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Successione, non paghi l'IMU se erediti una casa e ci vai a vivere, paghi anche meno IRPEF: ecco tutte le agevolazioni

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Successione, non paghi l'IMU se erediti una casa e ci vai a vivere, paghi anche meno IRPEF: ecco tutte le agevolazioni
Ereditare un immobile da un familiare scomparso non significa solo acquisirne la proprietà, ma anche fare i conti con IMU, IRPEF e imposte di successione. Fortunatamente il sistema fiscale prevede diverse agevolazioni che possono alleggerire in modo consistente il carico economico sull'erede. Scopriamo insieme quali sono
Quando un immobile passa da un defunto a un erede, non si tratta di una semplice formalità: la successione comporta la voltura catastale, ovvero l'aggiornamento ufficiale dei registri che attesta il cambio di proprietà. Questo passaggio, per quanto necessario, apre la strada a una serie di adempimenti che spesso spiazzano chi si trova a gestirli per la prima volta, magari in un momento già delicato dal punto di vista personale. Non è un caso che molti scelgano di farsi assistere da un professionista, un notaio o un commercialista esperto in materia successoria, per evitare errori che potrebbero tradursi in sanzioni o in un aggravio fiscale non necessario.
Al di là della burocrazia, però, è sul fronte delle imposte che si gioca la partita più importante: ricevere una casa in eredità comporta infatti il pagamento delle imposte ipotecaria e catastale in sede di dichiarazione di successione, oltre ai tributi legati al possesso dell'immobile negli anni successivi, come IMU e IRPEF. Conoscere in anticipo quali agevolazioni sono previste dalla legge permette di pianificare meglio la gestione del patrimonio ereditato e, in molti casi, di risparmiare cifre significative.
IMU sulla casa ereditata: quando si paga e quando no
Uno dei dubbi più frequenti riguarda proprio l'IMU. La regola generale prevede che l'imposta municipale propria non sia dovuta sull'abitazione principale, con un'eccezione importante: gli immobili classificati nelle categorie catastali di lusso A/1, A/8 e A/9 restano comunque soggetti al tributo, anche se utilizzati come dimora abituale. Questo significa che, se l'erede trasferisce la propria residenza anagrafica nella casa ricevuta in successione e rispetta i requisiti previsti dalla normativa per considerarla abitazione principale, l'IMU non sarà dovuta, salvo le categorie catastali appena citate.
La questione si complica quando il patrimonio ereditario comprende più immobili. In questo caso, solo uno di essi potrà essere eletto ad abitazione principale e beneficiare quindi dell'esonero, mentre tutti gli altri resteranno soggetti all'imposta secondo le regole ordinarie, fatte salve eventuali ulteriori riduzioni previste dai singoli Comuni o da specifiche disposizioni di legge.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda le pertinenze, come il garage: le agevolazioni riconosciute per la prima casa si estendono, nei limiti stabiliti dalla normativa, anche a questi immobili accessori, purché collegati funzionalmente all'abitazione principale.
I requisiti per le agevolazioni prima casa in successione
Per accedere ai benefici fiscali legati alla prima casa anche in ambito successorio, l'erede deve rispettare alcune condizioni precise stabilite dalla legge. Tra i requisiti più rilevanti figura quello di non essere titolare, in via esclusiva o in comunione con il coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su un'altra casa situata nello stesso Comune in cui si trova l'immobile ereditato.
A questo si aggiungono ulteriori condizioni previste dalla normativa vigente, che è sempre opportuno verificare caso per caso con l'aiuto di un professionista, dato che le regole possono presentare eccezioni e casi particolari.
Va inoltre ricordato che, sul fronte dell'IRPEF, l'abitazione principale gode di un trattamento fiscale di favore: il reddito dell'immobile e delle relative pertinenze concorre alla formazione del reddito complessivo, ma è prevista una deduzione pari alla rendita catastale imputabile alla casa e alle sue pertinenze, il che di fatto azzera, nella maggior parte dei casi, l'impatto fiscale IRPEF sull'abitazione principale.
Il risparmio sulle imposte di successione
Il beneficio probabilmente più significativo riguarda le imposte dovute proprio in sede di successione. L'articolo 69, commi 3 e 4, della Legge 21 novembre 2000, n. 342 stabilisce infatti che le imposte ipotecaria e catastale possono essere applicate in misura fissa, anziché proporzionale, per i trasferimenti di abitazioni che possiedono i requisiti richiesti, quando in capo al beneficiario - o ad almeno uno degli eredi, nel caso di successione con più beneficiari - sussistono le condizioni previste per le agevolazioni prima casa. Si tratta di un vantaggio economico non trascurabile, perché evita che l'imposta venga calcolata in percentuale sul valore dell'immobile.
In sintesi, chi eredita una casa non è automaticamente tenuto a versare le imposte nella loro misura ordinaria: se l'immobile ricevuto possiede le caratteristiche necessarie e l'erede soddisfa i requisiti di legge, le agevolazioni prima casa possono ridurre in modo sensibile il peso fiscale complessivo dell'intera operazione successoria, rendendo l'eredità meno onerosa dal punto di vista tributario.


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