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Cosa fare se si riceve un bonifico per errore? Attento alle truffe e a non commettere il reato di appropriazione indebita

Cosa fare se si riceve un bonifico per errore? Attento alle truffe e a non commettere il reato di appropriazione indebita
Il bonifico non era per te: come scoprire le truffe e cosa fare per evitare il reato di appropriazione indebita
Ti accorgi di aver ricevuto un bonifico sul conto corrente. C’è solo un problema: non sei tu il destinatario di quella somma.

Potresti avere la tentazione di tenerti quei soldi. D’altronde, come dice quel proverbio? L’occasione fa l’uomo ladro. In realtà, però, devi fare attenzione a quello che fai in situazioni di questo tipo. Potresti avere qualche problema, anche legale. Ti spieghiamo allora come comportarti nel caso in cui tu riceva un bonifico che non era destinato a te.

Innanzitutto, occhio alle truffe.

Può succedere di sbagliare nel fare un bonifico. Pensa che basta confondere un numero o una lettera del codice IBAN e il denaro viene trasferito ad un soggetto diverso dal legittimo destinatario.

Il problema è che quella del bonifico sbagliato con annessa richiesta di restituzione dei soldi sta diventando una truffa molto diffusa: il truffatore fa un bonifico bancario sul conto corrente della vittima, facendole credere che sia stato un errore, e chiede la restituzione della somma.

Come riconoscere una truffa?

Non è la richiesta di restituzione del denaro a fare la differenza. Infatti, il soggetto, che ha commesso un errore nel fare un bonifico, ha comunque diritto ad avere i soldi indietro.

Però, spesso, quando si tratta di truffa, è probabile che questa richiesta venga fatta con un messaggio via e-mail o via sms. E, solitamente, il malvivente chiede che il denaro sia restituito non sul conto corrente da cui è partito il bonifico sbagliato, ma su un altro e diverso conto.

E sai perché? È probabile che il conto corrente, da cui è stato fatto “per errore” il bonifico, sia di una persona che, prima di te, è stata vittima di questa frode.

È il phishing: con un’e-mail in cui c’è un link da cliccare per procedere alla restituzione del denaro, il truffatore raccoglie i tuoi dati personali per utilizzare la tua identità per altre truffe. Peraltro, è un inganno che può essere fatto tramite e-mail, ma anche tramite sms (e si parla di smishing) o con telefonate (è il vishing).

Ecco perché, se capisci di essere vittima di una possibile truffa, devi denunciare il fatto alle Forze dell’Ordine.

E se truffa non è, non credere di poter fare finta di niente e tenerti i soldi. Corri il pericolo di una condanna penale.

Il codice penale (art. 646 del c.p.) punisce chi si appropria del denaro di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso per procurarsi un ingiusto profitto.
È la stessa Cassazione (sent. n. 11950/2022) a dire che c’è il reato di appropriazione indebita quando un soggetto, che ha ricevuto per errore sul proprio conto un bonifico destinato ad altri, decide di tenere per sé i soldi ricevuti. Questo perché, come detto, chi ha errato nel fare il bonifico ha diritto a riavere i soldi.

Forse non sai che, per la legge, chi ha sbagliato può chiedere l’annullamento del bonifico: cioè, la cancellazione del trasferimento.
Però, l’annullamento deve essere chiesto in tempi molto stretti e, se il bonifico non è più annullabile, si deve iniziare la procedura di richiamo del bonifico: cioè, su richiesta di chi ha sbagliato l’accredito, la banca chiederà alla banca del destinatario di procedere al c.d. recall del bonifico stesso. Se il bonifico non è stato ancora accreditato, le banche si accordano per poter restituire la somma. Al contrario, se il bonifico è stato già accreditato, bisognerà ottenere il consenso del destinatario del bonifico errato.

La pena per l’appropriazione indebita? Una condanna alla reclusione da due a cinque anni e la multa da 1.000 a 3.000 euro.

È inutile fare il furbo perché potresti avere problemi molto seri.


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