Dal decreto ministeriale al decreto legge
Tutto nasce dall'impennata dei prezzi energetici registrata a fine luglio, che ha spinto il Governo ad agire in due fasi successive. Il 27 luglio è stato approvato il decreto legge che riduce l'accisa sul gasolio per autotrazione, ma la sua applicazione pratica non è partita subito in modo autonomo. Per i primi due giorni, il 28 e il 29 luglio, lo sconto alla pompa è stato garantito da un decreto ministeriale firmato da MEF e MASE, l'unico strumento già pronto per intervenire con effetto immediato.
Dal 30 luglio, esaurita la copertura finanziaria del decreto ministeriale, è intervenuto il decreto legge, che rimane in vigore fino alla scadenza fissata al 6 agosto 2026. È in questo passaggio tra i due atti, avvenuto senza alcuna interruzione dello sconto per il consumatore, che si spiega il lieve rialzo del prezzo percepito ai distributori: non un'attenuazione dell'agevolazione, ma il riflesso delle normali oscillazioni di mercato che si sommano a una misura comunque confermata. Inoltre, un nuovo Consiglio dei ministri è atteso per il 4 agosto, per decidere se e come prorogare il taglio oltre la scadenza.
Il prezzo record che ha acceso l'emergenza
Il monitoraggio del Ministero delle Imprese certifica che il gasolio ha superato i 2 euro al litro, attestandosi a 2,161 euro, con un rialzo di 27,7 centesimi dall'inizio del mese e una distanza di appena 7 centesimi dal record assoluto del 15 marzo 2022. La benzina segue a ruota, con un prezzo medio salito a 1,968 euro al litro, in crescita di 16,2 centesimi nelle settimane precedenti. È questo scenario di allarme ad aver reso necessario un intervento rapido, sebbene non giuridicamente perfetto.
I numeri del taglio da 17 centesimi
Il d.l. del 27 luglio riduce l'aliquota di accisa sul gasolio a 532,90 euro per mille litri fino al 6 agosto 2026, con uno sconto di 14 centesimi al litro sulla sola accisa, che diventano 17 centesimi considerando anche il risparmio d'Iva connesso. La stessa riduzione era già stata applicata il 28 e il 29 luglio tramite il decreto ministeriale.
Perché servono due provvedimenti diversi
La coesistenza di due atti è una necessità imposta dalla diversa forza giuridica degli strumenti. Il decreto ministeriale trova fondamento nell'art. 1, comma 290, della legge 244/2007, che autorizza i ministeri competenti a ridurre le accise sui carburanti per compensare il maggior gettito Iva generato dai rincari del petrolio. Si tratta del meccanismo noto come accisa mobile. Tuttavia, un D.M. può attingere solo all'extragettito Iva del mese precedente e non può toccare il bilancio dello Stato né stanziare fondi straordinari. Per prolungare lo sconto oltre le prime 48 ore serviva quindi un atto con forza di legge, approvato in Consiglio dei ministri, capace di reperire coperture aggiuntive fuori da quel perimetro.
Come si dividono le coperture
Le prime 48 ore dello sconto sono state finanziate interamente dal D.M., grazie all'extragettito Iva accumulato a giugno sui rincari dei carburanti. Per arrivare fino al 6 agosto il Governo ha dovuto stanziare con il d.l. fondi straordinari aggiuntivi, per circa 125 milioni di euro, recuperati da sanzioni Antitrust e altri residui di bilancio.
Quanto risparmia davvero un automobilista
Un esempio pratico aiuta a cogliere l'impatto reale della misura. Chi riempie un serbatoio da 60 litri al prezzo pieno di 2,16 euro al litro spende 129,60 euro. Applicando la riduzione di 17 centesimi prevista dal decreto, il prezzo scende a 1,99 euro al litro e la spesa totale si ferma a 119,40 euro, con un risparmio di 10,20 euro a pieno. Per chi percorre ogni giorno lunghe distanze per lavoro, l'importo si traduce in un sollievo apprezzabile sul bilancio mensile.
Il sostegno agli autotrasportatori
Il decreto legge non interviene solo sul prezzo alla pompa. Riconosce anche un contributo straordinario sotto forma di credito d'imposta agli autotrasportatori, calcolato sulla maggiore spesa sostenuta per il carburante nel periodo marzo-luglio 2026 rispetto ai prezzi di febbraio dello stesso anno. Il periodo di riferimento è stato ampliato includendo anche luglio, non più fermo a giugno come nella versione precedente della misura, per allargare la platea dei beneficiari in un comparto particolarmente esposto ai rincari energetici.
Perché un taglio lineare e non un bonus legato all'ISEE
Il Governo ha scartato l'ipotesi di un sussidio parametrato al reddito. Un bonus ISEE avrebbe richiesto decreti attuativi, piattaforme digitali per le domande e tempi tecnici incompatibili con l'urgenza del momento. Il taglio lineare delle accise, invece, produce un effetto immediato lungo tutta la filiera. Il gasolio non muove solo le auto private, ma anche il trasporto merci, per cui abbatterne il costo alla fonte aiuta a contenere i rincari dei beni che viaggiano su gomma, offrendo una protezione trasversale a tutte le fasce di reddito.