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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 12521 del 4 maggio 2026
«Nel rito del lavoro l'eccezione di prescrizione dei crediti di lavoro ha natura di eccezione in senso stretto e richiede una specifica e tempestiva manifestazione di volontà della parte, da proporre entro i termini preclusivi di cui agli artt. 414...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 23855 del 5 settembre 2024
«Anche nel rito del lavoro è possibile agire per ottenere una sentenza di condanna generica, con conseguente onere della parte interessata di introdurre ex art. 414 c.p.c. un autonomo giudizio per la liquidazione del quantum, purché il ricorso...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 29856 del 20 novembre 2024
«Nel rito del lavoro, la disposizione dell'art. 428, comma 1, cod. proc. civ. - secondo la quale l'incompetenza può essere rilevata d'ufficio non oltre l'udienza di cui all'art. 420 cod. proc. civ. - va intesa nel senso che detta incompetenza può...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 3307 del 14 febbraio 2026
«Nel giudizio di opposizione a cartella esattoriale o ad avviso di addebito, l'efficacia del principio di non contestazione opera esclusivamente in relazione ai fatti allegati dall'ente previdenziale negli atti processuali (memoria di costituzione)...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 2637 del 6 febbraio 2026
«Nel processo del lavoro, l'onere di specifica contestazione delle allegazioni della parte ricorrente grava sulla parte convenuta sin dalla sua memoria difensiva, secondo quanto disposto dall'art. 416 c.p.c. La mancanza di temporaneità e l'intento...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 27813 del 28 ottobre 2024
«Nel giudizio di lavoro, l'eccezione di prescrizione deve essere sollevata dalla parte interessata nel rispetto delle preclusioni poste dall'art. 416 c.p.c.; pertanto, la tardiva costituzione in giudizio del convenuto comporta la preclusione...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 288 del 6 gennaio 2026
«Ai fini del decorso del termine breve di impugnazione, nei giudizi di lavoro in cui l'amministrazione sia costituita tramite dipendenti ai sensi dell'art. 417-bis c.p.c., la notifica della sentenza deve essere effettuata nei confronti del...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 24019 del 27 agosto 2025
«Nel processo del lavoro, le preclusioni in ordine alle allegazioni maturano con il primo atto difensivo di ciascuna parte, salvo che ricorrano gravi motivi e previa autorizzazione del giudice. La modifica delle domande, eccezioni e conclusioni già...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 12947 del 6 maggio 2026
«È legittima l'acquisizione d'ufficio, in grado di appello, di documenti (nella specie: schede valutative del personale) non diretti a provare specificamente il periodo temporalmente controverso, ma utilizzati dal giudice per saggiare...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 10286 del 20 aprile 2026
«Nel rito del lavoro, l'esercizio dei poteri istruttori d'ufficio ex artt. 421 e 437 c.p.c., anche in grado di appello e prescindendo dalle preclusioni probatorie, è legittimo quando il materiale già acquisito offra una "pista probatoria" idonea a...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 7622 del 30 marzo 2026
«L'ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. e i poteri istruttori d'ufficio ex artt. 421 e 437 c.p.c. hanno natura residuale e discrezionale e non possono essere utilizzati per supplire al mancato assolvimento dell'onere della prova da parte della...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 27120 del 9 ottobre 2025
«L'acquisizione officiosa di documenti da parte del giudice, se non rispetta le tempistiche di produzione previste dalla legge, viola le disposizioni degli artt. 115, 116, 421 e 437 c.p.c. pertanto, tale acquisizione non può sanare eventuali...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 20812 del 23 luglio 2025
«Nel rito del lavoro - anche se svolto in modalità telematica - il mancato deposito, da parte dell'appellante, del proprio fascicolo e della sentenza impugnata comporta che il giudice, ove non possa supplire con gli altri atti di causa, provveda a...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 18659 del 8 luglio 2025
«Il giudice non può esercitare i poteri ufficiosi di cui all'art. 421 c.p.c. per sopperire alla mancata allegazione dei fatti costitutivi della domanda da parte del ricorrente, in quanto tali poteri non possono surrogare la prova di fatti non...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 2807 del 5 febbraio 2025
