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Smart working 2024, novitÓ per i dipendenti privati, addio al lavoro agile e nessuna ulteriore proroga: ecco le date

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Smart working 2024, novitÓ per i dipendenti privati, addio al lavoro agile e nessuna ulteriore proroga: ecco le date
Scadenza smart working al 31 marzo 2024: proroga sì o no?
Quando ci viene chiesto di pensare ad un aspetto positivo della pandemia, probabilmente la risposta che viene in mente a tutti è una sola: lo smart working.
L'emergenza sanitaria, difatti, ha fatto dilagare tale modalità di lavoro, apprezzata dai più. C'è chi preferisce comunque recarsi in ufficio, anche solo per avere un confronto con i colleghi e scambiare due chiacchiere durante una pausa caffè; in linea di massima, tuttavia, lavorare da casa comporta molti vantaggi. In primo luogo, si dorme di più e si evita lo stress di raggiungere fisicamente il luogo di lavoro. Di conseguenza, si risparmia anche, ad esempio sulla benzina o sui mezzi pubblici.
Come tutte le cose belle, però, anche lo smart working non dura per sempre, nemmeno per i lavoratori fragili.

Dovreste sapere, difatti, che per i lavoratori fragili, operanti sia nel settore pubblico che nel settore privato, con il D.L. n. 132/2023, convertito nella legge n. 170/2023, era stata prevista una proroga, sino al 31 dicembre 2023, della possibilità di svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile.
Successivamente, tale possibilità era venuta meno per i dipendenti della pubblica amministrazione, in quanto un'ulteriore proroga si è avuta solo per chi lavora nel privato.
In particolare, con l’art. 18-bis della Legge n. 191/2023, di conversione del D.L. n. 145/2023, il cosiddetto "Decreto Anticipi", è stato deciso che, nel settore privato, determinati soggetti potessero esercitare il diritto al lavoro agile sino al 31 marzo 2024.
Fino a questa data, difatti, per i dipendenti con figli minori di 14 anni e per i lavoratori fragili, previa certificazione del medico competente, è ancora ammesso lo smart working, a patto che tale modalità sia compatibile con la prestazione, che deve poter essere svolta da remoto.
Inoltre, per quanto riguarda i genitori di figli minori di 14 anni, è necessario un ulteriore requisito, ossia che nel nucleo familiare non ci sia altro genitore che non lavora, beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa.

Ebbene, al riguardo, il Movimento 5 Stelle ha presentato alla Camera degli emendamenti al Decreto Milleproroghe, finalizzati a prorogare e rendere strutturale lo smart working per i lavoratori fragili, operanti sia nel pubblico che nel privato. Tuttavia, tali proposte sono state respinte, a causa della mancanza di copertura finanziaria.
Proteste sono quindi arrivate dai parlamentari dei 5 Stelle, che hanno evidenziato le discriminazioni nei confronti dei fragili alle dipendenze della PA.
Per i dipendenti pubblici, difatti, così come per i lavoratori "super fragili", sia pubblici che privati, ossia i soggetti affetti da patologie e condizioni individuate dal decreto del Ministero della Salute del 4 febbraio 2022 e certificate dal medico competente, il diritto allo smart working è venuto meno con la scadenza del 31 dicembre 2023.
In merito ai super fragili, i datori di lavoro dovevano assicurare lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile anche adibendo i lavoratori a mansioni diverse tra quelle della medesima categoria o area di inquadramento, senza alcuna modifica, però, alla retribuzione spettante. Per loro, quindi, non sussisteva il requisito della compatibilità della prestazione con il lavoro da remoto.

Cosa succede, quindi, adesso?
Per i dipendenti privati, lo ribadiamo, la possibilità di smart working sussiste sino al 31 marzo 2024, per i soggetti e con le condizioni di cui si è detto. Successivamente, nel settore privato, lo smart working tornerà ad essere semplicemente un elemento di conciliazione tra vita lavorativa e vita privata, disciplinato dai contratti aziendali.

Per quanto riguarda, invece, i dipendenti pubblici, per i quali l'ultima proroga, appunto, è scaduta il 31 dicembre 2023, vi è una direttiva del 29 dicembre 2023, firmata dal Ministro Paolo Zangrillo, con cui si permette ai dirigenti responsabili, nell’ambito dell’organizzazione di ciascuna amministrazione, di concedere lo smart working, attraverso specifiche previsioni nell'ambito degli accordi individuali, al fine di salvaguardare i soggetti più esposti a situazioni di rischio per la salute.
In particolare, la direttiva evidenzia la necessità di garantire ai lavoratori che documentano “gravi, urgenti e non altrimenti conciliabili situazioni di salute, personali e familiari” la possibilità di svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile, anche derogando al criterio della prevalenza dello svolgimento della prestazione lavorativa in presenza.


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