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Articolo 9 Costituzione

Dispositivo dell'art. 9 Costituzione

Note

(1) L'articolo in esame costituisce la sede di alcuni beni e valori costituzionalmente rilevanti che interessano e definiscono il rapporto fra uomo e natura. A questa norma si è spesso richiamata la Corte costituzionale [v. 134] per costituzionalizzare il valore dell'ambiente, da intendersi come bene primario e valore assoluto cui si ricollegano interessi non solo naturalistici e sanitari, ma anche culturali, educativi e ricreativi. La nozione di ambiente consente di qualificare in termini unitari discipline settoriali quali la gestione dei rifiuti, la tutela delle acque dall'inquinamento e la gestione delle risorse idriche, la difesa del suolo, la tutela dell'aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera, gli strumenti rivolti alla tutela degli equilibri ecologici quali la valutazione di impatto ambientale o il risarcimento del danno ambientale. In questa accezione la tutela dell'ambiente trova esplicito riferimento nell'art. 37 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Il paesaggio identifica il cd. ambiente visibile, vale a dire gli aspetti del rapporto fra uomo e natura che si estrinsecano nella forma del territorio. Infine, i beni culturali, che compongono il patrimonio storico e artistico nazionale, sono tutti quei beni mobili e immobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e gli altri beni individuati dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà.

Spiegazione dell'art. 9 Costituzione

La Carta Costituzionale contiene, all'interno dei primi dodici articoli, i principi fondamentali dell'ordinamento repubblicano.

A differenza di altre Costituzioni straniere, il Costituente ha preferito inserire tali principi direttamente nel testo della Carta fondamentale, senza cioè relegarli in un preambolo separato, al fine di evitare qualsiasi dubbio sull'ampiezza della propria efficacia e sulla immediata applicabilità.

Così facendo, i principi non fungono solamente da criteri guida cui i poteri pubblici devono conformarsi, ma altresì come norme che vincolano l'interprete.
La norma costituzionale in esame sancisce il principio culturale ed ambientalista cui lo Stato deve tendere. Essa è posta in simbiosi con l'art. 117, che attribuisce alle Regioni la promozione, l'organizzazione delle attività culturali e la ricerca scientifica e tecnologica.

La Costituzione proclama l'assoluta libertà della cultura, in tutte le forme in cui si esprime, e l'autonomia delle strutture che alla promozione della stessa o alla ricerca scientifica e tecnica si dedicano. L'intervento dei pubblici poteri non può intaccare la libertà di chi fa cultura o ricerca, anche perché solo salvaguardando tale libertà è possibile indirizzare il progresso spirituale del Paese verso la promozione dell'uomo, così come richiesto dal principio personalistico che permea l'intera Costituzione. L'attività di ricerca, d'altra parte, è indispensabile per rinnovare i contenuti dell'insegnamento [v. 34], favorire l'elevazione professionale dei lavoratori e assicurare una sempre più adeguata sicurezza sociale [v. 32] e sul lavoro [v. 35]. L'intervento promozionale della Repubblica deve sempre ricercare un equilibrio costituzionalmente compatibile con la libertà della cultura e della ricerca, evitando che queste ultime siano soggette a direttive e imposizioni del potere politico o si sviluppino del tutto sganciate dal contesto della società e dei suoi problemi.

Troviamo nella norma due principi fondamentali:

  • la tutela del paesaggio e dei beni culturali ed ambientali, grazie ai quali la Repubblica si deve attivare per permetterne lo sviluppo e la promozione. Soprattutto, per quanto concerne il paesaggio, è stato sostenuto che la tutela consiste nella regolazione cosciente degli interventi, nella direzione della costruzione del paesaggio, nella scelta fra i diversi interessi e le diverse possibilità di uso e di destinazione (PREDIERI). I beni culturali devono invece non solo essere preservati, ma anche valorizzati, consentendone la massima fruibilità da parte dei consociati. Anche per quanto riguarda l'ambiente, la promozione da parte dello Stato non si ferma al mero riconoscimento del valore intrinseco dei beni ambientali, ma si prevede anche la valorizzazione degli aspetti educativi e culturali in merito;

  • la promozione e lo sviluppo della cultura e della ricerca, attraverso la valorizzazione il progresso culturale, scientifico e tecnico del Paese, salvaguardando in ogni caso la libertà dell'arte e della scienza.

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