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Agenzia delle Entrate, scattano i controlli su bonus edilizi e catasto, ti controllano con satelliti e droni: le novità

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Agenzia delle Entrate, scattano i controlli su bonus edilizi e catasto, ti controllano con satelliti e droni: le novità
Nel 2026 scattano i controlli del Fisco sulle rendite catastali post-bonus edilizi: l’Agenzia delle Entrate invierà 200.000 lettere per verificare l’allineamento tra Catasto e immobili riqualificati, usando algoritmi, satelliti e droni, con effetti su IMU, imposte locali e obblighi di variazione catastale
Mentre si esaurisce la lunga scia degli incentivi per l'edilizia, nel 2026 prende avvio il capitolo della riscossione e dell'allineamento dei valori immobiliari. Il Fisco ha infatti attivato una strategia di monitoraggio capillare, volta a verificare che il miglioramento qualitativo degli edifici – finanziato prevalentemente con fondi pubblici – trovi riscontro nelle banche dati del Catasto. Se un immobile ha accresciuto il proprio valore grazie a interventi di efficientamento o restauro, la sua rendita deve necessariamente salire, con conseguenze sul gettito dell'IMU e delle altre imposte locali.

La strategia della compliance: 200.000 lettere per il riequilibrio delle rendite
L'Agenzia delle Entrate ha delineato una road map che coinvolge circa 200.000 proprietari entro il prossimo triennio. Si tratta di una selezione mirata, basata su algoritmi che incrociano i dati delle detrazioni – Superbonus e anche Ecobonus, Bonus Facciate e Ristrutturazioni ordinarie – con le planimetrie depositate negli archivi. Le comunicazioni in arrivo costituiscono un invito formale al ravvedimento operoso, offrendo al contribuente la possibilità di regolarizzare autonomamente la propria posizione prima che il Fisco proceda con atti di contestazione formale.

Questa ondata di verifiche si concentra sulle discrepanze tra lo stato di fatto dell'immobile e quanto risulta censito. Inizialmente, il Fisco ha monitorato chi aveva ottenuto incrementi di valore superiori al 300% rispetto alla spesa sostenuta, ma dal 2026 i controlli saranno più stringenti, coinvolgendo anche scostamenti più contenuti, prossimi al 100%. Ignorare queste lettere significa esporsi alla determinazione d'ufficio della rendita presunta, in cui il valore del bene viene assegnato sulla base di parametri statistici e zone censuarie, spesso applicando i coefficienti più onerosi.

Sorveglianza ad alta tecnologia e potenziamento dell'apparato ispettivo
L'Agenzia ha integrato nei propri processi tecnologie avanzate di fotointerpretazione satellitare e monitoraggio tramite droni. Questi strumenti permettono di individuare con estrema precisione ampliamenti volumetrici, recuperi di sottotetti, nuove pertinenze o piani interrati non dichiarati, rendendo superflui i sopralluoghi fisici per trovare le cc.dd. “case fantasma”. L'incrocio tra le immagini storiche e le riprese attuali genera segnalazioni automatiche che i nuovi funzionari del Fisco avranno il compito di validare.
Proprio a tale scopo, l’AdE ha finalizzato l'assunzione di 2.950 nuovi dipendenti, destinati interamente al contrasto all'evasione immobiliare. Esiste, inoltre, un sistema di incentivi e premi di produttività per il personale legati al raggiungimento degli obiettivi di recupero.

L'obbligo di variazione e i costi della regolarizzazione
La normativa fiscale stabilisce l'obbligo di presentare una denuncia di variazione catastale ogni volta che gli interventi edilizi comportino un incremento del valore dell'immobile superiore al 15%. Molti interventi agevolati, dal cappotto termico alla ridistribuzione degli spazi interni fino al miglioramento della classe energetica, superano questa soglia. La variazione deve essere comunicata entro 30 giorni dall'ultimazione dei lavori tramite un professionista abilitato e il software Docfa.

Oltre alla revisione dell'IMU e delle altre imposte locali, chi omette l'aggiornamento rischia l'addebito di arretrati, interessi e oneri istruttori. In caso di attribuzione di rendita presunta, il proprietario ha 60 giorni per impugnare l'atto, ma l'onere della prova sarà a suo carico. Egli dovrà dimostrare, tramite perizia asseverata, che le tecnologie satellitari hanno commesso un errore di interpretazione.


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