Un bonus separato dagli aumenti tabellari
Il rinnovo contrattuale, sottoscritto in sede ARAN il 1° luglio 2026, porta con sé incrementi stipendiali medi e la liquidazione delle competenze arretrate per tutto il comparto Istruzione e Ricerca. L'una tantum da 110 euro segue però un percorso autonomo, regolato dall'art. 7 del contratto. Le risorse per finanziarla non provengono, infatti, dagli stanziamenti ordinari destinati all'adeguamento delle tabelle retributive, ma dai risparmi generati dal rinvio dell'entrata in vigore del nuovo ordinamento professionale del personale ATA. In altre parole, il differimento del nuovo inquadramento professionale ha liberato fondi che l'Amministrazione ha destinato a questo riconoscimento straordinario, senza intaccare le somme già programmate per gli adeguamenti salariali correnti.
Chi può beneficiare della somma
Il diritto all'accredito dipende dal tipo di contratto e dal servizio effettivamente svolto. Vi ha diritto il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato in servizio nell'anno scolastico 2025-2026. Vi rientra anche chi ha un contratto a tempo determinato di durata annuale, con scadenza al 31 agosto 2026, così come chi lavora con un incarico limitato al termine delle attività didattiche, quindi fino al 30 giugno 2026. Per chi presta servizio in regime di part-time, l'importo fisso non resta invariato, ma viene riproporzionato in base alla percentuale di orario indicata nel contratto individuale.
Perché il pagamento slitta a gennaio 2027
Una delle domande più frequenti riguarda proprio i tempi. La risposta è che il bonus non seguirà il calendario degli arretrati, attesi tra luglio e agosto, ma comparirà soltanto sul cedolino di gennaio 2027. Il motivo va ricercato nelle verifiche amministrative necessarie prima di liquidare la somma. Occorre attendere la chiusura formale dell'anno scolastico per accertare il regolare completamento del servizio. Serve inoltre censire con precisione i supplenti a tempo determinato aventi diritto, monitorando i contratti attivi fino al 30 giugno o al 31 agosto. A questo si aggiunge la necessità di calcolare con esattezza gli importi spettanti ai lavoratori part-time. Solo a quel punto la voce di spesa potrà essere inserita nel cedolino NoiPA ordinario, la cui elaborazione per questa misura è già programmata per gennaio 2027.
Nessuna domanda da presentare
Trattandosi di un beneficio di natura contrattuale, non serve alcuna istanza cartacea o telematica. Non c'è un modello da inviare tramite il portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito e non esistono finestre temporali da rispettare o scadenze che facciano perdere il diritto al bonus. L'erogazione avviene in automatico attraverso i sistemi informativi del Tesoro, che riconoscono la somma sul cedolino NoiPA a chi possiede i requisiti di servizio richiesti. Anche i contratti di supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche vengono incrociati automaticamente con l'anagrafe del personale.