La modifica centrale riguarda l'art. 12 del T.U.I.R., in particolare il comma 4-ter. Secondo la bozza in esame, il requisito della convivenza non sarà più necessario per poter detrarre le spese sostenute a favore dei figli, indipendentemente dall'età. Questo significa che anche i genitori il cui figlio maggiorenne, o addirittura over 30, vive altrove per motivi di studio o lavoro potranno finalmente accedere agli sconti fiscali previsti dalla legge, senza dover dimostrare di coabitare. Le nuove regole si applicherebbero già a partire dal periodo d'imposta in corso al 20 dicembre 2025, con effetti concreti quindi già nel modello 730/2026 e nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno 2025.
Chi sono i figli interessati dalla nuova norma
Il testo in bozza estende il beneficio a tutti i figli, compresi quelli nati fuori dal matrimonio, ma riconosciuti, i figli adottivi, affiliati e affidati. Non è previsto alcun limite anagrafico: la detrazione per le spese sostenute spetta a prescindere che il figlio abbia 20 o 40 anni, purché risulti fiscalmente a carico del contribuente secondo i parametri reddituali ordinari.
Per il coniuge non cambia nulla, in quanto la convivenza non è mai stata un requisito per accedere alle detrazioni a suo favore.
Le regole invariate per ascendenti e altri parenti
Per tutti gli altri familiari indicati dall'art. 433 del c.c., il vincolo della convivenza rimane in vigore senza eccezioni. Per detrarre le spese sostenute a favore di genitori, nonni, bisnonni, fratelli e sorelle, è ancora necessario che gli stessi convivano con il contribuente, oppure che quest'ultimo versi loro un assegno alimentare volontario. Chi, ad esempio, sostiene le spese mediche di un genitore anziano che vive in un'altra città senza un accordo alimentare formale, non potrà usufruire della detrazione.
Il terzo intervento in pochi mesi
Quello contenuto nella bozza del decreto omnibus sarebbe il terzo correttivo in meno di un anno e mezzo sulle medesime norme. La Legge di Bilancio 2025 aveva introdotto il limite anagrafico dei 30 anni per le detrazioni IRPEF legate ai figli a carico, eliminando di fatto ogni agevolazione per i figli più grandi. Successivamente, il d.lgs. n. 192 del 18 dicembre 2025 era intervenuto per correggere una conseguenza non voluta di quella riforma, ripristinando la possibilità di detrarre le spese per i figli over 30 e per altri familiari a carico. Ora arriva questo ulteriore aggiustamento, che punta a rimuovere il requisito della convivenza almeno per i figli.