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Articolo 342 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Richiesta di procedimento

Dispositivo dell'art. 342 Codice di procedura penale

1. La richiesta di procedimento [c.p. 8-11] è presentata al pubblico ministero con atto sottoscritto dall'autorità competente (1).

Note

(1) Si tratta di un atto amministrativo irrevocabile di natura discrezionale con cui un'autorità pubblica, di norma il ministro della giustizia, chiede al P.M. di procedere per determinati reati.

Ratio Legis

In alcuni casi il legislatore ha ritenuto che necessitassero maggiore tutela interessi alternativi all'esigenza di dare attuazione alla legge penale, la cui copertura è rimessa al rispetto di precise condizioni.

Spiegazione dell'art. 342 Codice di procedura penale

Per quanto riguarda i delitti in cui persona offesa è il Presidente della Repubblica, alla querela si sostituisce la richiesta del Ministro della Giustizia, unico titolare della valutazione di opportunità in merito alla perseguibilità del reato.

La richiesta è un atto amministrativo irrevocabile di natura discrezionale con cui un'autorità pubblica chiede al pubblico ministero di procedere per determinati reati. La competenza spetta di regola al ministro della Giustizia.

Tra i reati perseguibili a richiesta del Ministro della Giustizia vanno annoverati (in forma non esaustiva) i delitti politici (non compresi tra quelli contro la personalità dello Stato) commessi all'estero dal cittadino italiano o dallo straniero (v. art. 8 c.p.; i reati commessi all'estero dal cittadino italiano o dallo straniero (v. artt. 9 e 10 c.p.); i reati di cui agli articoli dal 7 c al 10 c.p. per i quali il cittadino italiano o lo straniero sono già stati giudicati all'estero; i delitti punibili a querela dell'offeso commessi ai danni del Presidente della Repubblica.

Massime relative all'art. 342 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 23181/2004

La richiesta di procedimento di cui all'art. 342 c.p.p. non perde efficacia o validità a seguito del decreto di archiviazione emesso ex art. 415 c.p.p., di guisa che nel caso di riapertura delle indagini non vi è la necessità di una nuova richiesta. (Fattispecie in tema di procedimento per delitto politico commesso all'estero).

Cass. pen. n. 1173/1999

Poiché la richiesta di procedimento di cui agli artt. 9, terzo comma, c.p. e 342 c.p.p. non costituisce atto politico né può ritenersi atto riservato alla competenza esclusiva e personale del Ministro della giustizia, è valida ed efficace la richiesta sottoscritta dal direttore generale del ministero in virtù di delega amministrativa, anche di carattere generale, conferitagli dallo stesso Ministro.

Cass. pen. n. 1837/1994

La condizione di procedibilità della richiesta del Ministro di grazia e giustizia, ex art. 9, secondo comma, c.p., non può ritenersi integrata nel caso in cui la richiesta non sia stata sottoscritta personalmente dal ministro bensì da un funzionario del suo dicastero, senza neppure il rilascio di una specifica delega. Tale soluzione è imposta sia dal tenore dell'art. 342 c.p.p., che espressamente richiede la sottoscrizione dell'autorità competente, sia dal carattere di discrezionalità politica dell'atto, la cui adozione non può, pertanto, che essere riservata all'organo politicamente responsabile indicato dalla legge o, al più, delegata ad altro soggetto politico quale un sottosegretario di Stato.

Cass. pen. n. 4144/1993

Per la perseguibilità in Italia di un reato commesso all'estero in danno di un cittadino italiano, in ordine al quale vi sia stata la richiesta di procedimento del Ministro della giustizia occorre anche la querela della persona offesa ove si tratti di reato che se commesso in Italia sarebbe procedibile a querela.

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