Il primo grande cambiamento riguarda il perimetro dei soggetti che possono effettivamente beneficiare delle detrazioni. Il Fisco continua a considerare familiari a carico coloro che non superano la soglia di reddito di 2.840,51 euro, limite che sale a 4.000 euro per i figli fino ai 24 anni, ma introduce una variabile inedita per chi guadagna più di 75.000 euro annui. Per questi contribuenti, il tetto massimo di oneri detraibili non è più libero, ma viene inserito in un sistema di coefficienti che premiano la numerosità del nucleo.
Chi si trova nella fascia tra 75.000 e 100.000 euro parte da una base di 14.000 euro, che scende a 8.000 euro per chi supera i 100.000 euro di reddito complessivo. Tuttavia, queste cifre sono solo i massimali teorici: l'effettiva spesa scaricabile viene determinata moltiplicando tali importi per coefficienti specifici. Un contribuente senza figli, ad esempio, applica lo 0,50%, vedendo il proprio tetto massimo crollare a 7.000 euro (o a 4.000 se supera i 100.000 di reddito). La presenza di un solo figlio alza il coefficiente allo 0,70%, portando il tetto a 9.800 o 5.600 euro a seconda della fascia di reddito. Con due figli si arriva allo 0,85%, ovvero 11.900 o 6.800 euro di spese ammesse, mentre solo chi ha tre o più figli, o almeno un figlio con disabilità accertata, può vantare il coefficiente pieno dell'1%, saturando il massimale di 14.000 o 8.000 euro.
Particolarmente impattante è, altresì, la decisione di eliminare le detrazioni per i figli a carico che hanno superato i 30 anni, con la sola eccezione dei soggetti affetti da disabilità. Nonostante queste restrizioni, il catalogo delle spese detraibili nel Quadro E del Modello 730/2026 resta vastissimo, seppur vincolato alla tracciabilità totale dei pagamenti. Oltre alle consuete spese sanitarie, soggette alla storica franchigia di 129,11 euro, il contribuente può recuperare oneri per l'assistenza personale in caso di non autosufficienza, per i servizi di interpretariato dei soggetti sordi e per l'acquisto di veicoli o cani guida per disabili. Anche le spese per i disturbi specifici dell'apprendimento (DSA), sia per minori che per maggiorenni, trovano spazio nel riordino fiscale, così come i premi assicurativi sulla vita, contro gli infortuni o a tutela del rischio di non autosufficienza e calamità.
La vita quotidiana e la formazione dei giovani occupano una sezione rilevante delle agevolazioni. Le spese di istruzione, che comprendono asili nido, università e master, vedono il proprio limite salire a 1.000 euro, a cui si aggiungono le detrazioni per i canoni di locazione degli studenti fuori sede e gli abbonamenti ai trasporti pubblici locali e regionali. Le famiglie possono “scaricare” anche le attività sportive dei ragazzi, le iscrizioni ai conservatori o agli istituti AFAM e persino i contributi versati per il riscatto degli anni di laurea dei familiari a carico. Non mancano oneri legati alla gestione del patrimonio e degli affetti, come gli interessi sui mutui per l'abitazione principale, i compensi versati agli intermediari immobiliari, le spese notarili e quelle condominiali, fino ad arrivare alle spese funebri e a quelle veterinarie. Anche i costi per il leasing immobiliare destinato all'abitazione principale e le spese per la manutenzione di beni soggetti a regime vincolistico rientrano nella lista, a patto di rispettare gli obblighi di protezione e restauro previsti dalla legge.
Un aspetto di grande interesse riguarda le erogazioni liberali, che nel 730/2026 mantengono percorsi differenziati. Mentre la maggior parte delle donazioni a favore di istituti scolastici, popolazioni colpite da calamità, associazioni sportive dilettantistiche, Onlus, Enti del Terzo Settore e fondazioni culturali o musicali gode di un'aliquota del 19%, le donazioni ai partiti politici beneficiano di un più generoso 26%. Anche le somme donate al parroco, se effettuate con strumenti tracciabili come il bonifico, possono rientrare tra gli oneri detraibili al 26% ai sensi del TUIR.
La Legge di Bilancio 2025 è intervenuta anche sulle detrazioni per gli interventi in edilizia, con tagli drastici che introducono una discriminazione netta tra gli immobili. Le aliquote per Ecobonus, Sismabonus, Bonus Ristrutturazioni e Bonus Mobili restano integre solo per l'abitazione principale, mentre per le seconde case e le proprietà ulteriori si assiste a una riduzione della percentuale di agevolazione che ne compromette la convenienza. Restano comunque attivi il Bonus Verde (fino a 5.000 euro di spesa al 36%), il Bonus Sicurezza e quello per l'abbattimento delle barriere architettoniche.
Un elemento fondamentale di garanzia per il contribuente è rappresentato dalla possibilità di correggere gli errori del passato. Se una detrazione spettante è stata dimenticata, la Corte di Cassazione (ord. n. 14889 del 28 maggio 2024) ha confermato il diritto di recuperarla entro 5 anni, presentando una dichiarazione integrativa. Questo significa che il beneficio non è perso per sempre, ma può essere riscattato anche se non era stato menzionato nella dichiarazione ordinaria originale.
Infine, il nuovo Modello 730 introduce una novità procedurale nel Quadro E: la casella del riordino delle detrazioni non automatizzato. Barrando questa opzione, il contribuente assume il controllo diretto sulla selezione delle spese da imputare al calcolo, assicurandosi di non superare il massimale imposto dal quoziente familiare senza, però, rinunciare alla flessibilità di scegliere quali voci privilegiare.