventiva, ne è un esempio l'ordinanza del sindaco con la quale sia stato ingiunto al titolare di un impianto di distribuzione di carburante di disattivare gli apparecchi self-service, privi di apposita autorizzazione. Sono esempi, invece, di ragioni di ordine pubblico ad esempio l'ordinanza del sindaco che, sul territorio di loro competenza, stabilisce la circolazione dei veicoli a targhe alterne. Mentre le ragioni di igiene si ritrovano ad esempio a fondamento dell'ordinanza del sindaco di sgombero delle aree occupate da rifiuti tossici.
(3) La norma ha comunque carattere sussidiario, in quanto opera solo qualora l'ordine disatteso non trovi copertura legale, anche di natura non penale.
(4) Si tratta in ogni caso di un reato omissivo proprio che difatti si sostanzia in un'attività di inadempimento e inerzia nei riguardi dell'ordine espresso dal precetto.

Ratio Legis

La disposizione in esame è diretta a tutelare l'ordine pubblico, nonchè l'interesse specifico perseguito dal provvedimento amministrativo oggetto della condotta perseguita.

Spiegazione dell'art. 650 Codice penale

L'articolo in esame disciplina un'ipotesi di norma penale in bianco, in cui cioè la norma di rango primario rinvia alla fonte regolamentare. Le fonti di rango subprimario descrivono il tipo di reato, ed il principio di riserva di legge risulta rispettato, in quanto la fonte secondaria si limita ad apportare una specificazione di tipo tecnico alla disciplina legislativa.

Il bene giuridico oggetto di tutela è la polizia di sicurezza, in stretta correlazione con l'ordine pubblico generale. Soggetto attivo del reato può essere solamente il destinatario del provvedimento legalmente dato dall'autorità.

La condotta incriminata consiste nell'inadempimento di uno specifico provvedimento, adottato per contingenti ragioni a tutela di interessi collettivi afferenti a scopi di giustizia, sicurezza, ordine pubblico ed igiene.

Non vengono invece in rilievo i provvedimenti giurisdizionali in senso stretto tipici del giudice.

Al giudice penale è consentito in questo caso sindacare la legittimità dell'atto, dato che la norma stessa richiede che esso sia conforme a legge, e cioè emanato nel rispetto dei contenuti e delle forme previste dalla legge.

Trattandosi di contravvenzione, il reato in esame è punibile indifferentemente a titolo di dolo o di colpa.

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