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Articolo 494 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n.262)

Omissioni o infedeltà nell'inventario

Dispositivo dell'art. 494 Codice civile

(1) Dal beneficio d'inventario decade l'erede [493, 505, 509, 564 c.c.] che ha omesso in mala fede (2) di denunziare nell'inventario beni appartenenti all'eredità [762 c.c.], o che ha denunziato in mala fede (2), nell'inventario stesso, passività non esistenti [484, 527 c.c.] (3).

Note

(1) Non è sufficiente compiere l'inventario nei termini stabiliti dagli articoli 485 e 487 del c.c., è anche indispensabile che lo stesso sia veritiero.
La norma si applica, senza dubbio, all'erede che abbia prima fatto la dichiarazione di cui all'art. 484 del c.c. e solo in seguito abbia iniziato le operazioni di inventario. Dubbia è la possibilità di riferire la disposizione anche al caso in cui l'inventario preceda l'accettazione: in tale ipotesi, infatti, non si potrebbe parlare propriamente di decadenza, non essendovi ancora stata l'accettazione.
(2) Ossia dolosamente.
(3) Comporta decadenza la sola denuncia nell'inventario di debiti ereditari non esistenti, non anche l'omissione di quelli reali.

Ratio Legis

Affinchè costituisca una tutela in favore dei creditori ereditari, l'inventario deve essere veritiero. Per tale motivo si prevede la decadenza dal beneficio di inventario per l'erede che dolosamente compia omissioni o infedeltà nella sua redazione.

Spiegazione dell'art. 494 Codice civile

I creditori ereditari in caso di accettazione beneficiata dell'eredità possono soddisfare le proprie ragioni creditorie esclusivamente sul patrimonio ereditario ai sensi dell'art. 490 del codice civile in conseguenza della separazione patrimoniale che discende da tale accettazione.

Il legislatore al fine di garantire il soddisfacimento delle ragioni creditorie ha quindi previsto in capo all'erede che accetta con beneficio di inventario una serie di obblighi il cui mancato adempimento determina la decadenza dal beneficio di inventario.

Vi sono ipotesi che impediscono l'acquisto con beneficio di inventario beneficio di inventario:
- chiamato all'eredità nel possesso dei beni ereditari che non compia l'inventario dei beni nei termini previsti dalla legge (art. 485 2° comma del codice civile);
-
chiamato all'eredità nel possesso dei beni ereditari che una volta compiuto l'inventario non dichiari di accettare con beneficio di inventario nei termini di legge (art. 485 3° comma del codice civile);
-
chiamato all'eredità non nel possesso dei beni ereditari che una volta accettato con beneficio di inventario non proceda all'inventario nei termini di legge (art. 487 2° comma del codice civile);
- sottrazione od occultamento di beni ereditari da parte del chiamato all'eredità
(art. 527 del codice civile).

Vi sono poi le ipotesi di
decadenza dal beneficio d'inventario che rappresentano una vera e propria sanzione prevista a tutela degli interessi dei creditori ereditari e dei legatari qualora l'erede beneficiato non adempia agli oneri allo stesso imposti dalla legge:

- erede che compia atti dispositivi aventi ad oggetto beni ereditari senza essersi fatto preventivamente autorizzare (
art. 493 del codice civile);
- erede che in mala fede ometta di denunciare nell'inventario beni dell'eredità o denunci passività inesistenti con ciò impedendo di calcolare l'effettivo valore della massa ereditaria e pregiudicando le operazioni di liquidazione dei creditori (art. 494 del codice civile), ipotesi contemplata dalla norma in esame;
- violazione delle norme sulla liquidazione concorsuale in caso di opposizione alla liquidazione individuale (
art. 505 1° comma del codice civile);
- esecuzione di pagamenti prima della definizione della liquidazione concorsuale (art. 503 del codice civile);
- inosservanza del termine stabilito dal giudice per il compimento della liquidazione concorsuale (art. 505 2° e 3° comma del codice civile).

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

243 Nell'art. 494 del c.c. ho avuto cura di fissare il termine entro il quale l'ufficiale pubblico, che ha redatto l'inventario dopo l'accettazione beneficiata, deve fare inserire nel registro delle successioni l'annotazione della data in cui l'inventario è stato compiuto.

Massime relative all'art. 494 Codice civile

Cass. civ. n. 24171/2013

In tema di eredità beneficiata l'onere della prova dell'occultamento doloso, in sede di inventario, di un bene appartenente all'eredità incombe su colui che invoca la decadenza dal beneficio, dovendo la buona fede dell'erede essere presunta sino a prova contraria.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 24171 del 25 ottobre 2013)

Cass. civ. n. 16195/2007

In tema di successioni mortis causa la omissione nell'inventario di beni appartenenti all'eredità, non soltanto totale, ma anche parziale, è sanzionata con la decadenza dal beneficio d'inventario ai sensi dell'articolo 494 c.c., e tanto non solo risulta dall'interpretazione letterale della disposizione in esame, che fa riferimento all'omissione di «beni appartenenti all'eredità» e non quindi all'integrale patrimonio costituito dall'asse ereditario, ma è pure conforme alle finalità della redazione dell'inventario, per le quali una qualsiasi omissione parziale nell'indicazione di beni ereditari è idonea a ledere i diritti dei creditori del defunto.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 16195 del 23 luglio 2007)

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