Perché il governo interviene di nuovo
Da fine marzo i prezzi dei carburanti hanno ripreso a salire per l'escalation militare in Medio Oriente. L'esecutivo ha risposto con una sequenza di decreti che modulano lo sconto sulle accise e la spesa complessiva da marzo ha già superato i 2 miliardi di euro. Non è un dettaglio da poco, perché mostra quanto la variabile energetica pesi sui conti pubblici quando i mercati internazionali restano instabili.
Il primo tassello recente è il d.l. 27 luglio 2026, n. 133, che ha fissato lo sconto di 17 centesimi al litro, 14 di accisa e 3 di effetto Iva, dal 28 luglio al 6 agosto. Il secondo è il d.l. 5 agosto 2026, n. 139, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 180 del 5 agosto ed entrato in vigore il 6 agosto, che conferma la stessa riduzione fino al 24 agosto.
Come funziona lo sconto in vigore ora
L'accisa sul gasolio per autotrazione scende da 672,90 a 532,90 euro per mille litri, una riduzione di 140 euro ogni mille litri che alla pompa si traduce in circa 14 centesimi al litro. Sommando l'effetto sull'Iva, calcolata su una base imponibile più bassa, lo sconto reale arriva a 17 centesimi. La misura vale solo per il gasolio, non per benzina e Gpl e si estende anche ai gasoli paraffinici come l'HVO e al biodiesel. Per il 25 agosto la copertura non arriva dal decreto legge, ma da un decreto interministeriale Mef-Mase, che si appoggia al meccanismo ordinario delle accise mobili.
Nonostante lo sconto, il prezzo del gasolio self service è tornato a salire, attestandosi intorno ai 2,10 euro al litro sulla rete stradale nazionale, contro un prezzo della benzina self stabile poco sotto i 2 euro.
Le coperture finanziarie del decreto
Il d.l. 139/2026 quantifica in 232,3 milioni di euro l'onere complessivo per il 2026. Di questi, 190,2 milioni servono per la riduzione di accisa su gasolio, HVO e biodiesel, mentre 42,1 milioni finanziano l'estensione ad agosto del credito d'imposta a favore dell'autotrasporto. La copertura arriva per 95,6 milioni da tagli agli stanziamenti di nove ministeri e per 136,7 milioni dalla riduzione del fondo speciale di conto capitale del Mef.
Il Ministero dell'Economia contribuisce con la quota più alta, seguito dal Viminale con 8,07 milioni, dalle Infrastrutture e dall'Ambiente con 7 milioni, in gran parte a carico dei programmi sull'efficienza energetica. Esteri, Cultura, Istruzione, Salute e Giustizia completano l'elenco con importi più contenuti, mentre sul fronte del fondo di conto capitale pesano anche Imprese, Lavoro, Università, Agricoltura e Turismo.
Cosa cambia per automobilisti e autotrasportatori
Per chi guida un'auto privata l'effetto è immediato. Il prezzo alla pompa resta più basso finché lo sconto è attivo, anche se non compensa del tutto la spinta al rialzo dovuta al contesto internazionale. Per le imprese di autotrasporto merci con veicoli di massa pari o superiore a 7,5 tonnellate e classi Euro V o VI il discorso cambia, perché l'accisa ridotta si traduce in un rimborso trimestrale più basso, dato che il conguaglio si calcola sulla differenza tra aliquota ordinaria e aliquota effettivamente applicata. Proprio per queste imprese il decreto estende anche il credito d'imposta collegato al maggior costo del carburante, portando il periodo di riferimento da marzo-luglio a marzo-agosto e la dotazione complessiva da 322 a 364,1 milioni di euro. La misura riguarda ora anche il trasporto passeggeri, compresi gli operatori del settore turistico con autobus.