La principale novità del nuovo accordo risiede nella regolamentazione dell'intelligenza artificiale. Il legislatore ha scelto di istituire un perimetro di sicurezza che impedisca l'automazione integrale dei processi decisionali, per cui ogni scelta che produca effetti giuridici o incida in modo rilevante sul percorso professionale del dipendente dovrà necessariamente prevedere un controllo umano. La trasparenza diventa così un diritto fondamentale, permettendo al lavoratore di conoscere il funzionamento degli algoritmi utilizzati per organizzare le mansioni o valutare le performance. Secondo il ministro Paolo Zangrillo, l'obiettivo è integrare la digitalizzazione per semplificare i concorsi e migliorare l'interazione con l'utenza, con la componente umana che costituisce comunque un pilastro dei servizi pubblici.
Sul versante economico, la proposta delinea una scala di incrementi mensili lordi finalizzata a valorizzare le diverse qualifiche professionali.
Per le figure poste alla base della struttura amministrativa – ovvero gli operatori – si prevede un aumento a regime di 119,60 euro, cifra che sale a 125,90 euro per chi ricopre il ruolo di assistente. La progressione si fa più marcata per i funzionari, con un incremento previsto di 152,90 euro, fino a raggiungere il tetto massimo di quasi 209 euro per le elevate professionalità. Questa manovra cerca di superare le resistenze manifestate in passato dalle sigle sindacali, in particolare dalla Cgil, che aveva espresso forti riserve sulla capacità dei precedenti rinnovi di proteggere il potere d'acquisto dall'inflazione.
Oltre alla busta paga, il contratto punta ad una maggiore flessibilità e al benessere organizzativo. Il potenziamento dello smart working e il consolidamento di forme di lavoro agile rappresentano la naturale evoluzione delle sperimentazioni avviate negli anni precedenti, con l’obiettivo di rendere il lavoro pubblico più moderno e compatibile con le esigenze della vita privata.
Parallelamente, il confronto si estende al comparto dell'istruzione e della ricerca, che comprende oltre un milione e trecentomila professionisti tra docenti e personale Ata. Per questo settore si ipotizza un adeguamento medio delle retribuzioni del 5,4%, pari a circa 143 euro lordi mensili, accompagnato da un pacchetto di misure di welfare.
Tra le novità più significative figurano, inoltre, la stipula di polizze sanitarie integrative e l'accesso a mutui immobiliari a tassi agevolati grazie a specifiche convenzioni con il sistema creditizio. Il piano di tutele prevede inoltre sconti per i trasporti aerei e ferroviari, oltre ad agevolazioni nel settore agroalimentare, delineando un sistema di benefit che mira a restituire prestigio sociale a chi opera quotidianamente nelle aule e nei laboratori italiani.