Un contratto già operativo
L'intesa porta la firma di Aran e delle organizzazioni sindacali rappresentative del comparto e riguarda il triennio 2025-2027. Il percorso era partito con la preintesa raggiunta il 9 giugno 2026, poi passata al vaglio previsto dall'art. 47 del T.U.P.I., che per i contratti pubblici richiede il controllo del Ministero dell'Economia, il parere del Consiglio dei Ministri e la certificazione della Corte dei Conti sulla sostenibilità finanziaria. Solo dopo questo passaggio si è arrivati, il 6 agosto 2026 a Roma, alla sottoscrizione definitiva. Gli effetti del Ccnl decorrono dal 7 agosto e da quella data le amministrazioni sono obbligate ad applicarlo senza bisogno di ulteriori atti. Si tratta peraltro del terzo rinnovo firmato per le Funzioni centrali dal 2022 a oggi, un ritmo negoziale che il presidente dell'Aran, Antonio Naddeo, ha indicato come segno di continuità nel rinnovo dei contratti del pubblico impiego.
Quanto aumenta lo stipendio, area per area
L'incremento arriva con tre scatti successivi, ciascuno con decorrenza al 1° gennaio di un'annualità del triennio. Chi controllerà il cedolino di settembre 2026 vedrà già l'effetto cumulato delle prime due tranches, quelle datate 2025 e 2026. Su base mensile lorda, calcolata su tredici mensilità, la cifra è pari a 89,50 euro per l'area degli operatori, 94,20 euro per gli assistenti, 114,40 euro per i funzionari e 156,20 euro per le elevate professionalità.
Con la terza decorrenza, fissata al 1° gennaio 2027, il contratto raggiunge il proprio valore a regime. Da quella data l'aumento mensile lordo sale a 126,60 euro per gli operatori, 133,20 euro per gli assistenti, 161,80 euro per i funzionari e 221 euro per le elevate professionalità. La media complessiva del comparto, sempre calcolata su tredici mensilità, si attesta così a 162 euro lordi al mese.
Arretrati, quanto valgono e quando arrivano
Poiché il contratto produce effetti già dal 1° gennaio 2025, ogni lavoratore interessato ha diritto a incassare, in un'unica soluzione, la differenza tra quanto già percepito e quanto sarebbe spettato applicando da subito le nuove tabelle. La norma impone alle amministrazioni di liquidare aumenti e arretrati entro 30 giorni dalla sottoscrizione, quindi nei primi giorni di settembre 2026, anche se i tempi tecnici del sistema NoiPA e degli uffici contabili delle singole amministrazioni possono comportare qualche slittamento. Al netto di eventuali acconti già erogati in passato, la somma sarà pari, al lordo, a circa 1.019,24 euro per gli operatori, 1.073,58 euro per gli assistenti, 1.303,66 euro per i funzionari e 1.780,04 euro per le elevate professionalità.
Le altre novità, dall'intelligenza artificiale al welfare
Per la prima volta un contratto delle Funzioni centrali dedica una disciplina organica all'uso dell'intelligenza artificiale sul lavoro. Prima di introdurre algoritmi o strumenti automatizzati, le amministrazioni dovranno informare preventivamente sindacati e lavoratori. Resta comunque escluso che decisioni capaci di incidere sul rapporto di lavoro, come valutazioni, sanzioni disciplinari o cambi di sede, possano essere prese in modo interamente automatico, senza un controllo umano effettivo e continuativo. È inoltre prevista l'attivazione di percorsi formativi dedicati, mentre ogni futura introduzione di strumenti digitali avanzati dovrà passare dalla contrattazione collettiva.
Il contratto tocca anche aspetti più quotidiani della vita lavorativa. Il valore dei buoni pasto potrà crescere rispetto al minimo, attualmente fissato a 7 euro per ticket. Cambia pure l'articolazione dell'orario, con la facoltà per il dipendente di chiedere una pausa ridotta a 10 minuti e con l'inserimento del pendolarismo tra i criteri utili a calcolare la flessibilità oraria. Ampliato, infine, il ricorso al lavoro agile per chi ha esigenze di salute, per i genitori di figli piccoli e per chi assiste familiari con disabilità grave ai sensi della legge 104 del 1992.
Nuove competenze, nuove figure professionali
Sul fronte della crescita professionale arriva il cosiddetto patentino delle competenze, un attestato che certifica il completamento di percorsi formativi legati all'aggiornamento tecnologico. Nasce anche una figura fino a oggi assente dagli organigrammi pubblici, quella del social media e digital manager, mentre restano centrali gli strumenti di mobilità interna e riqualificazione già pensati per accompagnare i percorsi di carriera nella pubblica amministrazione.