Brocardi.it - L'avvocato in un click! REDAZIONE

Volto coperto in pubblico, in arrivo il divieto, multa fino a 30.000 euro e 2 anni di carcere: ecco il nuovo DDL

Volto coperto in pubblico, in arrivo il divieto, multa fino a 30.000 euro e 2 anni di carcere: ecco il nuovo DDL
Un nuovo disegno di legge della Lega vuole rafforzare il divieto di coprire il volto nei luoghi pubblici e introduce il reato di costrizione all'occultamento del volto. Ecco cosa prevede la proposta e come cambierebbe la legge Reale del 1975
In un periodo di forti tensioni geopolitiche, e con la minaccia terrorismo ad incombere sui luoghi pubblici, la Lega ha recentemente presentato e depositato al Senato un disegno di legge, composto da quattro articoli e mirato a potenziare il divieto di occultare il volto negli spazi pubblici. Il rafforzamento in oggetto passerebbe dall'intervento diretto sulla normativa oggi vigente, ossia la legge 152/1975 - la cosiddetta legge Reale, varata per contrastare il terrorismo e la violenza dei famigerati "anni di piombo".

L'iniziativa, annunciata alla vigilia della Giornata internazionale della donna, è stata presentata dai suoi promotori come una misura volta a un duplice obiettivo: la tutela della sicurezza e della libertà e dignità delle donne.

Mirando a garantire l'ordine pubblico e prevenire i reati durante i cortei e le manifestazioni pubbliche, l'art. 5 della legge Reale aveva introdotto il divieto di uso di caschi o altri strumenti utilizzati per rendere difficile l'identificazione delle persone in luoghi pubblici, o aperti al pubblico. Tuttavia, la stessa normativa ha sempre consentito l'uso di coperture in ipotesi di "giustificato motivo". Ebbene, proprio questa espressione - sostengono i promotori della proposta - presenterebbe margini di ambiguità e lascerebbe troppo spazio all'interpretazione dei giudici.

Il disegno di legge della Lega intende allora cancellare tale generica clausola, rendendo il divieto di indossare coperture più esplicito, ampio e stringente. Al testo normativo sarebbe così aggiunto un riferimento diretto agli "indumenti o accessori di qualsiasi tipo di origine etnica, culturale o religiosa", che nascondono il viso.

Se il ddl dovesse essere approvato dal Parlamento, la regola generale diventerebbe il divieto di coprire il volto nelle vie, piazze, strade, uffici pubblici, negozi, bar, ristoranti, ospedali, scuole e in tutti i luoghi accessibili al pubblico.

Per questa via, le persone sarebbero sempre individuabili o identificabili, dissuadendo da possibili gesti criminali, riducendo il rischio di scambi di persona e prevenendo situazioni che possano mettere in pericolo la sicurezza dei cittadini.

Attenzione però, la nuova legge non vieterebbe però al 100% la copertura del volto. Vi sarebbero, infatti, eccezioni nei luoghi di culto, per ragioni di sicurezza stradale (ad es. con il casco utilizzato nella la guida di motocicli o ciclomotori) e per motivi di salute (come nel caso delle mascherine sanitarie).

In merito al testo del nuovo ddl, la novità chiave sul piano penale riguarderebbe l'introduzione di un nuovo reato, ossia la costrizione all'occultamento del volto. Secondo la proposta nata da uno dei partiti della maggioranza di Governo, chi obbligherà un'altra persona a coprirsi il viso, mediante violenza, minaccia o abuso di autorità, rischierà:
Il legislatore intende colpire, in particolare, le situazioni in cui l'obbligo di indossare il velo, o altre coperture del volto, non deriva da una scelta personale, ma da una vera e propria imposizione. Non solo. Scatterebbero sanzioni penali più severe - con aumento della pena fino alla metà - nel caso la vittima della costrizione sia una donna, un minore o una persona con disabilità.

Inoltre, se il reo è un genitore che impone al figlio, o alla figlia, di coprirsi il volto, scatterebbe una segnalazione al tribunale per i minorenni. Di seguito, la magistratura potrebbe - quindi - valutare eventuali provvedimenti a tutela del minore, come la limitazione o la decadenza della responsabilità genitoriale o, nei casi più gravi, l'allontanamento dalla famiglia.

Ecco perché i promotori del disegno di legge hanno sottolineato anche che le nuove norme mirerebbero altresì a contrastare eventuali imposizioni familiari, o sociali, limitanti la libertà delle donne. Infatti, secondo i sostenitori del provvedimento, in alcuni contesti l'obbligo di indossare il velo potrebbe rappresentare una forma di pressione, o di limitazione, della libertà personale, soprattutto nei confronti delle ragazze più giovani. E questo contrasta con i valori costituzionali del nostro Paese.

Concludendo, il disegno di legge dovrà ora affrontare il consueto iter parlamentare sia a Palazzo Madama che alla Camera dei Deputati. Soltanto al termine di questo percorso legislativo sarà possibile capire se, e in che forma, la proposta diventerà effettivamente legge.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.