Due contratti, due strade diverse
I testi sono stati portati in Consiglio dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. Il primo coinvolge circa 430mila persone tra corpi di polizia e militari. Il secondo interessa i 403.617 dipendenti di Comuni, Regioni, Province e Città metropolitane. Per questi ultimi il Consiglio ha autorizzato Zangrillo a esprimere il parere favorevole del Governo sull'ipotesi firmata il 21 luglio 2026 dall'Aran e dalle sigle sindacali. Lo stesso giorno il Governo ha dato il via libera al Documento programmatico di finanza pubblica, che traccia il quadro contabile della prossima legge di bilancio.
Funzioni locali: quanto spetta e che cosa cambia
Un dipendente comunale può contare a regime su circa 152 euro lordi mensili in più. Per chi lavora in Regioni, Province, Città metropolitane e negli altri enti, Camere di commercio comprese, la media scende a circa 140 euro.
Lo stanziamento complessivo equivale al 5,36% del monte salari 2023. La quota maggiore, il 4,99%, va ad alzare lo stipendio tabellare, cioè la componente di base della retribuzione. Lo 0,37% rafforza soprattutto il Fondo risorse decentrate. Nel comparto, dove la retribuzione media è di 33.115,23 euro, rientrano anche gli insegnanti delle scuole comunali e gli educatori degli asili nido che gli enti gestiscono in proprio.
Ai Comuni vanno poi risorse aggiuntive per il salario accessorio, ossia indennità, produttività e le altre voci che si sommano allo stipendio base. La legge di Bilancio 2026 le ha fissate in 50 milioni di euro per il 2027 e in 100 milioni all'anno dal 2028.
Intelligenza artificiale, ferie e flessibilità
Come già accaduto con le Funzioni centrali, il contratto introduce per la prima volta una sezione dedicata all'intelligenza artificiale. Questi strumenti dovranno essere sicuri, affidabili e trasparenti, e rispettare la dignità delle persone e la riservatezza dei loro dati. Il limite più netto riguarda le decisioni. Se una scelta incide in modo rilevante sul rapporto di lavoro, a prenderla non potrà essere soltanto un algoritmo, ma serve sempre una persona che intervenga in modo adeguato.
Nasce inoltre la professionalità del social media e digital manager.
Nei giorni di ferie spetta un'indennità giornaliera, parametrata a quanto il dipendente ha incassato l'anno precedente a titolo di indennità di turno, di servizio esterno e per condizioni di lavoro. Il Fondo risorse decentrate diventa più semplice da costituire e crescono le tutele e la flessibilità per chi ha problemi di salute, propri o dei familiari.
Forze di polizia e Forze armate: 189 euro, di cui 173,50 fissi
Per quanto riguarda militari e forze dell’ordine, le ipotesi sono due e risalgono al 15 luglio 2026. Una riguarda i non dirigenti delle Forze di polizia, a ordinamento sia civile sia militare, l'altra i non dirigenti delle Forze armate. A regime l'incremento medio è di circa 189 euro lordi al mese. Di questi, 173,50 euro confluiscono nello stipendio e nelle indennità fisse e continuative, compresi i rialzi dell'indennità mensile pensionabile per la polizia e dell'importo aggiuntivo pensionabile per le Forze armate. La differenza deriva in buona parte dal nuovo calcolo dello straordinario.
Alla nascita di un figlio, si avranno tre giorni di congedo o licenza straordinaria in più, e il congedo parentale sarà utilizzabile fino ai 14 anni del figlio. Gli aumenti partono dal 1° gennaio 2025 e per questo spettano anche gli arretrati, stimati in circa 2.448 euro lordi per il biennio 2025-2026.
Perché l'aumento in busta paga sarà diverso dalla cifra annunciata
Le cifre ufficiali sono medie lorde e fotografano il contratto a regime, quindi si discostano da ciò che ciascuno troverà sul cedolino. Rileva innanzitutto il tempo. L'incremento si realizza in tre scaglioni, con effetto dal 1° gennaio di ogni anno dal 2025 al 2027, e la cifra piena arriva solo con l'ultimo.
Conta poi la posizione individuale. Due colleghi dello stesso ente non ricevono necessariamente lo stesso importo, perché incidono l'inquadramento, il grado o la qualifica e la posizione economica.
Infine c'è il Fisco. Dall'importo lordo vanno detratti i contributi previdenziali, a carico del dipendente, e l'Irpef, l'imposta sul reddito delle persone fisiche, che varia con il reddito complessivo e le detrazioni di ciascuno.
Quando arrivano aumenti e arretrati
Sul cedolino, per ora, non cambia nulla. Per le Funzioni locali manca la certificazione della Corte dei conti. Seguirà la firma definitiva di Aran e sindacati, con l'inserimento delle indicazioni del Ministero dell'Economia sulla retribuzione di posizione e di risultato. La sottoscrizione potrebbe avvenire nell'ultima settimana di ottobre e aprire la strada ai pagamenti da novembre. Gli arretrati ammontano in media a circa 1.136 euro, con calcolo riferito a ottobre 2026, e verranno versati in un'unica soluzione.
Per polizia e Forze armate servono due decreti del Presidente della Repubblica, e solo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale arriveranno cedolini aggiornati e arretrati.