Ma cosa prevede davvero la normativa? E soprattutto: torneremo ai telefoni con batteria removibile, come in passato? La risposta è più sfumata. Cerchiamo di fare chiarezza: la disciplina europea si basa su due testi principali che si intrecciano. Anzitutto c'è il regolamento Ecodesign (UE 2023/1670), entrato in vigore il 20 giugno dello scorso anno e riguardante in particolare smartphone e tablet da 7" a 17,4", telefoni cordless e cellulari non smart. Il testo impone criteri su durata, riparabilità, aggiornamenti software e ricambi e, inoltre, introduce l'etichetta energetica obbligatoria. Per questi dispositivi, la batteria non deve necessariamente essere "estraibile a mano", ma non può più essere progettata in modo da risultare permanentemente inaccessibile.
C'è poi il citato Batteries Regulation (UE 2023/1542), in vigore dal 18 febbraio 2027 per un'ampia gamma di dispositivi come cuffie wireless, smartwatch, console portatili, e-reader, auricolari e non solo. Al suo art. 11 si impone che la batteria sia removibile con strumenti comuni - come un semplice cacciavite - e senza bisogno di strumenti professionali. E proprio questo è il cuore della novità normativa. Che cosa significa "batteria sostituibile"? La normativa europea distingue concetti spesso confusi tra loro:
- batteria sostituibile (removibile): può essere rimossa a mano dall'utente oppure con strumenti semplici, senza attrezzature specialistiche;
- batteria facilmente accessibile: concetto più morbido previsto per alcuni dispositivi come smartphone e tablet.
Un punto fondamentale è la sovrapposizione tra i due regolamenti: per smartphone e tablet, infatti, prevarrà l'Ecodesign rispetto al Batteries Regulation e ciò, sostanzialmente, significherà che la batteria non dovrà essere necessariamente sostituibile in pochi secondi, ma dovrà essere accessibile e sostituibile con relativa facilità - pur con un pò di competenza tecnica. Per altri dispositivi (laptop, cuffie, smartwatch ecc.), invece, il regime non sarà così flessibile: la sostituzione dovrà essere possibile con strumenti standard e tipicamente "domestici".
Tuttavia la normativa non è assoluta. Al citato art. 11 del Batteries Regulation sono previste deroghe importanti, ad esempio per:
- dispositivi progettati per resistere ad acqua o urti estremi;
- prodotti in cui la sicurezza o l'integrità tecnica richiedono soluzioni diverse;
- casi in cui la batteria garantisca prestazioni elevate.
Ricapitolando, in termini pratici che cosa cambierà - quindi - per gli utenti di smartphone e dispositivi elettronici? Sostanzialmente tre cose:
- maggior durata dei dispositivi: quando la batteria si degraderà, non sarà necessario sostituire l'intero dispositivo, perché sarà possibile sostituire solo il modulo batteria. Questo potrà estendere la vita utile degli apparecchi anche di diversi anni;
- minori costi di manutenzione: la sostituzione della batteria potrà avvenire senza centri assistenza specializzati (in molti casi) e con costi inferiori rispetto a oggi;
- possibile aumento del prezzo iniziale: i produttori dovranno riprogettare i dispositivi con nuove scocche non resistenti all'apertura e nuovi sistemi di protezione. Ciò potrebbe comportare un leggero aumento del prezzo di acquisto, compensato però da una maggiore durata del prodotto.
In conclusione, la riforma sarà graduale perché ci saranno alcune deroghe tecniche e di sicurezza e, come accennato, per smartphone e tablet il regime sarà più elastico. Grazie al nuovo quadro normativo europeo, la sostituibilità sarà agevolata ma il ritorno ai comodi sportellini removibili sarà improbabile. Più che un ritorno al passato, la direzione intrapresa dall'Unione va verso dispositivi più riparabili, meno sigillati e comunque progettati per essere aperti con strumenti standard.