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Successione, spunta la proposta di nuove tasse sull'eredità e una patrimoniale progressiva, ma non per tutti: le novità

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Successione, spunta la proposta di nuove tasse sull'eredità e una patrimoniale progressiva, ma non per tutti: le novità
Patrimoniale e successioni: tra raccomandazioni UE e proposta di legge popolare, si fa strada un'imposta progressiva sui grandi patrimoni oltre i 2 milioni di euro per tagliare le tasse sul lavoro e finanziare il welfare
Tassare i grandi patrimoni privati è un tema che da sempre divide l'opinione pubblica e accende il dibattito politico. Questa volta, però, la questione sembra avere un fondamento piuttosto solido rispetto al passato. In primo luogo, vi sono le raccomandazioni formali della Commissione europea, che invita l'Italia a riequilibrare il proprio sistema fiscale spostando parte del prelievo dal lavoro verso la ricchezza. Inoltre, una proposta di legge di iniziativa popolare – presentata dal comitato “1% Equo” presso la Corte di Cassazione a metà maggio – prevede l’introduzione di un'imposta progressiva sui patrimoni netti superiori ai 2 milioni di euro, nonché una riforma della tassazione sulle successioni.

Perché l'Europa guarda al Fisco italiano con preoccupazione
Il sistema tributario italiano è da sempre sbilanciato. La pressione fiscale, infatti, grava in modo sproporzionato sui redditi da lavoro dipendente e autonomo, mentre il carico fiscale su altre basi imponibili è minimo. È quanto emerge chiaramente dalle raccomandazioni formulate dalla Commissione europea, che ha indicato all'Italia la necessità di riorientare il prelievo verso forme di ricchezza oggi poco o per nulla tassate, tra cui i grandi patrimoni e le eredità.
La conferma del quadro delineato da Bruxelles arriva anche dalla Banca d'Italia, i cui dati fotografano un'Italia in cui il 10% delle famiglie più facoltose concentra nelle proprie mani oltre il 60% della ricchezza netta nazionale.

La proposta di legge popolare: come funziona e chi riguarda
Il comitato “1% Equo”, composto da oltre 30 persone tra economisti, accademici e rappresentanti della società civile, ha depositato presso la Corte di Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare. Per arrivare all'esame del Parlamento, il testo deve raccogliere almeno 50.000 firme entro il 15 novembre.

La struttura dell'imposta patrimoniale progressiva
Il cuore della proposta è un'imposta sul patrimonio netto che si attiverebbe oltre la soglia di 2 milioni di euro, con esclusione della prima casa. L'aliquota non è unica, ma cresce al crescere della ricchezza: si parte dall'1% per i patrimoni compresi tra 2 e 5 milioni, per salire all'1,7% nella fascia successiva fino agli 8 milioni, al 2,1% tra 8 e 20 milioni, fino ad arrivare al 3,5% per i grandi patrimoni che eccedono i 20 milioni di euro.

Il meccanismo è dunque quello della progressività per scaglioni, già noto ai contribuenti italiani attraverso l'Irpef. Secondo le stime dei promotori, il numero di soggetti coinvolti oscillerebbe tra 200.000 e 500.000, con un gettito potenziale stimato tra i 26 e i 60 miliardi di euro annui.

La riforma dell'imposta di successione
La proposta interviene anche sull'imposta di successione, prevedendo un'aliquota dell'8% per i trasferimenti fino a 500.000 euro e del 15% oltre il milione di euro in linea diretta, con una franchigia di 1 milione di euro per ciascun beneficiario. Verrebbero inoltre eliminate alcune agevolazioni attualmente previste per la trasmissione di aziende e partecipazioni societarie di natura familiare. Il maggior gettito stimato da questa componente della riforma si attesterebbe tra i 5,5 e gli 8 miliardi di euro.

A cosa servirebbero le nuove entrate
I promotori indicano con precisione la destinazione delle risorse, ovvero sanità pubblica, istruzione, politiche abitative, tutela ambientale e sostegno alla disabilità. Una quota verrebbe inoltre utilizzata per ridurre il carico fiscale sui redditi da lavoro, con l'obiettivo di favorire l'occupazione e ridurre il costo del lavoro per le imprese.


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