La finalità dietro queste novità è intuibile: rendere identificabile il proprietario del monopattino, facilitando i controlli su strada. In questo modo, peraltro, si garantiscono anche risarcimenti certi, in caso di incidenti o danni a terzi.
Il cambiamento in oggetto giunge grazie al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 6 marzo scorso, pubblicato in Gazzetta Ufficiale pochi giorni fa. È un testo che, finalmente, rende operative le regole già previste dalla riforma del Codice della strada.
Le caratteristiche chiave dell'appena citato "targhino" serviranno a identificare la persona e non il mezzo. Eccole di seguito:
- sarà un adesivo plastificato e non rimovibile, prodotto dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e distribuito dalla Motorizzazione civile;
- avrà forma rettangolare (circa 5x6 cm), sei caratteri alfanumerici su due righe, lettere dalla B alla Z (escluse A, E, I, O, Q, U) e numeri da 2 a 9;
- dovrà essere applicato sul parafango posteriore o, se assente, sulla parte anteriore del piantone dello sterzo;
- a differenza delle targhe di auto e moto, non sarà legato al veicolo, ma al proprietario. Infatti, i monopattini non sono iscritti all'Archivio nazionale dei veicoli e non hanno un numero di telaio.
Richiedere il contrassegno sarà semplice, perché la relativa procedura sarà del tutto digitale e funzionerà grazie all'applicazione "Gestione Pratiche Online", disponibile per cittadini e imprese sul Portale dell'Automobilista. Di seguito, in sintesi, l'iter di ottenimento del "targhino":
- accesso tramite SPID di secondo livello o Carta d'identità elettronica;
- inserimento dei dati personali;
- scelta dell'ufficio di ritiro (Motorizzazione o studio autorizzato);
- pagamento tramite PagoPA;
- prenotazione e ritiro del contrassegno.
Abbiamo accennato sopra al fatto che, con l'introduzione del contrassegno, diverrà pienamente operativo anche l'obbligo di assicurazione Rc. In particolare, tale polizza - a costo variabile - coprirà danni a pedoni, a ciclisti e ad altri veicoli o cose. Sul piano delle sanzioni, i guidatori di monopattino che circoleranno senza contrassegno (o senza rispettare gli obblighi) rischieranno una multa da 100 a 400 euro. Sarà però possibile ridurre la sanzione, se il pagamento avverrà entro cinque giorni, secondo le regole generali del Codice della strada.
Concludendo, il "targhino" per i monopattini è solo una parte di una riforma più ampia che ha già introdotto l'obbligo del casco per tutti, il limite di velocità di 20 km/h (6 km/h nelle aree pedonali), il divieto di circolare fuori dai centri urbani e il divieto di procedere contromano. Dal 16 maggio si aggiungeranno queste novità, espressamente mirate a regolare l'uso del monopattino elettrico in Italia, che diverrà identificabile, andrà assicurato ed entrerà in un sistema di controlli strutturato. L'obiettivo finale è chiaro: più sicurezza, più responsabilità e maggiore tutela per tutti gli utenti della strada.