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Articolo 120 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n.1398)

Diritto di querela

Dispositivo dell'art. 120 Codice penale

Ogni persona offesa da un reato (1) per cui non debba procedersi d'ufficio o dietro richiesta [8-11; c.p.p. 342] o istanza [9, 10; c.p.p. 341] ha diritto di querela (2).

Per i minori degli anni quattordici e per gli interdetti a cagione d'infermità di mente, il diritto di querela è esercitato dal genitore o dal tutore (3).

I minori che hanno compiuto gli anni quattordici e gli inabilitati possono esercitare il diritto di querela [125], e possono altresì, in loro vece, esercitarlo il genitore ovvero il tutore o il curatore, nonostante ogni contraria dichiarazione di volontà, espressa o tacita, del minore o dell'inabilitato [543, 597 3].

Note

(1) Per persona offesa da un reato s'intende il soggetto passivo del reato, ovvero il detentore del bene giuridico che ha subito l'offesa, la lesione o la messa in pericolo dell'interesse direttamente protetto dalla norma penale. Non deve confondersi con il danneggiato, che invece è chiunque abbai subito un danno dal reato (come i parenti della vittima di un omicidio) e d in quanto tale ha diritto ad esercitare l'azione civile nel processo penale e non la querela.
(2) La querela è una dichiarazione di volontà con la quale la persona offesa d un reato chiede all'Autorità giudiziaria di procedere contro chi ha commesso il fatto ed in quanto tale è anche una condizione di procedibilità, che trova applicazione dunque quando non sia possibile procedere d'ufficio, o su richiesta od istanza.
(3) Per i minori infraquattordicenni, il diritto di querela può essere esercitato da uno qualsiasi dei genitori ed in caso di contrasto prevarrà la volontà del genitore che intende presentare la querela, oppure in mancanza di un soggetto che abbia la rappresentanza del minore, la querela può essere esercitata da un curatore speciale, a norma dell'articolo seguente.

Ratio Legis

La procedibilità a querela di parte per determinati reati costituisce una deroga al principio di obbligatorietà dell'azione penale [v. Cost. 112] e trova la propria ratio nella considerazione della minima importanza della fattispecie criminosa o nella necessità di evitare il pregiudizio dato dallo strepitus fori a carico della parte offesa. Si ricordi che, sebbene una parte minoritaria della dottrina consideri la querela come una delle condizioni obiettive di punibilità (v. art. 44), l'opinione prevalente propende per riconoscerle esclusiva rilevanza processuale.

Spiegazione dell'art. 120 Codice penale

La querela è un atto giuridico di natura negoziale con il quale un soggetto privato, titolare del relativo diritto, indica il fatto per il quale chiede che l'organo pubblico di giustizia si attivi ed inizi l'azione penale.

La querela rappresenta altresì una tipica condizione di procedibilità, senza il quale l'azione penale, nei casi in cui per l'ipotesi di reato sia prevista la procedibilità a querela di parte e non d'ufficio, non può essere esercitata.

Titolare del diritto di querela è solamente la persona offesa dal reato, e non il mero danneggiato, il quale ha solo subito un danno patrimoniale dalla commissione del fatto e può comunque costituirsi parte civile all'interno del processo penale o agire in un autonomo giudizio civile.

La persona offesa è invece il titolare dell'interesse protetto dalla norma penale, la lesione o esposizione al pericolo del quale costituisce l'essenza del reato, e non anche il titolare di interessi che solo in via generale sono pregiudicati dall'azione delittuosa.

Per i minori degli anni quattordici e per gli interdetti (art. 414) il diritto di querela è esercitato dal genitore o dal tutore, mentre i minori che hanno compiuto gli anni quattordici e gli inabilitati (art. 415) possono presentare regolarmente querela, ma contemporaneamente hanno la stessa facoltà rispettivamente anche i genitori o il tutore ovvero il curatore, e il minore e l'inabilitato non può opporvisi.

In quest'ultimo caso è stato altresì chiarito che il genitore o il tutore/curatore ha il diritto di presentare querela in vece del figlio o del pupillo anche qualora questi ultimi non siano a conoscenza che nei loro confronti è stato commesso un reato.

Massime relative all'art. 120 Codice penale

Cass. pen. n. 9187/2017

In tema di formalitā della querela, l'autenticazione della firma del querelante da parte di un avvocato deve ritenersi valida solo nel caso in cui questi sia nominato difensore della parte offesa, a norma degli articoli 101, comma primo, e 96, comma secondo, cod. proc. pen., ovvero si possa desumere la volontā di conferirgli mandato dallo svolgimento di concrete attivitā difensive nel giudizio o da altre dichiarazioni del querelante rese nell'atto di querela, come l'elezione di domicilio presso il difensore che ha autenticato la sottoscrizione.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 9187 del 24 febbraio 2017)

Cass. pen. n. 37012/2016

Il diritto di querela per il delitto di truffa spetta anche al gestore dell'esercizio commerciale che, indipendentemente dalla formale investitura dei poteri di rappresentanza legale da parte dell'impresa fornitrice i beni oggetto del reato, li abbia commercializzati in nome e per conto della stessa, assumendosi in prima persona la responsabilitā di qualsivoglia operazione inerente alla vendita del prodotto medesimo.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 37012 del 6 settembre 2016)

Cass. pen. n. 31567/2016

La legittimazione a proporre querela per il reato di violazione colposa dei doveri inerenti la custodia, previsto dall'art.388 bis cod.pen., spetta al soggetto in favore del quale č stato disposto il pignoramento, ovvero il sequestro giudiziario o conservativo, in quanto titolare dell'interesse al positivo svolgimento dell'attivitā esecutiva o cautelare. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto che la querela fosse stata correttamente proposta dalla societā creditrice, negando che la legittimazione spettasse all'ufficiale giudiziario).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 31567 del 21 luglio 2016)

Cass. pen. n. 21359/2016

Ai fini della validitā della querela, la manifestazione della volontā di punizione č desumibile dall'espressione, utilizzata dalla persona offesa dopo l'esposizione dei fatti, "sporgo formale querela" non potendosi, peraltro, considerare elemento in senso contrario la riserva di costituirsi parte civile nel procedimento penale non ancora aperto, che invece esprime proprio la volontā che quel procedimento sia instaurato. (In motivazione la S.C. ha affermato che sussiste in materia il principio del "favor querelae", in base al quale qualsiasi situazione di incertezza va risolta in favore della volontā di querela).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 21359 del 23 maggio 2016)

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