Per chi beneficia dell'Assegno di Inclusione, il passaggio al nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) rappresenta un adempimento obbligatorio e non rinviabile. La normativa vigente stabilisce che l'aggiornamento annuale dell'ISEE costituisce il fondamento stesso su cui poggia l'erogazione della prestazione assistenziale. Non si tratta di una semplice formalità burocratica: l'importo mensile, la durata complessiva del sostegno e, soprattutto, la continuità dei pagamenti dipendono direttamente dalla validità dell'indicatore.
Dal primo giorno del 2026, qualsiasi ISEE riferito all'anno precedente perde automaticamente efficacia agli occhi dell'INPS, rendendo necessaria la presentazione di una Dichiarazione Sostitutiva Unica aggiornata. Chi non provvede rischia non solo ritardi nell'accredito dell'Assegno di Inclusione, ma anche la sospensione temporanea o addirittura la revoca del beneficio, con conseguenze economiche immediate per l'intero nucleo familiare. L'assenza di un ISEE valido impedisce, infatti, all'Istituto di verificare la permanenza dei requisiti economici previsti dalla legge per continuare a ricevere il sostegno.
Poste Italiane anticipa tutto: i dati patrimoniali sono già online
Poste Italiane ha reso accessibili già dalla metà di dicembre 2025 tutti i dati patrimoniali relativi ai rapporti finanziari intrattenuti dai cittadini: saldo al 31 dicembre, giacenza media annuale e consistenza patrimoniale complessiva di conti correnti BancoPosta, libretti di risparmio e buoni fruttiferi postali. Questi elementi rappresentano esattamente le informazioni richieste nella compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica e sono consultabili comodamente attraverso l'applicazione mobile di Poste, o accedendo all'Area Riservata del sito ufficiale. Non occorre, quindi, recarsi fisicamente agli sportelli né attendere l'invio di documentazione cartacea: tutto è disponibile digitalmente con immediata certificazione ufficiale.
Questa tempistica anticipata permette ai percettori dell'Assegno di Inclusione di organizzarsi prima del consueto affollamento che caratterizza i primi mesi dell'anno, quando CAF, patronati e uffici postali vengono letteralmente presi d'assalto da migliaia di richieste contemporanee. Avere i dati già pronti significa poter avviare subito la procedura di rinnovo dell'ISEE, garantendosi continuità nei pagamenti senza interruzioni.
Perché la componente patrimoniale fa la differenza nel calcolo dell'ISEE
All'interno della formula di calcolo dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, la componente patrimoniale riveste un ruolo assolutamente centrale e determinante. Non si tratta di un dettaglio secondario: giacenza media dei conti correnti, saldo finale e valore complessivo degli investimenti finanziari contribuiscono in maniera significativa alla definizione dell'ISEE finale, quello su cui l'INPS basa poi le proprie valutazioni per l'accesso e il mantenimento dell'Assegno di Inclusione. Eventuali errori nella dichiarazione di questi valori, imprecisioni anche minime o - peggio ancora - omissioni possono generare un ISEE non corrispondente alla reale situazione economica del nucleo familiare.
Un indicatore calcolato male può portare al rigetto della domanda di Assegno di Inclusione per chi vi avrebbe diritto, oppure determinare un importo mensile inferiore a quello spettante. Nei casi più gravi, la difformità tra dati dichiarati e dati reali può far scattare controlli dell'INPS, richieste di rettifica della DSU e perfino contestazioni con obbligo di restituzione di somme già percepite. Avere a disposizione i dati patrimoniali già certificati direttamente da Poste Italiane elimina alla radice questo rischio, garantendo precisione assoluta nella compilazione della dichiarazione e riducendo la possibilità di incongruenze che potrebbero essere rilevate successivamente dall'Istituto, durante le verifiche automatiche incrociate con le banche dati fiscali.
Come presentare subito la DSU 2026 all'INPS e garantirsi la continuità
Una volta raccolti tutti i dati patrimoniali necessari, il passo operativo successivo consiste nella trasmissione effettiva della nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica all'INPS. Le modalità disponibili sono molteplici e rispondono a diverse esigenze di autonomia e assistenza. Chi ha dimestichezza con gli strumenti digitali può procedere autonomamente attraverso il portale ufficiale dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, accedendo con SPID, CIE o CNS e seguendo la procedura guidata per la compilazione online della DSU precompilata.
In alternativa, è possibile rivolgersi a un Centro di Assistenza Fiscale o a un patronato, strutture presenti capillarmente sul territorio e che offrono gratuitamente il servizio di compilazione e invio della dichiarazione, verificando anche la correttezza formale di tutti i dati inseriti. Per situazioni più complesse o per chi desidera un supporto professionale personalizzato, rimane disponibile l'opzione di affidarsi a commercialisti o consulenti del lavoro.