La prima grande trasformazione riguarda la gestione del tempo, risorsa scarsa per chiunque operi nel mondo del lavoro autonomo. Il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, ha delineato una modifica sostanziale delle scadenze, spostando il termine ultimo per l'adesione relativa al biennio 2026-2027 dal 30 settembre al 31 ottobre. Questa scelta risponde all’esigenza di far coincidere il momento dell'adesione con la presentazione telematica delle dichiarazioni dei redditi e delle "pagelle" fiscali, note come ISA. In questo modo, il contribuente e il suo consulente possono avere un quadro completo e aggiornato della situazione economica prima di sottoscrivere l'accordo.
Di conseguenza, anche le piattaforme telematiche necessarie a formulare la proposta verranno emesse successivamente. Il software dedicato, inizialmente previsto per la metà di aprile, sarà disponibile a partire dal 15 maggio. Questo mese aggiuntivo permetterà di integrare nel sistema tutte le novità normative e i correttivi, garantendo calcoli più precisi e rispondenti alla reale capacità contributiva del soggetto interessato.
Particolare attenzione viene dedicata ai circa 460mila contribuenti che hanno già sperimentato lo strumento nel biennio precedente e che, ora, si trovano davanti alla scelta del rinnovo. Per loro, il governo ha previsto una serie di incentivi che potremmo definire premi fedeltà, mirati a semplificare gli oneri burocratici ed economici. Uno dei vantaggi più significativi riguarda l'innalzamento delle soglie per l'esonero dal visto di conformità. Chi aderisce nuovamente potrà compensare crediti IVA fino a 100.000 euro senza necessità di ulteriori validazioni, mentre per le imposte dirette e l'Irap la soglia sale a 70.000 euro.
Oltre alle soglie di compensazione, la riforma punta a offrire una maggiore stabilità nel rapporto con lo Stato. Chi sceglie di proseguire sulla strada del concordato beneficerà di una riduzione di 2 anni dei termini a disposizione del Fisco per effettuare gli accertamenti. In altre parole, l’amministrazione finanziaria avrà una finestra temporale ridotta per effettuare i propri controlli, garantendo così ai contribuenti una maggiore tranquillità operativa. Ulteriore vantaggio consiste nella cancellazione degli interessi per i versamenti rateali che derivano dalle dichiarazioni, riducendo l'onere finanziario complessivo per chi decide di spalmare il debito d'imposta.
Il legislatore ha altresì previsto una revisione delle aliquote applicate all'incremento del reddito. Per i contribuenti che vantano un punteggio di affidabilità fiscale pari o superiore a 8, il governo sta vagliando la possibilità di dimezzare le percentuali di incremento. Anche per chi si attesta su fasce di affidabilità inferiori, il legislatore sta predisponendo maglie più larghe, con aliquote del 30% per i voti tra 6 e 8, e del 35% per chi si trova al di sotto della sufficienza.
Il limite maggiore degli accordi fiscali di lungo periodo è spesso costituito dalla loro rigidità. Per questo, il MEF sta lavorando a una cosiddetta uscita soft dal concordato per il 2027. Questa clausola di salvaguardia permetterebbe al contribuente di svincolarsi dall'accordo qualora le condizioni macroeconomiche dovessero cambiare drasticamente, rendendo il patto non più sostenibile.
Un ruolo preminente spetta anche all'Agenzia delle Entrate, il cui modus operandi sarà maggiormente orientato a un confronto preventivo e a una riduzione del contenzioso inutile. La Pubblica Amministrazione non cercherà più lo scontro giudiziario a ogni costo, ma solo laddove sussistano elementi di irregolarità oggettivi e insindacabili.