In concreto, la nuova disposizione sul limite minimo di 100km/h riguarderebbe le autostrade e le strade extraurbane principali con almeno tre corsie per senso di marcia, nei tratti in cui è ammessa la circolazione per file parallele.
La proposta di modifica del CdS si inserisce nel quadro delle regole che impongono di utilizzare correttamente le corsie. L'art. 143 del Codice della strada stabilisce già oggi, in via generale, l'obbligo di circolare sulla corsia libera più a destra, riservando quelle di sinistra al sorpasso e agli altri utilizzi consentiti. La nuova disposizione punta ad aggiungere un criterio numerico specifico per la corsia più a sinistra, senza sostituire le regole generali sulla posizione dei veicoli in carreggiata. Attualmente la valutazione dell'eventuale intralcio dipende dalle circostanze concrete: una velocità può essere inadeguata in una determinata situazione, ma del tutto ragionevole in un'altra. Invece, l'introduzione di una soglia numerica specifica per la corsia più a sinistra renderebbe più immediata la verifica del rispetto della regola, fermo restando che dovranno essere considerate le eccezioni previste.
Chi, viaggiando a sinistra, procede a velocità relativamente ridotta, costringe gli altri conducenti a rallentare o a effettuare manovre di sorpasso e contribuisce alla formazione di code improvvise. Peraltro, in condizioni di traffico intenso, le frenate a catena possono alimentare il cosiddetto "effetto fisarmonica": i rallentamenti si propagano da un veicolo all'altro, aumentando il rischio di tamponamenti. Ricordiamo che esiste già una regola generale - il sesto comma dell'art. 141 del Codice della strada - che impone ai conducenti di non procedere a velocità talmente ridotta da costituire intralcio o pericolo per il normale flusso della circolazione.
Chiaramente nelle altre corsie si potrà continuare a procedere a velocità inferiori, nel rispetto dei limiti vigenti e delle condizioni di sicurezza. E comunque anche sulla corsia di sinistra il conducente dovrà adeguare l'andatura alle circostanze concrete, senza mettere a rischio sé stesso o gli altri utenti della strada.
In verità, l'introduzione della soglia minima dei 100 km/h non rappresenta una novità assoluta per il diritto della circolazione stradale. La possibilità di stabilire limiti minimi di velocità era già contemplata dal Codice della Strada del 1959 e trova spazio anche nella normativa attualmente in vigore. Nello specifico è il comma secondo dell'art. 142 del Codice della strada a consentire agli enti proprietari delle strade di fissare limiti di velocità minimi, purché siano adeguatamente segnalati. Inoltre l'art. 122 del regolamento di esecuzione e attuazione del Codice, approvato con il D.P.R. n. 495/1992, precisa che la segnaletica relativa ai limiti minimi può riguardare anche singole corsie.
Sopra abbiamo accennato alle possibili eccezioni o deroghe al limite e, in effetti, nella normativa inserita nello schema di decreto legislativo recante il nuovo Codice della Strada, si stabilisce che sarà possibile scendere sotto i 100 km/h nei casi di presenza di una segnaletica specifica (temporanea o permanente) e a circostanze straordinarie che rendano necessario rallentare. Ad esempio, sono i casi pratici della pioggia intensa, della nebbia fitta, dei cantieri o degli incidenti: il conducente dovrà adeguare la velocità alle condizioni effettive della strada. La tutela della propria sicurezza, e di quella altrui, chiaramente viene prima del rispetto meccanico di una soglia numerica.
Per chi non rispetterà il limite minimo previsto sulla corsia più a sinistra, lo schema indica una sanzione amministrativa di 40 euro. Anche questo importo dovrà, però, essere letto alla luce del testo normativo definitivo e delle disposizioni che entreranno effettivamente in vigore. Non si tratta, dunque, di una multa già applicabile sulla base della sola approvazione preliminare dello schema. Fino al completamento dell'iter parlamentare, la disciplina vigente continua a essere il solo riferimento per gli automobilisti.