Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 494 Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

[Aggiornato al 28/02/2021]

Omissioni o infedeltà nell'inventario

Dispositivo dell'art. 494 Codice Civile

(1)Dal beneficio d'inventario decade l'erede [493, 505, 509, 564 c.c.] che ha omesso in mala fede(2) di denunziare nell'inventario beni appartenenti all'eredità [762 c.c.], o che ha denunziato in mala fede(2), nell'inventario stesso, passività non esistenti [484, 527 c.c.](3).

Note

(1) Non è sufficiente compiere l'inventario nei termini stabiliti dagli articoli 485 e 487 del c.c., è anche indispensabile che lo stesso sia veritiero.
La norma si applica, senza dubbio, all'erede che abbia prima fatto la dichiarazione di cui all'art. 484 del c.c. e solo in seguito abbia iniziato le operazioni di inventario. Dubbia è la possibilità di riferire la disposizione anche al caso in cui l'inventario preceda l'accettazione: in tale ipotesi, infatti, non si potrebbe parlare propriamente di decadenza, non essendovi ancora stata l'accettazione.
(2) Ossia dolosamente.
(3) Comporta decadenza la sola denuncia nell'inventario di debiti ereditari non esistenti, non anche l'omissione di quelli reali.

Ratio Legis

Affinchè costituisca una tutela in favore dei creditori ereditari, l'inventario deve essere veritiero. Per tale motivo si prevede la decadenza dal beneficio di inventario per l'erede che dolosamente compia omissioni o infedeltà nella sua redazione.

Spiegazione dell'art. 494 Codice Civile

I creditori ereditari in caso di accettazione beneficiata dell'eredità possono soddisfare le proprie ragioni creditorie esclusivamente sul patrimonio ereditario ai sensi dell'art. 490 del codice civile in conseguenza della separazione patrimoniale che discende da tale accettazione.

Il legislatore al fine di garantire il soddisfacimento delle ragioni creditorie ha quindi previsto in capo all'erede che accetta con beneficio di inventario una serie di obblighi il cui mancato adempimento determina la decadenza dal beneficio di inventario.

Vi sono ipotesi che impediscono l'acquisto con beneficio di inventario beneficio di inventario:
- chiamato all'eredità nel possesso dei beni ereditari che non compia l'inventario dei beni nei termini previsti dalla legge (art. 485 2° comma del codice civile);
-
chiamato all'eredità nel possesso dei beni ereditari che una volta compiuto l'inventario non dichiari di accettare con beneficio di inventario nei termini di legge (art. 485 3° comma del codice civile);
-
chiamato all'eredità non nel possesso dei beni ereditari che una volta accettato con beneficio di inventario non proceda all'inventario nei termini di legge (art. 487 2° comma del codice civile);
- sottrazione od occultamento di beni ereditari da parte del chiamato all'eredità
(art. 527 del codice civile).

Vi sono poi le ipotesi di
decadenza dal beneficio d'inventario che rappresentano una vera e propria sanzione prevista a tutela degli interessi dei creditori ereditari e dei legatari qualora l'erede beneficiato non adempia agli oneri allo stesso imposti dalla legge:

- erede che compia atti dispositivi aventi ad oggetto beni ereditari senza essersi fatto preventivamente autorizzare (
art. 493 del codice civile);
- erede che in mala fede ometta di denunciare nell'inventario beni dell'eredità o denunci passività inesistenti con ciò impedendo di calcolare l'effettivo valore della massa ereditaria e pregiudicando le operazioni di liquidazione dei creditori (art. 494 del codice civile), ipotesi contemplata dalla norma in esame;
- violazione delle norme sulla liquidazione concorsuale in caso di opposizione alla liquidazione individuale (
art. 505 1° comma del codice civile);
- esecuzione di pagamenti prima della definizione della liquidazione concorsuale (art. 503 del codice civile);
- inosservanza del termine stabilito dal giudice per il compimento della liquidazione concorsuale (art. 505 2° e 3° comma del codice civile).

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

243 Nell'art. 494 del c.c. ho avuto cura di fissare il termine entro il quale l'ufficiale pubblico, che ha redatto l'inventario dopo l'accettazione beneficiata, deve fare inserire nel registro delle successioni l'annotazione della data in cui l'inventario è stato compiuto.

Massime relative all'art. 494 Codice Civile

Cass. civ. n. 24171/2013

In tema di eredità beneficiata l'onere della prova dell'occultamento doloso, in sede di inventario, di un bene appartenente all'eredità incombe su colui che invoca la decadenza dal beneficio, dovendo la buona fede dell'erede essere presunta sino a prova contraria.

