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Legge 104, arrivano dieci ore di permesso retribuito in più: ecco chi ne ha diritto e chi è escluso

Legge 104, arrivano dieci ore di permesso retribuito in più: ecco chi ne ha diritto e chi è escluso
Entro il 31 marzo le Pubbliche Amministrazioni devono comunicare al Dipartimento della Funzione pubblica i dati dei dipendenti beneficiari dei permessi 104
La rilevazione dei permessi ex art. 33 Legge 104 rappresenta un obbligo per le Pubbliche Amministrazioni, che devono trasmettere i dati relativi alle ore di permesso utilizzate dai propri dipendenti.

Il monitoraggio riguarda sia i permessi fruiti, sia quelli non utilizzati dai dipendenti pubblici che rientrano nelle seguenti categorie:
  • titolari del beneficio per disabilità personale;
  • caregiver che assistono persone con disabilità grave (art. 33, commi 2 e 3, L. 104/1992).
Sono invece esclusi dalla rilevazione i congedi straordinari, sia per uso personale sia per assistenza a familiari.

La comunicazione dei dati tramite il portale PerlaPA non costituisce un mero adempimento formale, ma risponde a obiettivi precisi stabiliti dalla normativa (in particolare dall’art. 24 della L. 183/2010).
Il Dipartimento della Funzione Pubblica utilizza le informazioni raccolte per alimentare una banca dati nazionale che consente di:
  • verificare il corretto utilizzo delle agevolazioni;
  • prevenire e contrastare eventuali abusi;
  • garantire che i benefici siano effettivamente destinati al sostegno delle persone con disabilità.

I dati raccolti, nel rispetto della normativa sulla privacy, contribuiscono inoltre al sistema degli open data, permettendo l’elaborazione di statistiche sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sulla diffusione delle tutele nel settore pubblico.

L’adempimento riguarda le amministrazioni pubbliche individuate dal decreto legislativo n. 165 del 2001 (Testo unico sul pubblico impiego), tra cui:
  • ministeri;
  • enti pubblici nazionali;
  • regioni ed enti locali;
  • istituzioni scolastiche;
  • aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale.

Sono queste amministrazioni a dover inserire i dati relativi ai dipendenti che usufruiscono dei permessi previsti dall’articolo 33 della legge 104, fino a tre giorni mensili.

Si ricorda inoltre che, a partire dal 2026, per espressa previsione dell’art. 2 della L. n. 106 del 2025, i lavoratori affetti da malattie oncologiche in fase attiva o in follow-up precoce, così come quelli con patologie croniche o invalidanti e un’invalidità riconosciuta pari o superiore al 74% potranno usufruire di dieci ore retribuite aggiuntive all’anno.

Queste ore, che si sommano ai tre giorni mensili previsti dalla legge 104, potranno essere utilizzate esclusivamente per:
  • esami clinici;
  • visite specialistiche;
  • analisi di laboratorio;
  • cure mediche frequenti.
Per accedervi sarà necessaria la prescrizione del medico curante o di uno specialista.
La misura si estende anche ai genitori di figli minori nelle stesse condizioni cliniche. Tuttavia, l’ambito soggettivo dei beneficiari si ferma qui: sono esclusi, ad esempio, i figli adulti che assistono genitori anziani con malattie oncologiche o invalidità gravi, così come i coniugi che si prendono cura del proprio partner. Per queste figure restano in vigore soltanto i tre giorni mensili della legge 104.

Più chiaramente:
  • un lavoratore con diagnosi oncologica e invalidità al 75% potrà usufruire delle ore aggiuntive;
  • una dipendente con patologia cronica ma invalidità al 60% resterà esclusa;
  • un genitore con figlio malato oncologico potrà beneficiarne;
  • un figlio adulto che assiste un padre anziano malato non avrà diritto alle ore extra.

Il meccanismo di riconoscimento dell’indennità resta invariato: nel settore privato l’indennità è anticipata dal datore di lavoro e conguagliata con l’INPS, mentre nel pubblico viene erogata direttamente dall’amministrazione.

Per chi vi ha diritto, queste dieci ore rappresentano un supporto concreto, evitando di dover attingere a ferie o permessi non retribuiti. Tuttavia – si ribadisce - la portata della misura è limitata: non si tratta di un’estensione generale ai caregiver, ma di un intervento circoscritto a una platea ben definita.


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