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Dipendenti pubblici, ecco come lavorare in una pubblica amministrazione senza fare un concorso: i casi in cui è previsto

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Dipendenti pubblici, ecco come lavorare in una pubblica amministrazione senza fare un concorso: i casi in cui è previsto
Hai il sogno di lavorare in una pubblica amministrazione? E speri in una strada alternativa, poco complicata e soprattutto meno lunga e farraginosa delle procedure concorsuali? Tutto questo è possibile: scopriamo insieme come
In via generale agli impieghi pubblici si accede mediante concorso.

Il principio è stabilito dalla Costituzione all’art. 97 ed è definito costantemente dalla giurisprudenza costituzionale come la regola ordinaria di provvista del personale delle amministrazioni pubbliche, in quanto soddisfa i seguenti requisiti:
  • natura comparativa della procedura;
  • natura aperta e trasparente della procedura;
  • congruità della procedura ad accertare i requisiti che consentono lo svolgimento delle mansioni.

La giurisprudenza costituzionale precisa anche che il principio del concorso pubblico vale sia per le assunzioni dall’esterno, sia in relazione alla attribuzione di un inquadramento di livello superiore di personale già in servizio presso la pubblica amministrazione.

Sono previste deroghe?
Questa regola del concorso pubblico non è assoluta ma relativa, in quanto il principio del pubblico concorso può andare incontro ad eccezioni.
Sul punto la Corte costituzionale richiede invero “peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico”, “che consentono al legislatore di derogare al principio costituzionale del concorso pubblico” (Corte Cost., sent. 195/2010; 156/2011).

Ma in quali casi ciò è previsto?

Il D. Lgs. 165/2001 (Testo unico del pubblico impiego), all’art. 35, una volta confermato che il meccanismo di reclutamento avviene tramite procedure selettive, volte all'accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l'accesso dall'esterno ovvero tramite, prevede le seguenti modalità in casi specifici:
  • avviamento degli iscritti negli elenchi anagrafici (le vecchie liste di collocamento) per le qualifiche e i profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo, facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità;
  • chiamata numerica, in riferimento alle assunzioni obbligatorie da parte delle amministrazioni pubbliche, aziende ed enti pubblici dei soggetti di cui alla L. 68/1999 (legge sul collocamento mirato). In questo caso l’assunzione è subordinata a alla previa verifica della compatibilità dell'invalidità con le mansioni da svolgere;
  • chiamata diretta nominativa per le categorie protette di cui alla L. 407/1998 (vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, nonché delle vittime del dovere e dei figli e orfani delle vittime).

Da ultimo il meccanismo del concorso pubblico è stato in parte superato dal D.L. 44/2023 laddove ha previsto che, fino al 31 dicembre 2026, con l’apprendistato le amministrazioni possono reclutare giovani laureati fino al 10% delle proprie capacità assunzionali, percentuale che sale al 20% per Comuni, Unioni di Comuni, Province e Città metropolitane.
Il contratto, della durata massima di 36 mesi, prevede l’inquadramento nell’area dei funzionari. Alla scadenza è prevista l’assunzione a tempo indeterminato per chi ha ricevuto, con tanto di relazione motivata, una valutazione positiva del servizio prestato. Le selezioni, articolate su una prova scritta anche a contenuto teorico-pratico e una orale, avvengono su base territoriale. Tra i principali criteri di valutazione anche l’età, che non può essere superiore ai 24 anni, il voto di laurea, la regolarità del percorso di studi, nonché eventuali esperienze professionali e competenze in materia di organizzazione e gestione della pubblica amministrazione acquisite durante gli studi.

Il motivo di tale rivoluzionaria previsione?
La risposta è stata fornita dal Ministro Zangrillo: “Abbiamo bisogno delle nuove generazioni e delle loro energie e capacità per velocizzare il processo di innovazione e di digitalizzazione della Pubblica amministrazione. Il contratto di apprendistato crea un ponte con le Università e i nostri uffici, per dotarli delle competenze necessarie a fornire a cittadini e imprese servizi al passo con i tempi, sempre più efficaci ed efficienti e adeguati alle loro nuove esigenze”.


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