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Smartphone, da giugno passare da iPhone a Android diventa semplice, non perdi più chat, foto e password: nuove regole UE

Smartphone, da giugno passare da iPhone a Android diventa semplice, non perdi più chat, foto e password: nuove regole UE
Per anni cambiare smartphone ha significato rinunciare a qualcosa: chat perse, password da reinserire, app che non si sincronizzano. Ora l'Europa ha deciso di mettere fine a questo sistema, e lo ha fatto con una legge. Vediamo insieme cosa cambia nel dettaglio
Chiunque abbia provato almeno una volta a passare da un iPhone a uno smartphone Android, o viceversa, sa bene quanto può essere frustrante l'operazione. Per anni le grandi aziende tecnologiche hanno costruito quello che gli esperti chiamano effetto lock-in: un meccanismo, più o meno volontario, per cui una volta entrati in un ecosistema digitale - che sia quello di Apple o quello di Google - diventa sempre più difficile uscirne.
Più dispositivi si accumulano, più si creano dipendenze invisibili: foto nel cloud di una piattaforma, messaggi legati a un sistema, smartwatch che funziona solo con un certo telefono. Il valore di uno smartphone non è stato determinato soltanto dall'hardware, ma soprattutto dall'ecosistema che lo circonda. Cloud, servizi, wearable, sincronizzazione e continuità tra dispositivi sono diventati strumenti potentissimi di fidelizzazione. Tutto questo, però, sta per cambiare.
Il Digital Markets Act: la legge europea che rompe i "giardini recintati"
Grazie all'intervento decisivo dell'Unione Europea nell'ambito del Digital Markets Act (DMA), Apple e Google hanno raggiunto un accordo per semplificare il passaggio di dati tra i sistemi operativi iOS e Android.
Il DMA - Regolamento UE 2022/1925, entrato in vigore il 1° novembre 2022 e applicabile dal 2 maggio 2023 - è lo strumento normativo con cui Bruxelles ha deciso di rimettere ordine nel mercato digitale, imponendo obblighi precisi ai cosiddetti "gatekeeper", ovvero i custodi dei mercati digitali: le piattaforme con un peso economico tale da condizionare l'accesso degli utenti e delle aziende ai servizi digitali.
Apple e Google rientrano entrambe in questa categoria. Non è cosa facile, del resto, trovare un accordo con colossi come Apple e Google. La Commissione europea ha impiegato ben due anni per giungere a questo risultato, smantellando quello che veniva definito "effetto lock-in". La decisione della Commissione Europea, rilevante per il trasferimento dati tra dispositivi, è stata adottata nel marzo 2025, con scadenza fissata al 1° giugno 2026 per l'adeguamento da parte delle aziende.
Cosa cambia concretamente dal 1° giugno 2026
Secondo le nuove direttive, gli utenti potranno trasferire - in modalità wireless e in pochi passaggi - non solo i contatti e le foto, ma anche messaggi, calendari, password, reti Wi-Fi e, soprattutto, dati di app di terze parti. Questo significa che chi acquista un nuovo smartphone - indipendentemente dal sistema operativo - troverà integrata, nel proprio dispositivo, una procedura guidata e semplificata per migrare tutto il contenuto dal vecchio telefono, senza dover ricorrere ad applicazioni esterne o procedure manuali complesse.
Con i nuovi aggiornamenti, basterà avvicinare i due dispositivi per avviare la migrazione, sfruttando tecnologie di prossimità simili ad AirDrop, ma finalmente universali. Un passo che fino a ieri sembrava fantascienza, ma che oggi è realtà normativa.
Dal punto di vista pratico, gli utenti non dovranno fare nulla di particolare prima del 1° giugno: sarà sufficiente aggiornare il sistema operativo all'ultima versione disponibile, sia iOS sia Android, per trovare le nuove opzioni di trasferimento integrate nelle impostazioni.
Apple apre anche agli accessori: smartwatch e cuffie non più di "serie B"
Le novità non riguardano soltanto il trasferimento dati tra telefoni. Entro il primo giugno 2026, in seguito alla decisione della Commissione sull'interoperabilità dei dispositivi connessi adottata nel marzo 2025, Apple dovrà implementare nuove soluzioni di interoperabilità che consentano a terze parti di accedere a diverse funzionalità. In pratica, questo significa che chi possiede un iPhone potrà sfruttare appieno anche dispositivi non prodotti da Apple.
Gli utenti di accessori di terze parti - principalmente smartwatch - potranno visualizzare il contenuto completo delle notifiche dell'iPhone e interagire con esse, una funzionalità finora riservata agli utenti di Apple Watch. Gli utenti potranno associare i propri dispositivi non Apple - orologi, auricolari, altoparlanti - semplicemente avvicinandoli all'iPhone, in modo simile a quanto avviene già con gli accessori Apple. Infine, gli utenti di cuffie di terze parti potranno passare automaticamente a una chiamata sul proprio laptop mentre ascoltano musica sull'iPhone, come già avviene con i dispositivi Apple.
Va ricordato che Apple aveva già rilasciato alcune soluzioni di interoperabilità parziali in precedenza, tra cui la semplificazione del trasferimento di eSIM e numeri di telefono da un ecosistema all'altro. Ora, però, il quadro si amplia in modo significativo. L'obiettivo di fondo è uno solo: che la scelta dello smartphone dipenda finalmente dalle caratteristiche del prodotto e non dalla paura di perdere anni di dati e abitudini digitali.


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