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Detrazioni fiscali 2026, rischi di perdere i rimborsi sulle spese mediche se il tuo reddito è basso: ecco cosa devi fare

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Detrazioni fiscali 2026, rischi di perdere i rimborsi sulle spese mediche se il tuo reddito è basso: ecco cosa devi fare
Interventi dal dentista, farmaci o visite specialistiche non producono alcun rimborso per taluni contribuenti. Ecco cosa è possibile fare
Molti contribuenti sono convinti che farmaci e visite mediche rappresentino una delle poche certezze quando si parla di detrazioni fiscali. In realtà, questa convinzione è solo parzialmente corretta: la normativa prevede alcuni limiti che possono impedire di recuperare, anche solo in parte, le spese sostenute per la salute.

L’Agenzia delle Entrate riconosce una detrazione IRPEF del 19% su diverse spese sanitarie, tra cui:
  • visite dal medico di base e prestazioni omeopatiche;
  • acquisto di farmaci (con o senza prescrizione);
  • visite specialistiche ed esami diagnostici;
  • interventi chirurgici e ricoveri;
  • cure termali (esclusi viaggio e soggiorno);
  • dispositivi medici e protesi;
  • fisioterapia e prestazioni riabilitative;
  • assistenza infermieristica o da personale qualificato.

Anche i ticket pagati nel Servizio Sanitario Nazionale sono detraibili.

Ma quando le spese mediche non si possono detrarre?

La regola generale – si è visto - prevede una detrazione del 19% su tutte le spese sanitarie riconosciute, ma con un'importante precisazione: la detrazione scatta solo sulla parte che supera la cosiddetta franchigia di 129,11 euro. Questo significa che, se nell'anno hai sostenuto 400 euro di spese mediche detraibili, il 19% viene calcolato su 270,89 euro e non sull'intera somma, ovvero ottieni circa 51,47 euro di rimborso.

Se durante l’anno non si supera questa soglia, non si ha diritto ad alcuna detrazione.

Un altro ostacolo alla detrazione riguarda i cosiddetti “incapienti”, cioè chi ha un reddito così basso da rientrare nella no tax area (pari circa a 8.500 euro annui) e non pagare IRPEF.
In questi casi:
  • non c’è imposta da ridurre;
  • quindi la detrazione non produce alcun rimborso.

Come evitare allora di perdere la detrazione?
Devi sapere che, anche quando non si ha diritto al beneficio, esistono alcune soluzioni legali.

1. Coinvolgere un familiare “capiente”
Se la spesa è sostenuta da un familiare con reddito sufficiente, può essere lui o lei a portarla in detrazione, a condizione che vengano rispettati i requisiti fiscali. Nel caso di familiari incapienti con patologie esenti, è possibile detrarre le spese fino a un limite annuo, seguendo le regole previste nel modello 730.

2. Pianificare le spese
Per chi rischia di non superare la franchigia può essere utile concentrare le spese nello stesso anno, oppure farle sostenere a un familiare che sicuramente supera la soglia.

Si rammenta che non basta conservare qualsiasi scontrino della farmacia: per detrarre i farmaci è indispensabile il cosiddetto "scontrino parlante", ovvero uno scontrino fiscale che contenga tre elementi obbligatori: il codice fiscale del contribuente, la natura del prodotto (deve essere identificato come farmaco) e la quantità acquistata. Se anche solo uno di questi dati manca, l'Agenzia delle Entrate può legittimamente negare la detrazione in sede di controllo. Lo stesso principio vale per le fatture emesse da medici o strutture private: devono riportare in modo chiaro la prestazione effettuata e i dati del paziente. Un documento incompleto equivale, di fatto, a nessun documento. Questo è il motivo per cui è sempre consigliabile verificare sul momento la correttezza di scontrini e ricevute, piuttosto che accorgersene a distanza di mesi, quando è troppo tardi per rimediare.


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