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Codice della Strada, rischi fino a 1.000 euro di multa se usi il cellulare al semaforo rosso: lo dice la Cassazione

Codice della Strada, rischi fino a 1.000 euro di multa se usi il cellulare al semaforo rosso: lo dice la Cassazione
Capita a tutti: il semaforo diventa rosso e la tentazione di dare un'occhiata al telefono è fortissima. Per alcuni è proprio incontenibile, anche solo per controllare i like e i commenti ricevuti all’ultimo post condiviso sui social, quindi senza alcuna urgenza reale. Ma attenzione, perché questa abitudine può costare cara. Vediamo cosa prevede la legge e quali rischi si corrono
L'art. 173 del Codice della strada vieta al conducente di utilizzare durante la marcia smartphone, tablet, computer portatili e dispositivi simili, ogni volta che questo comporti l'allontanamento delle mani dal volante, anche solo per un istante. Vietate anche le cuffie sonore, salvo eccezioni per le forze dell'ordine.

Esiste però una via d'uscita: l'uso degli apparecchi è consentito a viva voce o tramite auricolari, a patto che il conducente abbia un udito adeguato da entrambe le orecchie e non debba usare le mani per interagire. In pratica, telefonare tramite il bluetooth dell'auto o con comandi vocali è ammesso; impugnare il telefono no. Chi viene sorpreso a commettere la violazione rischia una sanzione da 250 a 1.000 euro, oltre alla sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi.

Auto ferma al semaforo: vale lo stesso divieto?

Qui arriva il punto più interessante, e spesso fonte di equivoci. Molti pensano che, essendo il veicolo fermo, la norma non si applichi più, dato che parla espressamente di "uso durante la marcia". Un ragionamento che sembra logico, ma che la Cassazione ha smontato con l'ordinanza n. 23331 del 23 ottobre 2020.

Secondo i giudici, il divieto resta valido anche quando il veicolo è temporaneamente fermo, ad esempio a un incrocio o davanti a un semaforo rosso. Sarebbe infatti assurdo, sottolinea la Corte, che un automobilista fermo in attesa di liberare un incrocio possa tranquillamente armeggiare con il cellulare proprio nel momento di maggiore attenzione richiesta. La ragione di tutto questo, spiega la Cassazione, è evitare distrazioni che compromettano il controllo del veicolo.

In altre parole, per la legge la sosta al semaforo non è una vera "sosta", ma solo un'interruzione momentanea della marcia legata alle esigenze del traffico. Quindi, il divieto resta in vigore. L'unico modo per usare lo smartphone in sicurezza, anche solo per impostare il navigatore, è accostare e fermarsi davvero, dove è consentito farlo.

Il caso dei touchscreen di bordo

C'è poi un argomento che il Codice della strada non affronta direttamente, ma che riguarda ormai quasi tutte le auto moderne: i touchscreen dei sistemi di infotainment, sempre più centrali per regolare climatizzazione, navigazione e impostazioni varie.

L'articolo 173 non li menziona espressamente, quindi non esiste una sanzione specifica e automatica per il loro utilizzo. Tuttavia, secondo gli esperti di diritto della strada, anche questi dispositivi possono diventare un problema se il loro uso distrae il conducente o lo costringe a togliere le mani dal volante per un tempo prolungato.

Un tocco veloce per cambiare canzone o regolare la temperatura difficilmente porterà a una contestazione. Ma se l'interazione con lo schermo si prolunga, scatta il rischio di violare l'[[141strada], che impone al conducente di mantenere sempre il controllo del veicolo ed essere pronto a ogni manovra necessaria in sicurezza.

Meglio prevenire che pagare

A conti fatti, la regola è semplice: lo smartphone va lasciato da parte mentre si guida, semaforo rosso o non. La tentazione di rispondere a un messaggio o controllare una notifica in pochi secondi può sembrare innocua, ma le conseguenze - sia in termini economici che di sicurezza - possono essere molto più pesanti di quanto si pensi. Meglio aspettare di essere fermi davvero, o delegare tutto ai comandi vocali.


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