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Articolo 24 Costituzione

Dispositivo dell'art. 24 Costituzione

Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi [113] (1).
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento [86, 87 c.p.c.; 96 ss. c.p.p.] (2).
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione [98 c.p.p.] (3).
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari [571, 572, 573, 574, 643, 644, 645, 646, 647 c.p.p.] (4).

Note

(1) La norma sancisce il diritto alla tutela giurisdizionale che si estrinseca, secondo quanto previsto in questo primo comma, nel diritto di agire in giudizio per la difesa dei propri diritti. Infatti, sarebbe priva di valenza l'attribuzione ai singoli di situazioni soggettive insuscettibili di essere fatte valere giudizialmente, ciò che accadde agli ebrei dopo l'emanazione delle c.d. leggi razziali del 1938 e 1939.
(2) La tutela giurisdizionale si estrinseca anche nel diritto di difesa, essenziale per definire l'ordinamento democratico in quanto consente al soggetto di far valere nel giudizio le proprie ragioni. Esso si sostanzia: nella c.d. difesa tecnica, cioè nel diritto ad essere assistiti nel processo da un esperto; nel diritto a partecipare al giudizio stesso, al fine di consentire il contraddittorio (111 Cost.); quindi, nel diritto ad essere informati delle vicende giudiziali (101 Cost.) e ad essere ascoltati ma anche a non fornire dichiarazioni a prive contro sè stessi.
(3) La legge ordinaria ha dato attuazione a tale diritto con diverse disposizioni, da ultimo il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115. In passato esso aveva scarsa possibilità di garantire effettivamente tutela ai meno abbienti, sia perchè il limite reddituale per accedervi era elevato sia perchè si trattava di un ufficio obbligatorio ma onorifico per gli avvocati. Dapprima, con la l. 30 luglio 1990, n. 217 lo Stato si fece carico del costo economico e quindi con il D.P.R. 115/2002 si è assistito ad una svolta incisiva in materia, nonostante da più parti se ne invochi, ad oggi, una riforma. A livello comunitario il diritto di difesa dei meno abbienti è sancito dall'art. 47 comma 3, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.
(4) Una delle questioni connesse alla riparazione per errori giudiziari è quella della responsabilità civile dei magistrati, disciplinata dapprima con la l. 13 aprile 1988, n. 117 (c.d. legge Vassalli) e, da ultimo, con la l. 27 febbraio 2015, n. 18.

Ratio Legis

La norma in esame garantisce l'eguaglianza tra tutti i cittadini (3 Cost) e, soprattutto, preserva la pace tra i consociati perchè impedisce che essi si facciano giustizia da sè (v. 392, 393 c.p.).

Brocardi

Cuique defensio tribuenda

Relazione al Progetto della Costituzione

(Relazione del Presidente della Commissione per la Costituzione Meuccio Ruini che accompagna il Progetto di Costituzione della Repubblica italiana, 1947)

24 L'enunciazione dei diritti civili è completata da principî, alcuni dei quali potevano sembrare indiscutibili; ma l'esperienza amara ammonisce di trincerarli nella costituzione: il diritto di agire e difendersi in giudizio, di non essere distolti dal giudice naturale o puniti con legge retroattiva. Vietate le pene crudeli e disumane, la prima costituzione repubblicana d'Italia sancisce il principio dell'abolizione della pena di morte, che in molti sensi può dirsi italiano, e che, ribadito nelle fasi e nei regimi di libertà del nostro paese, è stato rimosso nei periodi di reazione e di violenza.

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Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 24 Costituzione

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Alessandro R. chiede
martedì 05/12/2017 - Emilia-Romagna
“Spett.le Studio Brocardi,<br />
sono l' unico componente della mia famiglia e disoccupato dal 2012, riesco a mantenermi con la rendita di alcuni investimenti effettuati presso un istituto bancario.<br />
A causa di una questione condominiale dovro' intentare una causa civile ed il mio reddito e' inferiore al massimale stabilito dai requisiti per poter accedere al gratuito patrocinio.<br />
Il problema e' dovuto al fatto che, data la mia situazione, non ho alcuna dichiarazione dei redditi e che, tra l' altro, la mia rendita e' soggetta di ritenuta alla fonte.<br />
Per poter accedere al patrocinio a spese dello Stato devo dichiarare il mio patrimonio o sono sufficenti i dati della mia rendita?<br />
Considerando che la rendita e' tassata all' origine e' necessario un qualche documento fornito dall' istituto bancario che attesti la mia situazione?”
Consulenza legale i 11/12/2017
Il DPR n. 115/2000 regola agli artt. 74 e seguenti, il patrocinio a spese dello stato per le persone che, a causa delle loro condizioni economiche, non potrebbero permettersi un avvocato e quindi sarebbero impossibilitati ad accedere alla giustizia, diritto inviolabile dell’uomo.

Se taluno dispone di un reddito lordo annuo inferiore ad € 11.528,41, potrà comunque scegliersi un avvocato per veder tutelate le proprie ragioni, in quanto sarà lo Stato a corrispondere il compenso al professionista.

Per calcolare se è possibile essere ammessi al gratuito patrocinio è necessario partire dalla definizione stessa di reddito, inteso come flusso di ricchezza durante un certo periodo di tempo (in questo caso l’anno solare).
Il concetto di reddito è un concetto diverso da quello di patrimonio che fotografa la ricchezza di un soggetto in un dato istante.
Nella definizione di reddito non è incluso il patrimonio che quindi non deve essere calcolato per verificare l’ammissibilità al gratuito patrocinio.

Invece, nel computo del reddito annuo dovrà certamente tenersi conto anche dei redditi degli altri appartenenti al nucleo familiare (ma nel caso di vertenze relative a diritti della personalità o a conflitti tra componenti del nucleo, si considera il reddito del solo interessato), e soprattutto occorrerà tener conto dei redditi esenti da IRPEF e dei redditi tassati alla fonte (art. 76 comma 3°).
Dunque nel computo del reddito percepito nell’anno sicuramente andranno calcolati i redditi tassati alla fonte al lordo della ritenuta (combinato disposto degli artt. 74 e 76 DPR n. 115/2000).

La domanda può essere presentata sfornita di documentazione attestante il reddito in quanto saranno gli Enti a ciò deputati ad effettuare i controlli del caso.
La richiesta di ammissione al gratuito patrocinio deve essere fatta semplicemente compilando la modulistica fornita dal Consiglio dell’Ordine del circondario ove sarà promossa la causa dichiarando in autocertificazione il proprio reddito (art 79 comma 1° lett. c) .
E' il cittadino che autocertifica il proprio reddito, consapevole e responsabile delle sanzioni penali previste dall’art. 125 T.U. 30 maggio 2002 n. 115 per le dichiarazioni mendaci, senza che sia necessario allegare alcuna documentazione giustificativa al riguardo.