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Scuola, in arrivo il pagamento delle ore di lavoro in più al personale ATA, se non le recuperi ti pagano: nuova proposta

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Scuola, in arrivo il pagamento delle ore di lavoro in più al personale ATA, se non le recuperi ti pagano: nuova proposta
Le richieste del sindacato UIL Scuola animano il confronto con l'ARAN, in merito al rinnovo del contratto collettivo. Le possibili novità in arrivo per i lavoratori
Il rinnovo del contratto del personale ATA prosegue all'ARAN nel confronto con Uil Scuola, sulla parte normativa. Il tavolo tecnico ha riguardato, in particolare, alcune disposizioni ancora rilevanti della precedente disciplina contrattuale, contenute negli artt. da 51 a 61 del CCNL 2006-2009, e gli artt. da 61 a 70 del CCNL 2019-2021, relativi ai principali istituti del rapporto lavorativo del personale ATA. Le richieste del sindacato mirano a rendere più chiare le regole, a meglio tutelare i lavoratori del comparto e a ridurre le differenze applicative tra le istituzioni scolastiche.
Uno dei principali temi affrontati riguarda l'organizzazione dell'orario. Come è noto, il contratto prevede diverse modalità, tra cui orario flessibile, articolazione plurisettimanale e turnazioni, inserite nel piano delle attività fissato dal Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi e adottato dal dirigente scolastico. Sul punto la UIL Scuola chiede maggiore prevedibilità per il lavoratore: eventuali modifiche a turni e orari già calendarizzati dovrebbero essere rese note con congruo anticipo e motivate da effettive esigenze organizzative, salve le situazioni urgenti e imprevedibili.
Specifica attenzione va alle ore lavorate in eccedenza rispetto all'orario ordinario. La proposta del sindacato della scuola è estendere fino a quattro mesi il termine entro cui utilizzare i riposi compensativi maturati. Se il recupero non fosse possibile nei tempi previsti per esigenze di servizio, dovrebbe essere individuato un periodo alternativo. Il principio sostenuto dalla UIL Scuola è che le prestazioni aggiuntive regolarmente autorizzate e realmente effettuate non possano andare perdute. Perciò se - per esigenze organizzative dell'Amministrazione - non fosse possibile neppure il recupero alternativo, dovrebbe perciò essere riconosciuta la relativa retribuzione.

Il sindacato ha altresì chiesto di inserire espressamente nel contratto il divieto di frazionamento dell'orario giornaliero di servizio, evitando che la prestazione possa essere distribuita in più periodi della stessa giornata con un'interruzione prolungata.
Tra le proposte esposte al tavolo con l'ARAN rientra anche una revisione della disciplina del personale part-time. La UIL Scuola chiede di valutare il superamento del vincolo che esclude il personale a tempo parziale dalle attività aggiuntive di carattere continuativo, quando queste siano compatibili con la durata e l'articolazione dell'orario individuale.
Il sindacato propone, poi, di differenziare nettamente il dipendente di ruolo che ha trasformato il proprio rapporto in part-time e il lavoratore assunto a tempo determinato, direttamente su una porzione oraria. Si tratta, secondo la UIL Scuola, di situazioni sostanzialmente distinte che non dovrebbero essere sottoposte alle stesse limitazioni, soprattutto per quanto riguarda attività e incarichi aggiuntivi.
Un ulteriore intervento attiene al calcolo delle assenze per il personale a tempo parziale, con riferimento a malattia, congedi parentali e altri istituti. L'obiettivo è definire regole più precise e chiare per le diverse forme di part-time, orizzontale, verticale e misto, evitando interpretazioni differenti da parte delle singole scuole che potrebbero costituire un problema nei rapporti lavorativi.

Sul tema dello svolgimento di una seconda attività lavorativa, la UIL Scuola ha chiesto di coordinare più chiaramente il contratto con le norme di legge sulle incompatibilità, sugli incarichi esterni e sul cumulo di impieghi, specificando i casi in cui il dipendente deve ottenere una preventiva autorizzazione dall'Amministrazione e quelli in cui basta invece una comunicazione.
Un'altra significativa questione riguarda il personale ATA a tempo determinato che completa l'intero orario settimanale ordinario.
La disciplina contrattuale attualmente richiamata dalla UIL Scuola prevede il pagamento della domenica quando il dipendente raggiunge l'orario settimanale ordinario. Il sindacato chiede che il riconoscimento non sia però soltanto economico, ma anche giuridico: la domenica dovrebbe essere calcolata anche ai fini dell'anzianità di servizio.
La proposta in oggetto riguarda anche il sabato nelle scuole che adottano la settimana lavorativa su cinque giorni. Quando il lavoratore a tempo determinato completa comunque l'intero orario settimanale, il sabato non lavorativo derivante dalla cosiddetta settimana corta dovrebbe essere riconosciuto sia economicamente sia ai fini giuridici.
UIL Scuola chiede di inserire direttamente nel contratto collettivo il principio secondo cui il completamento dell'orario può essere realizzato attraverso rapporti di lavoro presso più istituzioni scolastiche, purché relativi a identico profilo e Area. L'obiettivo è puntellare nel testo contrattuale una possibilità finora affrontata anche attraverso chiarimenti amministrativi.
Il confronto tra sindacato Uil Scuola e ARAN ha riguardato, inoltre, il periodo di prova per il personale ATA. Il CCNL 2019-2021 stabilisce durate differenziate in relazione all'Area di appartenenza e prevede la possibilità di rinnovare o prorogare il periodo, alla scadenza, per una sola volta. Ebbene, sul punto UIL Scuola vuole che tale possibilità sia subordinata a condizioni e motivazioni precise, così da evitare che il rinnovo o la proroga si trasformino in una decisione sostanzialmente discrezionale dell'Amministrazione e garantire al lavoratore maggiore certezza sulla durata della prova.

Un'attenzione specifica va alla malattia durante il periodo di prova. Una volta superato il periodo massimo di conservazione del posto, il contratto consente all'Amministrazione di risolvere il rapporto. Ebbene, seguendo la proposta sindacale, dovrebbero essere individuati criteri e garanzie più nitidi, tenendo conto della situazione del dipendente e delle concrete prospettive di ripresa del servizio dopo il problema di salute.
Infine la UIL Scuola chiede maggiori tutele per il personale ATA di ruolo che accetta incarichi a tempo determinato in un altro profilo o Area, con durata almeno fino al 30 giugno o al 31 agosto. In particolare, il sindacato propone di garantire il rientro sul posto di titolarità se l'incarico viene meno per errori dell'Amministrazione o per cause non imputabili al lavoratore. La UIL chiede inoltre di superare il vincolo del posto intero, consentendo di accettare anche incarichi su spezzone orario.
Il confronto tra ARAN e organizzazioni sindacali prosegue, quindi, su una serie di accese questioni che incidono concretamente sulla gestione del lavoro del personale ATA, dalle prestazioni aggiuntive ai diritti dei precari, fino alle garanzie sul periodo di prova e sugli incarichi a termine. Le proposte avanzate dalla UIL Scuola dovranno, ora, essere valutate nel prosieguo delle delicate trattative per il rinnovo della parte normativa del CCNL.


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