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Partite IVA, in arrivo le lettere del Fisco se hai commesso uno di questi 25 errori nella dichiarazione 2025: ecco quali

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Partite IVA, in arrivo le lettere del Fisco se hai commesso uno di questi 25 errori nella dichiarazione 2025: ecco quali
Il provvedimento del 14 luglio 2026 individua 25 criteri di anomalia nei dati ISA del periodo d'imposta 2024, dal magazzino alle rimanenze ultrannuali. Ogni contribuente selezionato riceve al massimo tre segnalazioni, consultabili nel Cassetto fiscale prima della sospensione feriale degli invii del Fisco
Chi ha una partita IVA soggetta agli ISA e, nei giorni scorsi, ha trovato un avviso nuovo nel Cassetto fiscale farà bene a non ignorarlo. Con il provvedimento n. 208057 del 14 luglio 2026, l'Agenzia delle Entrate ha avviato l'invio delle lettere di compliance relative al periodo d'imposta 2024, quello confluito nella dichiarazione dei redditi presentata nel 2025. Ma quali errori sta davvero cercando il Fisco? La risposta arriva dall'allegato tecnico al provvedimento, un documento che elenca 25 tipologie di anomalia costruite incrociando i dati ISA con altre fonti dell'Anagrafe tributaria.
Chi riceve la comunicazione e quante segnalazioni contiene
I destinatari sono i titolari di partita IVA che applicano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), introdotti dall'art. 9-bis del d.l. 24 aprile 2017, n. 50. La selezione riguarda chi ha svolto un'attività soggetta agli ISA in tutte le annualità coinvolte dal singolo criterio; in diversi casi, la lente d’ingrandimento dell'Agenzia si estende all'intero triennio 2022-2024. Se per un contribuente vengono rilevate più anomalie, la lettera non le elenca tutte. Il provvedimento prevede, infatti, che la comunicazione contenga al massimo le tre tipologie ritenute più a rischio. Restano, invece, fuori dalla selezione i soggetti nel frattempo deceduti.
Le anomalie più diffuse, dal magazzino ai redditi incoerenti
La prima categoria riguarda le imprese in contabilità ordinaria con una durata delle scorte superiore al doppio della soglia massima prevista dal proprio indice. A questo si aggiungono rimanenze finali 2024 sopra i 10.000 euro, cresciute rispetto all'anno precedente, con un incremento superiore al 20% rispetto alla media degli acquisti del biennio 2022-2023. È il profilo tipico di un magazzino gonfiato per abbassare il reddito imponibile.
Un secondo gruppo di anomalie riguarda chi ha forzato i controlli di coerenza tra il modello Redditi 2025 e i dati trasmessi ai fini ISA. Il Fisco guarda alle differenze superiori a 2.000 euro sui controlli bloccanti, ossia quelli che, in teoria, non dovrebbero mai restare senza correzione.
Sotto osservazione anche le partite IVA che, per il triennio 2022-2024, hanno dichiarato la causa di esclusione legata al “periodo di non normale svolgimento dell'attività”, una formula talvolta usata in modo improprio per sottrarsi all'applicazione degli indici. Stessa logica di controllo per chi ha dichiarato un inizio attività incompatibile con la data di apertura della partita IVA risultante in Anagrafe tributaria, o ha indicato la cessazione dell'attività per due annualità nello stesso triennio.
Il confronto con la Certificazione Unica e le altre banche dati
Buona parte dei criteri restanti nasce dal confronto automatico tra il modello ISA e documenti che il contribuente non compila direttamente. È il caso della Certificazione Unica, usata per verificare se chi si è dichiarato lavoratore dipendente o pensionato nel modello ISA risulti davvero tale nei dati trasmessi dal sostituto d'imposta. La stessa fonte serve a controllare se i compensi indicati nel quadro dei dati contabili coincidano con quelli certificati da chi ha pagato la prestazione e se il numero di incarichi professionali dichiarato corrisponda a quello desumibile dalla C.U. o dalle fatture elettroniche emesse nell'anno.
Altri criteri sono più settoriali e riguardano il trasporto merci su strada, la consulenza finanziaria fuori sede, gli intermediari del commercio, l'edilizia, con le incongruenze tra subappalti dichiarati ai fini IVA e costi indicati negli ISA, e i canoni di locazione desunti dal modello RLI confrontati con gli “altri proventi” del quadro contabile. Chiude l'elenco il criterio dei contribuenti che, pur avendo un punteggio di affidabilità pari o superiore a 8, non hanno utilizzato i dati precalcolati messi a disposizione dall'Agenzia.
Dove trovare la lettera e come rispondere
Le anomalie non compaiono mai nel testo delle e-mail o delle PEC di avviso. La segnalazione resta consultabile solo nel Cassetto fiscale, alla sezione “Consultazioni - ISA/studi di settore Comunicazioni anomalia”, raggiungibile con le proprie credenziali o tramite l'intermediario delegato. Chi ha registrato un indirizzo PEC riceve comunque un avviso di cortesia dalle caselle istituzionali complianceISA1@pec.agenziaentrate.it e complianceISA2@pec.agenziaentrate.it, mentre l'intermediario con delega in dichiarazione viene informato anche tramite Entratel.
Per fornire chiarimenti o segnalare elementi che il Fisco non conosceva, l'unico canale ammesso è il Software Comunicazione anomalie ISA 2026, scaricabile gratuitamente dal sito dell'Agenzia. Se l'anomalia risulta invece fondata, resta aperta la strada della regolarizzazione spontanea, con il ravvedimento operoso disciplinato dall'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, che riduce le sanzioni tanto più quanto prima interviene la correzione.


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