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Il tassista furbo sceglie il percorso pił lungo? Scatta la sospensione o la revoca della licenza da parte del Comune

Il tassista furbo sceglie il percorso pił lungo? Scatta la sospensione o la revoca della licenza da parte del Comune
Se il tassista prolunga in modo fraudolento il tragitto, scegliendo di percorrere il percorso più lungo al posto di quello più breve, al solo scopo di aumentare gli scatti del tassametro e incrementare il proprio guadagno, il cittadino truffato ha la possibilità di segnalare tale comportamento scorretto al Comune, il quale potrà procedere alla sospensione o alla revoca della licenza.

In proposito, infatti, è intervenuta una interessante pronuncia del Consiglio di Stato, che con la recente sentenza n. 4866 del 2016, ha chiarito come queste misure sanzionatorie trovano fondamento nell'obbligo per l'Amministrazione comunale di tutelare i soggetti che utilizzano il servizio taxi, allo scopo di tutelare, in questo modo, l'interesse pubblico collettivo.

Va osservato, che il potere del Comune di sanzionare il tassista che truffi l’utente è molto ampio e non si fonda necessariamente su una specifica norma.
Indipendentemente, quindi, dall’esistenza di una legge specifica in materia, il cittadino truffato ha la possibilità di fare la segnalazione al Comune, in quanto è dovere generale dell'Amministrazione comunale tutelare l'interesse dei propri cittadini.

Il problema che si può porre per l'utente è, come intuibile, quello di accorgersi effettivamente del fatto che il tassista abbia percorso il tragitto più lungo per arrivare a destinazione, soprattutto nel caso in cui ci si trovi in una città che non si conosce. Tipico il caso del turista.
Va osservato che, comunque, se un tempo accorgersi di questa truffa poteva risultare quasi impossibile per i viaggiatori forestieri, oggi invece i moderni strumenti tecnologici sono di notevole aiuto allo scopo: si pensi alle diverse applicazioni degli smartphone di navigazione satellitare (una su tutte, Google maps), che consentono, tra le altre cose, anche di calcolare il percorso più breve per arrivare alla destinazione desiderata.
Addirittura, alcune applicazioni consentono anche di individuare il numero di licenza del tassista, oltre che di scrivere una recensione da condividere nei social.
È chiaro, quindi, che nel caso in cui l'utente riscontri una notevole differenza tra il tempo di percorrenza calcolato dal navigatore satellitare del proprio telefonino e quello effettivamente trascorso, possono sussistere i presupposti per la segnalazione al Comune.

Attenzione però: il solo tempo di percorrenza non è sufficiente a far scattare la sanzione da parte del Comune, in quanto è necessario anche valutare altri elementi che possono incidere sui tempi di percorrenza.
Occorre, quindi, procedere ad una valutazione complessiva delle circostanze, tenendo in considerazione anche la situazione del traffico o, ad esempio, eventuali lavori in corso o divieti stradali, che possono incidere sulle tempistiche della corsa.

L'ordinamento prevede anche un altro strumento di tutela per l'utente, che è rappresentato dalla possibilità di rifiutare di procedere al pagamento del tassista che abbia tentato di truffarlo.
Anche in questo caso, però, bisogna prestare attenzione, perché nel caso in cui si arrivi ad avviare un procedimento davanti al Tribunale, se il giudice dovesse ritenere che non c’è stata nessuna truffa da parte del tassista, l'utente, oltre ad essere condannato al risarcimento dei danni lamentati dal tassista, potrebbe, in base c.d. principio della soccombenza, essere costretto a pagare alla controparte le spese del giudizio

Redazione Giuridica

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