«In materia di lavoro, l'attivazione dei poteri istruttori d'ufficio del giudice è subordinata alla presenza di significativi dati indiziari offerti dalle risultanze processuali. L'assenza di allegazioni probatorie da parte del ricorrente non può...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 34557 del 27 dicembre 2024
«Nel rito del lavoro, l'acquisizione di nuovi documenti o l'ammissione di nuove prove da parte del giudice di appello rientra tra i poteri discrezionali riconosciutigli dagli artt. 421 e 437 c.p.c. Tale esercizio è insindacabile in sede di...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 18868 del 10 luglio 2024
«La Corte di Cassazione ha confermato che la Corte d'Appello può avvalersi dei poteri conferiti dall'art. 421 cod. proc. civ. per acquisire documentazione anche in assenza di un termine per note assegnato alle parti, purché motivi...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 13873 del 19 maggio 2023
«L'uso dei poteri istruttori da parte del giudice ex artt. 421 e 437 c.p.c. non ha carattere discrezionale, ma costituisce un potere-dovere del cui esercizio o mancato esercizio questi è tenuto a dar conto, anche se, al fine di censurare...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 16114 del 16 giugno 2025
«Nel procedimento per convalida di licenza o di sfratto, l'opposizione dell'intimato avvia un giudizio ordinario di cognizione. In questo contesto, l'intimante, con la memoria ex art. 426 c.p.c., può non solo emendare le proprie domande, ma anche...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 25689 del 25 settembre 2024
«In sede di appello, un vizio procedurale relativo alla mancata comunicazione dell'ordinanza di mutamento del rito ex art. 426 c.p.c. può essere sanato con una decisione nel merito senza necessità di rinvio al primo grado, salvo che tale vizio non...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 5385 del 29 febbraio 2024
«Nel procedimento per convalida di licenza o sfratto, l'opposizione dell'intimato dà luogo alla trasformazione dello stesso in un processo di cognizione, destinato a svolgersi nelle forme previste dall'art. 447-bis c.p.c., con la conseguenza che il...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 18663 del 8 luglio 2025
«Nel rito del lavoro, sempre che non ricorra l'ipotesi prevista dall'art. 433, comma 2, c.p.c., il potere di proporre impugnazione sorge con il deposito in cancelleria del testo della sentenza, completo di dispositivo e motivazione, mentre laddove...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 11810 del 29 aprile 2026
«In tema di giudizio di appello, gli artt. 342 e 434 c.p.c., nel testo introdotto dal D.L. n. 83/2012, conv. in L. n. 134/2012, impongono che l'impugnazione contenga, a pena di inammissibilità, una chiara individuazione dei punti e delle questioni...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 10935 del 24 aprile 2026
«Nel giudizio di appello, ai fini dell'ammissibilità del gravame ex artt. 342 e 434 c.p.c., è sufficiente che l'impugnazione contenga una chiara individuazione delle questioni e dei punti della sentenza di primo grado che si intendono contestare e...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 8320 del 3 aprile 2026
«In tema di inammissibilità dell'appello ex artt. 342 e 434 c.p.c. (nel testo successivo al D.L. n. 83/2012), è sufficiente che l'atto di gravame individui con chiarezza i capi della sentenza impugnata e contenga una parte argomentativa idonea a...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 328 del 7 gennaio 2026
«Nel giudizio di opposizione a ordinanza-ingiunzione, la contumacia nel giudizio di primo grado non implica una valenza confessoria né una rinuncia a contestare successivamente la fondatezza della domanda. Il convenuto ben può contestare tali...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 9400 del 10 aprile 2025
«Gli artt. 342 e 434 c.p.c. devono essere interpretati nel senso che l'impugnazione in appello deve contenere una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata, affiancando alla parte volitiva una parte...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 1038 del 16 gennaio 2025
«Gli artt. 342 e 434 c.p.c., nel testo formulato dal D.L. n. 83 del 2012, conv. con modif. dalla L. n. 134 del 2012, richiedono, a pena di inammissibilità, che l'impugnazione contenga una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 20343 del 23 luglio 2024
«In tema di appello, gli artt. 342 e 434 cod. proc. civ., impongono che l'impugnazione contenga una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata, accompagnata da una parte argomentativa volta a confutare le...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 19728 del 17 luglio 2024
«In materia di previdenza obbligatoria, l'appello deve contenere motivi specifici di impugnazione come richiesto dall'art. 434, comma 1, c.p.c. ed è onere della parte ricorrente per cassazione dimostrare la mancanza di specificità dei motivi di...»