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Le scriminanti non codificate

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2015
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi Roma Tre
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
L’obiettivo a cui tende il presente elaborato è quello di fornire al lettore degli spunti di riflessione riguardo una materia di notevole impatto nel campo del settore penale: le c.d. scriminanti non codificate, oggetto di accese disquisizioni in dottrina e di un’estesa e non costante giurisprudenza, ovverosia cause di giustificazioni non previste dalla legge. Si è cercato, in tal senso, di addivenire ad una proposta di soluzione circa l’ammissibilità o meno di esimenti non stipulate nel nostro ordinamento, che garantisca la maggior compatibilità con i princìpi sistematici che sottendono all’ordinamento giuridico, più precisamente a quello penale, onde evitare che lo stesso cada in contraddizione e non riesca più ad incorporare nella sua pratica attuazione i suoi valori fondamentali di extrema ratio e di certezza del diritto. Il lavoro si articola in cinque capitoli: i primi tre costituenti la c.d parte generale della materia, gli ultimi due concernono, invece, delle applicazione “pratiche” della tematica negli ambiti teorici rispetto ai quali si è posta, con maggiore evidenza, la problematicità della questione ricostruttiva. Nella prima parte, ci si focalizza sull’analisi di istituti di carattere generale, collegati all’argomento di cui si vuole trattare: dopo un rapido sguardo alle posizioni dottrinarie più autorevoli, si fa ricorso agli strumenti della fonte consuetudinaria e dell’estensione analogica per accertare la verificabilità o falsificabilità delle ipotesi da cui si è partiti. Dirigendo la trattazione verso i casi tipici in cui si profilano sistematicamente problematiche di coerenza del sistema, ovvero nell’ambito dell’attività medico-chirurgica e di quella sportiva, si è cercato di ricostruire una soluzione ottimale, prendendo spunto sia dall’ampio novero di monografie di studiosi autorevoli sia dall’alluvionale e sedimentata giurisprudenza in merito all’argomento de quibus. In conclusione, la presente dissertazione non aspira a nessuna pretesa di esaustività, non si arroga neanche la presunzione di fissare una tendenza definitiva della materia, ma vuole offrirne una panoramica complessiva, avendo la cura di non fuoriuscire dai canoni tuttora cogenti nel nostro ordinamento.

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