Cass. civ. n. 16195/2007

In tema di successioni mortis causa la omissione nell'inventario di beni appartenenti all'eredità, non soltanto totale, ma anche parziale, è sanzionata con la decadenza dal beneficio d'inventario ai sensi dell'articolo 494 c.c., e tanto non solo risulta dall'interpretazione letterale della disposizione in esame, che fa riferimento all'omissione di «beni appartenenti all'eredità» e non quindi all'integrale patrimonio costituito dall'asse ereditario, ma è pure conforme alle finalità della redazione dell'inventario, per le quali una qualsiasi omissione parziale nell'indicazione di beni ereditari è idonea a ledere i diritti dei creditori del defunto.

Tesi di laurea correlate all'articolo

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Consulenze legali
relative all'articolo 494 Codice Civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Mario Z. chiede
mercoledì 09/12/2020 - Friuli-Venezia
“Due soli eredi. Uno accetta con beneficio di inventario e non è in possesso dei beni, l'altro è in possesso dei beni e accetta puramente e semplicemente. Prima dell'accettazione con beneficio di inventario presso un notaio, l'erede beneficiato entra in possesso di alcuni beni ereditari con il consenso del coerede e li trasferisce in altra Regione, scrivendo su lettera raccomandata ed autografa l'elenco dei beni di cui è entrato in possesso, con la formula "i beni elencati sono a tua disposizione presso il seguente indirizzo (segue indirizzo)". Tuttavia, nell'inventario depositato in Tribunale alcuni dei beni elencati nella succitata lettera non vengono riportati nè quindi inventariati. Ci sono le condizioni per la decadenza del beneficio di inventario?”
Consulenza legale i 15/12/2020
L’art. 494 c.c., rubricato “Omissioni o infedeltà nell’inventario” risponde in modo abbastanza esplicito alla domanda che viene qui posta, sanzionando con la decadenza dal beneficio di inventario l’erede che abbia omesso in mala fede di denunziare nell’inventario beni appartenenti all’eredità.
A tal proposito si richiama quanto sostenuto dalla Corte di Cass. Sez. II civ. sentenza n. 16195 del 23.07.2007, nella quale è detto che “In tema di successioni "mortis causa", la omissione nell'inventario di beni appartenenti all'eredità, non soltanto totale, ma anche parziale, è sanzionata con la decadenza dal beneficio d'inventario ai sensi dell'art. 494 del c.c., e tanto non solo risulta dall'interpretazione letterale della disposizione in esame, che fa riferimento all'omissione di "beni appartenenti all'eredità" e non quindi all'integrale patrimonio costituito dall'asse ereditario, ma è pure conforme alle finalità della redazione dell'inventario, per le quali una qualsiasi omissione parziale nell'indicazione di beni ereditari è idonea a ledere i diritti dei creditori del defunto”.

Occorre tuttavia evidenziare che il comportamento considerato dalla norma deve essere compiuto con mala fede dall’erede, il che importa un duplice significato:
  1. non rileva la semplice colpa;
  2. occorre che il comportamento sia imputabile all’erede.

L’eventuale colpa grave determinerà solo una responsabilità dell’erede ex art. 491 del c.c..

Da quanto appena detto ne consegue che l’eventuale mala fede dovrà essere provata da chi invoca la decadenza dal beneficio, operando in caso contrario la presunzione di buona fede di cui al terzo comma dell’art. 1147 del c.c..
In tal senso si è espressa la Corte di Cass, Sez. II civile, con sentenza n. 24171 del 25.10.2013, nella quale si afferma che “In tema di eredità beneficiata l'onere della prova dell'occultamento doloso, in sede di inventario, di un bene appartenente all'eredità incombe su colui che invoca la decadenza dal beneficio, dovendo la buona fede dell'erede essere presunta sino a prova contraria”.

Alla luce di quanto detto sopra, pertanto, può dirsi che, seppure in linea teorica il comportamento tenuto dall’erede beneficiato sarebbe sanzionabile con la decadenza dal beneficio ex art. 494 del c.c., la sua mala fede, consistente nell’intento di voler sottrare quei beni alla garanzia di creditori ereditari e legatari per non averli riportati nell’inventario depositato in Tribunale, potrebbe essere esclusa dalla produzione, in un eventuale giudizio, della raccomandata a cui si fa riferimento nel quesito.
La volontà espressa in tale documento, infatti, vale a dimostrare che quei beni non sono stati scientemente sottratti alla massa ereditaria e che l’erede beneficiato ha soltanto inteso portarli con sé per detenerli nell’interesse dell’erede puro e semplice, mettendoli a disposizione dello stesso a sua semplice richiesta, anche per il caso in cui, ovviamente, dovessero essere necessari per soddisfare eventuali creditori dell’eredità o legatari.