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Agenzia delle Entrate, da oggi partono pignoramenti più rapidi e mirati: arriva l'incrocio automatico dei dati fiscali

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Agenzia delle Entrate, da oggi partono pignoramenti più rapidi e mirati: arriva l'incrocio automatico dei dati fiscali
Il provvedimento 153611/2026 dell'Agenzia delle Entrate avvia l'incrocio automatico dei dati delle fatture elettroniche per velocizzare il pignoramento presso terzi dei fornitori morosi
Spesso chi gestisce piccole imprese ricorre a un subappaltatore. Mese per mese riceve le fatture di quest’ultimo che paga regolarmente e il rapporto prosegue senza intoppi. Tuttavia, un giorno arriva una notifica dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione che individua l’imprenditore quale terzo pignorabile nell'ambito di una procedura esecutiva avviata contro il subappaltatore. Questo significa che il debito verso di lui, ossia le fatture ancora da saldare, confluiranno direttamente nelle casse dello Stato. Cosa succede però se, nel frattempo, l’imprenditore ha già pagato? Il rischio è quello di dover pagare di nuovo.
Questo scenario oggi è più probabile a seguito del provvedimento direttoriale n. 153611 del 22 maggio 2026, firmato dal Direttore dell'Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone. Il provvedimento dà attuazione all'art. 1, comma 117, della legge di bilancio 2026.

Il nuovo canale informativo tra Fisco ed esattore: come funziona lo scambio di dati
L'Agenzia delle Entrate, che custodisce l'intero archivio delle fatture elettroniche transitate attraverso il Sistema di Interscambio, mette periodicamente a disposizione dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione una parte selezionata di quei dati. Il provvedimento è costruito attorno al principio di minimizzazione, uno dei cardini del GDPR (Regolamento UE 2016/679) e lo stesso Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole nella seduta del 14 maggio 2026.

I dati trasmessi riguardano esclusivamente i corrispettivi complessivi delle fatture emesse da un debitore iscritto a ruolo o da un suo coobbligato nei confronti di uno stesso soggetto, nell'arco dei 6 mesi precedenti. A questa informazione si aggiunge il numero esatto dei documenti fiscali scambiati tra le due parti, che consente all'esattore di misurare la solidità e la continuità del rapporto commerciale prima di avviare l'azione esecutiva. Per ciascun cliente del debitore identificato come potenziale terzo pignorabile, vengono trasmessi i dati anagrafici essenziali, ovvero codice fiscale, partita IVA, nome o denominazione sociale e domicilio fiscale.

La tecnologia che trasforma i dati in esecuzioni
Il sistema si sviluppa in due fasi distinte. In una prima fase operativa, il trasferimento delle informazioni avviene via PEC, con file protetti da password comunicata attraverso un canale separato, accessibili solo al personale dell'ente espressamente autorizzato.
Una volta messo a regime, il sistema diventerà completamente automatizzato, offrendo un servizio di scambio dati informatico che consentirà al Fisco di ricevere in tempo reale le informazioni necessarie per avviare il pignoramento, senza alcuna intermediazione. In quella fase, la distanza tra la registrazione di una fattura elettronica e l'attivazione di una procedura esecutiva presso il cliente del debitore potrebbe ridursi a poche ore.

Cosa succede quando scatta il pignoramento presso terzi
Quando l'Agenzia delle Entrate-Riscossione notifica un atto di pignoramento presso terzi, il destinatario – cioè il cliente del contribuente debitore – diventa giuridicamente obbligato a versare le somme che gli deve direttamente all'erario, fino a concorrenza del debito per cui si procede.
Il rischio maggiore riguarda chi, in buona fede, abbia già saldato le fatture in scadenza direttamente al proprio fornitore dopo che il pignoramento era già stato attivato. In quel caso, il pagamento effettuato al debitore originario è giuridicamente inefficace nei confronti dell'esattore e la norma impone di soddisfare il credito erariale per intero, anche se ciò significa pagare due volte la stessa prestazione.


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