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E' vietato fumare in auto?

E' vietato fumare in auto?
Chi fuma alla guida subisce una sanzione ma solo a determinate condizioni

La normativa italiana in merito al fumo e alla tutela dei non fumatori è fortemente lacunosa e a tratti contraddittoria.
La norma di riferimento è l'art. 51 comma 1-ter, L. n. 3/2003, introdotto dal D.lgs n. 6/2016, di attuazione della Direttiva UE 2014/40. In questa disposizione si vieta al conducente e ai passeggeri di fumare in auto solo se all’interno ci sono minorenni (ai quali è vietato il fumo in ogni occasione) e donne in stato di gravidanza. Le sanzioni vanno da un minimo di 25 a un massimo di 250 euro, raddoppiabili in determinati casi.
Ma se il conducente è da solo in auto sussiste il divieto? La norma anti-fumo tutela solo chi non è fumatore o si interessa anche a tutelare la salute di coloro i quali fumano con delle norme deterrenti?

In realtà la norma tende a tutelare soltanto le persone minori e le donne in stato di gravidanza ma non il “semplice” non fumatore. Questo perché l’auto è considerata a tutti gli effetti un domicilio del proprietario della vettura, in cui è possibile manifestare la propria personalità ed essere tutelati dall’inviolabilità del proprio domicilio ai sensi dell’art. 14 Cost. Va anche detto, tuttavia, che il codice della strada prevede che alla guida il conducente deve avere le mani libere di procedere a correzioni anche improvvise (si pensi, per analogia, al divieto di utilizzare lo smartphone alla guida) che possono, ovviamente, risultare difficili quando si ha tra le dita un oggetto incandescente, con tutte le conseguenze prevedibili.

In merito alle sanzioni per chi viola il divieto di fumare in auto previsto dall'art. 51 comma 1 ter della legge 3/2003, introdotto dal D.lgs n. 6/2016, il comma 5 del medesimo articolo prevede che "Alle infrazioni al divieto previsto dal presente articolo si applicano le sanzioni di cui all'articolo 7 della legge 11 novembre 1975, n. 584, come sostituito dall'articolo 52, comma 20, della legge 28 dicembre 2001, n. 448".
Esso punisce i trasgressori con la sanzione amministrativa minima di 25 e massima di 250 euro, che vengono raddoppiate se la violazione è commessa alla presenza di una donna in stato di gravidanza, di lattanti o di bambini fino a dodici anni.
Si può, dunque, arrivare anche a dover sostenere il pagamento di una sanzione amministrativa di € 500, senza, peraltro, la possibilità di essere agevolati da una riduzione se si paga entro 5 giorni dalla notifica.
Il tutto, come già riferito, soltanto se si fuma in presenza di soggetti cosiddetti deboli. Se si è da soli alla guida si può fumare liberamente.

Diverso il caso delle e-cig, le “sigarette elettroniche” le quali, non producendo combustione e, dunque, non emettendo monossido di carbonio né essendo presente catrame, non vengono menzionate nella normativa. Questo dovrebbe significare che, chi fuma in auto una sigaretta elettronica, anche alla presenza di una donna incinta o di un minore, non può essere sanzionato. Va tuttavia detto che, come specificato sopra, che una sigaretta elettronica, essendo più voluminosa e fragile di una sigaretta “analogica”, potrebbe incidere in maniera determinante sulla libertà di guida.

Da ultimo va comunque segnalato che il Governo discute già da Novembre 2018 una riforma del Codice della strada che inserisca una disposizione che vieti il fumo alla guida anche se da soli. Lo spazio della libertà personale va sempre più restringendosi.





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