Con l'entrata in vigore della Legge 18 luglio 2025, n. 106, dal 1° gennaio 2026 sono state rafforzate le tutele per i lavoratori autonomi affetti da malattie oncologiche, invalidanti o croniche gravi. La novità più rilevante è la possibilità di sospendere l'attività fino a 300 giorni all'anno senza perdere il rapporto continuativo con il committente.
Resta invece immutata la disciplina relativa ai lavoratori autonomi che assistono familiari con disabilità grave: i permessi retribuiti previsti dalla Legge 104/1992 continuano a essere riservati ai lavoratori dipendenti.
Di seguito un prospetto analitico delle tutele previste nel 2026.
Lavoratore autonomo affetto da malattia oncologica o invalidante
L'articolo 1, comma 3, della Legge n. 106/2025 prevede che il lavoratore autonomo che svolge la propria attività in maniera continuativa per un committente, ai sensi della L. n. 81/2017, possa sospendere l'esecuzione della prestazione per un massimo di 300 giorni per anno solare in presenza di:
Resta invece immutata la disciplina relativa ai lavoratori autonomi che assistono familiari con disabilità grave: i permessi retribuiti previsti dalla Legge 104/1992 continuano a essere riservati ai lavoratori dipendenti.
Di seguito un prospetto analitico delle tutele previste nel 2026.
Lavoratore autonomo affetto da malattia oncologica o invalidante
L'articolo 1, comma 3, della Legge n. 106/2025 prevede che il lavoratore autonomo che svolge la propria attività in maniera continuativa per un committente, ai sensi della L. n. 81/2017, possa sospendere l'esecuzione della prestazione per un massimo di 300 giorni per anno solare in presenza di:
- patologie oncologiche;
- malattie invalidanti o croniche, anche rare;
- invalidità riconosciuta pari o superiore al 74%.
Durante il periodo di sospensione il rapporto con il committente non si estingue. La certificazione sanitaria può essere rilasciata dal medico di medicina generale oppure da uno specialista operante presso strutture pubbliche o private accreditate, con possibilità di utilizzo dei dati presenti nel Fascicolo sanitario elettronico e nel Sistema Tessera Sanitaria.
La misura riguarda esclusivamente i lavoratori autonomi con rapporti continuativi e non si estende, in via generale, ai professionisti che operano con una pluralità di clienti occasionali o agli iscritti alle casse previdenziali private privi di collaborazioni continuative.
Tutele previdenziali
Per gli iscritti alle gestioni INPS (artigiani, commercianti e Gestione Separata), con invalidità pari o superiore al 74%, è possibile accedere all'APE Sociale con almeno 38 anni di contribuzione.
Con una percentuale di invalidità pari o superiore all'80%, i lavoratori del settore privato iscritti all'INPS possono beneficiare della pensione di vecchiaia anticipata con 20 anni di contributi, a partire da 56 anni per le donne e da 61 anni per gli uomini.
Gli iscritti alle casse professionali private devono, invece, fare riferimento ai rispettivi regolamenti previdenziali.
Lavoratore autonomo che assiste un familiare con disabilità
Per i lavoratori autonomi che svolgono attività di assistenza a un familiare con disabilità grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992, il quadro normativo nel 2026 non presenta modifiche sostanziali.
Restano infatti esclusi:
La misura riguarda esclusivamente i lavoratori autonomi con rapporti continuativi e non si estende, in via generale, ai professionisti che operano con una pluralità di clienti occasionali o agli iscritti alle casse previdenziali private privi di collaborazioni continuative.
Tutele previdenziali
Per gli iscritti alle gestioni INPS (artigiani, commercianti e Gestione Separata), con invalidità pari o superiore al 74%, è possibile accedere all'APE Sociale con almeno 38 anni di contribuzione.
Con una percentuale di invalidità pari o superiore all'80%, i lavoratori del settore privato iscritti all'INPS possono beneficiare della pensione di vecchiaia anticipata con 20 anni di contributi, a partire da 56 anni per le donne e da 61 anni per gli uomini.
Gli iscritti alle casse professionali private devono, invece, fare riferimento ai rispettivi regolamenti previdenziali.
Lavoratore autonomo che assiste un familiare con disabilità
Per i lavoratori autonomi che svolgono attività di assistenza a un familiare con disabilità grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992, il quadro normativo nel 2026 non presenta modifiche sostanziali.
Restano infatti esclusi:
- i tre giorni mensili di permesso retribuito previsti dall'articolo 33 della L. 104/1992;
- il congedo straordinario retribuito di due anni disciplinato dall'art. 42 del D.Lgs. 151/2001;
- le dieci ore annue aggiuntive introdotte dalla L. 106/2025;
- il diritto alla scelta della sede di lavoro più vicina al domicilio della persona assistita;
- la priorità nell'accesso al lavoro agile.
Tali benefici sono riconosciuti esclusivamente ai lavoratori dipendenti, in quanto presuppongono l'esistenza di un datore di lavoro e della relativa contribuzione figurativa.
Agevolazioni fiscali
I lavoratori autonomi caregiver possono comunque usufruire delle principali agevolazioni fiscali previste per le persone con disabilità e i loro familiari, tra cui:
Agevolazioni fiscali
I lavoratori autonomi caregiver possono comunque usufruire delle principali agevolazioni fiscali previste per le persone con disabilità e i loro familiari, tra cui:
- detrazione IRPEF del 19% per le spese mediche e di assistenza sostenute;
- deduzione delle spese per colf, badanti e assistenti familiari nei limiti stabiliti dal Testo unico delle imposte sui redditi;
- agevolazioni per l'acquisto di veicoli destinati a persone con disabilità, con IVA al 4%, detrazione IRPEF del 19% ed esenzione dal bollo auto;
- IVA agevolata al 4% per ausili tecnici e strumenti informatici.
Dal 2026 il bonus per l'eliminazione delle barriere architettoniche al 75% non è più operativo. Gli interventi rientrano nel bonus ristrutturazioni ordinario, con detrazione del 36% per l'abitazione principale e del 30% per gli altri immobili.
Agevolazioni previdenziali per i caregiver
I lavoratori autonomi iscritti all'INPS che assistono, da almeno sei mesi, un familiare con disabilità grave possono accedere all'APE Sociale con almeno 30 anni di contributi e un'età minima di 63 anni e 5 mesi.
Rimane inoltre accessibile la pensione anticipata per i lavoratori precoci (Quota 41), purché sia stato maturato almeno un anno di contribuzione prima del compimento dei 19 anni.
Tali misure non si applicano, salvo discipline più favorevoli, agli iscritti alle casse previdenziali private.
Agevolazioni previdenziali per i caregiver
I lavoratori autonomi iscritti all'INPS che assistono, da almeno sei mesi, un familiare con disabilità grave possono accedere all'APE Sociale con almeno 30 anni di contributi e un'età minima di 63 anni e 5 mesi.
Rimane inoltre accessibile la pensione anticipata per i lavoratori precoci (Quota 41), purché sia stato maturato almeno un anno di contribuzione prima del compimento dei 19 anni.
Tali misure non si applicano, salvo discipline più favorevoli, agli iscritti alle casse previdenziali private.