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Assegno di Inclusione, ti revocano il sussidio se salti la seconda convocazione senza valido motivo: ecco le nuove regole

Assegno di Inclusione, ti revocano il sussidio se salti la seconda convocazione senza valido motivo: ecco le nuove regole
L’Assegno di Inclusione (AdI) non è un sostegno automatico. È un percorso fatto di impegni, controlli e partecipazione attiva. Una nuova nota operativa del Ministero del Lavoro introduce importanti chiarimenti sulla gestione degli appuntamenti obbligatori e sulle conseguenze in caso di assenza.Vediamo cosa cambia e come evitare rischi
L'Assegno di Inclusione è riconosciuto a decorrere dal 1° gennaio 2024 quale misura di sostegno economico e di inclusione sociale e professionale, condizionata al possesso di requisiti di residenza, cittadinanza e soggiorno, alla prova dei mezzi sulla base dell'ISEE, alla situazione reddituale del beneficiario e del suo nucleo familiare e all'adesione a un percorso personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa.
Il decreto-legge n. 48/2023, all’art. 8, comma 6 prevede, tra le cause di decadenza dal beneficio AdI, l’ipotesi in cui un componente - tenuto agli obblighi di cui all’art. 6 del decreto-legge in parola - non si presenti presso i servizi sociali o i servizi per il lavoro competenti nel termine fissato, senza giustificato motivo. In attuazione del dettato normativo, con nota ministeriale del 16 marzo 2026 sono state aggiornate le indicazioni operative per la presa in carico dei beneficiari dell’Assegno di Inclusione avviati ai Servizi per il Lavoro.

Non si tratta di un mero aggiornamento tecnico, ma di indicazioni precise che definiscono quando scatta la sospensione dei pagamenti e quando, invece, si perde definitivamente il diritto al beneficio.

Le novità riguardano soprattutto i beneficiari considerati “attivabili al lavoro”. In genere si tratta di persone tra i 18 e i 59 anni senza disabilità, fragilità o particolari carichi di cura. Per loro il percorso AdI non si limita ai servizi sociali, ma include anche il coinvolgimento dei centri per l’impiego, con controlli più frequenti e obblighi più stringenti.

Chi rientra tra gli esonerati – come over 60, persone con disabilità o vittime di violenza – è soggetto a regole meno rigide.

Il punto centrale riguarda le conseguenze della mancata partecipazione agli appuntamenti. Se prima era già prevista la sospensione del beneficio in caso di assenza ingiustificata, ora viene chiarito con precisione il percorso successivo. Qualora nei 90 giorni previsti non risultino attività svolte (come corsi o tirocini), il Centro per l’impiego deve convocare il beneficiario entro i 90 giorni successivi. Questa convocazione rappresenta una seconda possibilità per mettersi in regola.

Le conseguenze variano in base al comportamento:
  • mancata partecipazione alle attività o agli incontri di monitoraggio: scatta la sospensione del beneficio, che interrompe i pagamenti ma non elimina il diritto;
  • assenza a una convocazione ufficiale senza giustificazione: si passa direttamente alla decadenza.

Con le nuove regole, il meccanismo è ancora più chiaro: la seconda convocazione è decisiva. Se non ci si presenta, il beneficio viene revocato per tutto il nucleo familiare: “Nel caso in cui la piattaforma Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) non rilevi la presenza in SAP di un’attività in corso di svolgimento (formazione, tirocinio, altra politica attiva comunque denominata), ovvero in stato “10 – terminata” della durata di un giorno, svolta nel periodo di riferimento, al fine di evitare sospensioni del beneficio che potrebbero protrarsi per un tempo indeterminato, i Centri per l’Impiego, decorsi i 90 giorni previsti per aggiornare la propria posizione, convocano il beneficiario dichiarato attivabile al lavoro entro i 90 giorni successivi alla sospensione. In caso di mancata presentazione alla convocazione, senza un giustificato motivo, ricorre quanto prescritto all’art. 8 comma 6, lettere a) del decreto-legge n. 48/2023, che prevede la decadenza dal beneficio economico per l’intero nucleo di appartenenza”.

Gli incontri avvengono in due sedi:
  • Servizi sociali del Comune: primo appuntamento entro 120 giorni dalla domanda, fondamentale per definire gli obblighi;
  • Centri per l’impiego: incontri successivi per monitoraggio e inserimento lavorativo.

Questi, quindi, gli appuntamenti essenziali per dimostrare che il percorso procede correttamente. Con le nuove indicazioni il sistema, se da un lato offre una seconda possibilità, dall’altro rende immediata la conseguenza della perdita del beneficio in caso di inadempienza.


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