In sintesi, tale mutuo consiste un un finanziamento richiesto dal condominio, tramite l'amministratore e previa approvazione dell'assemblea, per sostenere spese straordinarie sulle parti comuni dell'edificio.
A differenza di un mutuo tradizionale non è intestato a una persona fisica e il debitore è il condominio nel suo complesso. Inoltre, il rimborso avviene attraverso i singoli condomini, in base ai rispettivi millesimi di proprietà. In sostanza, la banca eroga la somma necessaria a eseguire i lavori, mentre i condomini restituiscono il prestito nel corso del tempo, pagando rate proporzionate alla propria quota. Il condominio può scegliere tra il mutuo ipotecario, recante una garanzia sulle unità immobiliari, e il mutuo chirografario senza ipoteca ma, spesso, con tassi più alti.
Come suddetto, questo mutuo si rivela utile (o necessario) quando gli interventi sono urgenti o non più rinviabili. Tra i lavori più frequenti troviamo ad esempio:
- la riparazione o sostituzione del tetto;
- il rifacimento della facciata (intonaco, balconi, tinteggiatura);
- gli interventi di isolamento termico ed efficientamento energetico;
- l'installazione di ascensori o montascale;
- la realizzazione di box, garage o altre strutture comuni.
La procedura di ottenimento prevede una delibera assembleare al termine di una riunione dei condomini, espressamente fissata dall'amministratore ai sensi dell'art. 1136 del c.c.. In questa sede, il professionista presenta i preventivi e illustra i costi. Per approvare è comunque necessaria la maggioranza degli intervenuti, con almeno 500 millesimi per manutenzioni straordinarie o 2/3 dei millesimi per interventi più rilevanti (innovazioni).
La fase successiva è la scelta della banca. Il condominio confronterà più offerte per individuare quella più conveniente. Una volta trovata, al fine della concessione effettiva del mutuo, sarà compito dell'istituto di credito compiere l'istruttoria, valutando regolarità della delibera assembleare, preventivi dei lavori, situazione economica del condominio, eventuale morosità e capacità di rimborso complessiva. Nel caso la verifica sui requisiti non fosse pienamente soddisfacente, la banca potrebbe riservarsi di chiedere garanzie aggiuntive.
In seguito, una seconda assemblea condominiale avrà il compito di esprimersi su contratto, tasso, durata e condizioni economiche. Soltanto dopo questa approvazione finale sull'offerta ricevuta dalla banca, sarà possibile procedere alla stipula e all'erogazione del mutuo. Se la delibera viene approvata con le maggioranze previste, sarà obbligatoria per tutti e anche per chi ha votato contro o era assente. Ma il condomino contrario potrà valutare di impugnarla.
A questo punto la domanda sorge spontanea: che cosa succede se qualcuno non paga? Ebbene, qui emerge uno dei punti più delicati. In proposito, le clausole del mutuo possono prevedere sia la responsabilità solidale, con cui la banca può chiedere agli altri condomini di coprire la quota del moroso, sia la responsabilità parziaria secondo cui ognuno risponde solo per la propria quota. Il condominio può comunque agire contro il moroso con gli strumenti del decreto ingiuntivo e del pignoramento. Nei casi più gravi, è ammessa la vendita forzata dell'immobile. Un condomino in difficoltà può però tutelarsi chiedendo una rateizzazione interna in assemblea, o rinegoziando con la banca.
Ricapitolando, tra i principali benefici del mutuo condominiale troviamo la possibilità di realizzare lavori altrimenti impossibili ed evitare richieste immediate di grandi somme. Inoltre, il meccanismo distribuisce la spesa nel tempo e semplifica la gestione (un unico finanziamento), non impedendo l'accesso a bonus fiscali.